Домовёнок Кузя – lo spiritello casalingo

Oggi vi proponiamo il primo episodio di una serie di cartoni degli anni ’80, estremamente popolare e capace di portare ai giorni nostri il домовой (domovoy), figura della mitologia russa che sorveglia la casa e protegge la famiglia.

Домовёнок Кузя (Domovyonok Kuzya) è una creazione della scrittrice Татьяна Александрова (Tatyana Aleksandrovna), probabilmente ispirata dalle fiabe raccontatele durante l’infanzia dalla sua няня (tata), una vecchia contadina della regione del Волга (Volga). Tutte le sue avventure sono state messe in scena dalla compagnia cinematografica Экран (Ecran) con regia di Аида Зябликова (Aida Ziablikova), utilizzando la tecnica della кукольная мультипликация (animazione a passo uno).

Кузя è un giovane домовой, ha solo 700 anni. In Дом для Кузьки (Una casa per Kuzya) la sua vecchia casa viene abbattuta, e lui si trasferisce in uno dei palazzi che le sono stati costruiti attorno.

Di corta durata, è estremamente divertente e aiuta ad imparare tutta una serie di espressioni che nel corso degli anni sono diventate крылатые выражения (espressioni popolari). Godetevi Кузя e il suo сундучок (piccolo scrigno) pieno di fiabe!

Собор Богоявления, Иркутск

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Иркутск (Irkutsk) si trova in Siberia, sulle rive del fiume Ангара (Angara) e a soli 66km dal lago Байкал (Bajkal). La città, fondata nel 1661, vanta un centro storico che, nonostante un devastante incendio nel 1879, è comunque candidato all’inclusione nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La Собор Богоявления (Cattedrale dell’Epifania), sulle rive del fiume, ne è senz’altro il monumento più caratteristico. Sebbene sia stata fondata nel 1693, non rimane nulla delle prime costruzioni in legno, bruciate interamente nel 1716. Ma anche le successive costruzioni in mattone ebbero le loro difficoltà a sopravvivere nel corso degli anni: Иркутск non è un luogo tranquillo, e più di una volta le mura di questo complesso vennero scosse da uno землетрясение (terremoto).

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Non è tutto: ai tempi dell’Unione Sovietica venne chiusa al culto, e divenne un хлебозавод (panificio). Nel 1960 si decise addirittura di abbatterla, ma quando l’architetto moscovita Галина Оранская (Galina Oranskaya) arrivò per firmare l’ordine ne rimase impressionata e ne ordinò la ricostruzione. È grazie a lei se oggi l’edificio non solo esiste ma è in ottime condizioni, come potete vedere anche dagli affreschi del suo interno nella seconda foto.

Торт «Медовик» – dolce a strati con miele

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Oggi vi presentiamo un secondo dolce, per certi versi simile al primo che abbiamo proposto qualche giorno fa.

Il медовик (medovik) è una torta a strati di difficile preparazione, che impiega il мёд (miele) nell’impasto. Anche se nel corso degli anni è entrata nella tradizione culinaria russa di tutti i giorni, si narra abbia origini illustri: sarebbe stata creata 200 anni fa dal cuoco personale dello царь Александр I (zar Alessandro I).

Eccovi la ricetta:

http://blog.giallozafferano.it/dolciricettecasalinghe/tort-medovik/?doing_wp_cron=1461312780.5286049842834472656250

Per dare un sapore particolare a questo dolce, consigliamo di farcirlo con сметана (panna acida). Per chi volesse qualcosa di ancora più inusuale, invece, si può pensare di utilizzare come ripieno anche della frutta secca, ad esempio чернослив (prugne nere).

Поединок, il duello di Куприн

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Александр Куприн (Aleksandr Kuprin) è un altro scrittore russo che visse a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo, in un’epoca di cambiamenti profondi e di passaggio. Proveniente da una famiglia della piccola aristocrazia, Куприн fu educato in un collegio militare e fu militare di carriera fino al 1894, quando a soli 24 anni si ritirò dall’esercito stanco di quella vita.

Scrisse Поединок (Il duello) ispirato da questa sua esperienza e da Максим Горький (Maksim Gorkiy), a cui dedicò la prima versione di questo повесть (romanzo breve) pubblicata nel 1905. In Поединок possiamo trovare un sincero racconto di tedio e disgusto per la vita di campo e una spietata critica del corrotto sistema militare di fine ‘800 – inizio ‘900, attraverso il racconto di un giovane ufficiale dalla spiccata sensibilità, Юрий Ромашов (Yuriy Romashov).

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Nel corso del romanzo, Ромашов riflette e si convince sempre più di dover abbandonare l’esercito, offrendoci una limpida confessione di inadeguatezza e di tormento per il futuro angoscioso che lo aspetta. Importanza preponderante nell’evoluzione del racconto ha poi la vita sentimentale di Ромашов, specie nel suo rapporto con Шурочка (Shurochka), la moglie di un commilitone.

La scrittura di Куприн è chiara, piacevole, ed il racconto risulta di facile lettura nonostante siano presenti dei termini propri del gergo militare. Consigliamo questo romanzo non solo a fini didattici e di esercizio, però: è infatti un’opera estremamente attuale. Sembrerà strano a dirsi, ma i patemi d’animo e le riflessioni del giovane ufficiale Ромашов sono senza tempo, e di facile immedesimazione anche e soprattutto al giorno d’oggi.

Buona lettura!

Il кремль di Астрахань

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Астрахань (Astrakhan) è la principale città russa dell’omonima regione, che si affaccia sul Каспийское море (Mar Caspio). La città si trova sul delta del Волга (Volga), in una zona semidesertica nella depressione caspica.

In una delle isole che la formano, in seguito alla conquista dell’Астраханское ханство (Khanato di Astrakhan) da parte di Иван Грозный (Ivan il Terribile) nel XVI° secolo venne costruito uno dei кремль più importanti e meglio conservati di tutta la Russia: sono rimaste in piedi 7 delle 8 torri originali, di cui 3 permettono l’entrata nel complesso. All’interno, poi, si possono ammirare cattedrali ed edifici militari costruiti nel corso dei secoli, dal XVI° all’inizio del XX°.

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Le principali attrazioni dell’Астраханский кремль sono la Кафедральный собор Успения Пресвятой Богородицы (Cattedrale della Dormizione della Santissima Madonna), la Собор монастыря Троицы Живоначальной (Cattedrale della Trinità Iniziatrice della Vita) e soprattutto la porta con torre campanaria (nome completo Пречистенские ворота с надвратной соборной колокольней – letteralmente “Porte purissime con torre campanaria della cattedrale sopra le porte”): quest’ultima, originariamente costruita nel 1710, venne ricostruita più volte nel corso degli anni, e la sua penultima versione era così inclinata da divenire famosa come Падающая колокольня Астраханского кафедрального собора (Torre cadente della cattedrale di Astrakhan).

Белые ночи – le notti bianche di Достоевский

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Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy) è uno dei grandissimi della letteratura russa. Tutti conoscono i suoi romanzi: Преступление и наказание (Delitto e castigo), Идиот (L’idiota), Братья Карамазовы (I fratelli Karamazov).

Белые ночи (Le notti bianche) non è un romanzo, ma un повесть (racconto lungo), in cui мечтатель (il sognatore), un uomo solo e timido, in una delle белые ночи di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), conosce Настенька (Nasten’ka) e se ne innamora. Le vicende si svolgono nel corso di sole quattro notti consecutive, in cui мечтатель esce dalle sua noiose consuetudini.

Come già abbiamo fatto in precedenza, consigliamo questo libro a chi sta imparando il russo per vari motivi. Il primo è pratico: è disponibile in edizione con traduzione a fronte (qui sotto la copertina), grande aiuto per vincere la pigrizia e dedicarsi alla lettura con piacere e profitto. Il secondo è letterario: questo повесть è un capolavoro della letteratura, russa e non, e tuffarsi nei suoi pochi capitoli è un piacere che va ben oltre l’apprendimento del russo!

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A Ульяновск sulle tracce di Ленин

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Владимир Ильич Ленин (Vladimir Ilic Lenin) non ha bisogno di introduzioni: la sua effigie è conosciuta da tutti e le sue statue si possono trovare ovunque in Russia.

Chi è stato a Москва (Mosca) ha quasi sicuramente visitato il suo Мавзолей (Mausoleo) sulla Красная площадь (Piazza Rossa), ed è passato in silenzio e a passo lento (ma senza fermarsi!) di fianco alla teca dove è conservato il suo corpo. Ma il culto di Ленин non si ferma lì: Симбирск (Simbirsk), la sua città natale, dal 1924 ha addirittura preso il nome della famiglia di Ленин, Ульяновск (Ulyanovsk: il suo cognome era infatti Ульянов – Ulyanov).

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Il suo мемориал (memoriale), aperto nel 1970 nel centenario dalla nascita di Ленин, è sede di un museo, di una biblioteca e di una sala universale (per concerti, conferenze e proiezioni). Ma l’aspetto più interessante è che contiene anche alcune delle case della famiglia Ульянов (che nel corso degli anni cambiarono residenza ben sette volte a Симбирск): tanto la Дом Прибыловской (Dom Pribylovskoy) quanto la флигель (ala) dove Ленин venne al mondo sono state riassemblate nel cortile del мемориал!

Ульяновск si trova sul Волга (Volga) a 200 km a sud di Казань (Kazan’).

 

Торт Наполеон – millefoglie russo

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Non è risaputo, ma la Russia (e lo stesso vale per i paesi dell’Ex Unione Sovietica in genere) è terra di dolci. Dolci buoni e sostanziosi, senza paturnie per l’apporto calorico e, spesso, senza neanche troppo interesse per il loro aspetto.

La торт Наполеон (torta Napoleone) è forse il più conosciuto di questi dolci: ve ne sono di innumerevoli tipi, ma quella classica è con заварной крем (crema pasticciera). Come la оливье, questo dolce è quasi sicuramente arrivato dalla Francia, ma nel corso degli anni questa торт из слоеного теста (torta a strati) si è evoluta ed è divenuto un dolce propriamente russo.

La ricetta qui sotto ci insegna come prepararla:

Ricetta per la Torta Napoleone

Un consiglio in aggiunta: cospargetela di pezzettini di орехи (noci).

Appunti di viaggio di un russo in Europa

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Виктор Некрасов (Viktor Nekrasov) è uno scrittore dalla parabola piuttosto sfortunata.

Soldato, dopo aver partecipato alla difesa di Сталинград (Stalingrado) scrisse la sua prima opera, “В окопах Сталинграда” (“Nelle trincee di Stalingrado”), che lo portò sulle gloriose vette della letteratura sovietica. Divenne una sorta di ambasciatore della letteratura russa, ed in questo ruolo visitò l’Italia e la Francia negli anni ’60.

Di ritorno da quei viaggi, pubblicò le sue impressioni, che oggi sono raccolte nella prima parte di questo bel volumetto, “Праздник, который всегда и со мной” (“Una festa, che è sempre con me”), il cui titolo si ispira a “Festa mobile” di un altro soldato-scrittore, Hemingway.

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Nonostante i suoi articoli fossero tutt’altro che privi di critiche per l’occidente, l’entusiasmo per le bellezze viste e le esperienze vissute ne traspariva troppo evidentemente. Il giornalista Мэлор Стуруа (Melor Sturua) volle insegnargli una bella lezione, e scrisse un articolo sarcastico dal titolo “Турист с тросточкой” (“Il turista col bastone da passeggio”) in cui lo accusò di низкопоклонство перед Западом (prostrazione davanti all’occidente).

Da lì iniziarono tutti i suoi problemi. Nel corso degli anni le pressioni divennero insostenibili, e nel 1974 Некрасов partì alla volta di Parigi, e non tornò mai più. Questa vita in esilio viene raccontata nella seconda parte di “Праздник, который всегда и со мной”, inevitabilmente molto più amara e malinconica.

 

Миллионка – la Chinatown di Владивосток

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Владивосток (Vladivostok) è la città lontana per eccellenza in Russia. Si affaccia sul mar di Giappone, prossima alla Cina e alla Corea del Nord, e non stupisce quindi che, fin dalla metà del XIX° secolo, fosse la meta di numerosi emigranti cinesi.

Nel corso degli anni, la popolazione cinese di Владивосток è cresciuta fino a raggiungere nel 1910 i 50.000 abitanti, per la grandissima maggioranza stabilitisi nel quartiere Миллионка (Millionka), una vera e propria город в городе (città nella città) in cui gli abitanti potevano vivere, lavorare e anche divertirsi senza bisogno di uscirne per mesi. D’altra parte la Миллионка era (e quello che ne rimane continua ad essere) un labirinto fatto di vicoli, cortili di passaggio e passaggi in legno, caratteristiche che permisero un fiorire di attività quali il contrabbando, il gioco d’azzardo, la prostituzione, le fumerie d’oppio… Era inoltre la sede della Главное владивостокское китайское торговое общество (Società generale del commercio cinese a Vladivostok), ed infatti quando nel 1936 l’НКВД (NKVD, pronunciato enkavedè) ne intraprese la зачистка (pulizia) l’ambasciata cinese a Mosca sporse una protesta formale.

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Ad oggi gli edifici di mattoni rossi della Миллионка sono rimasti tali e quali a com’erano all’inizio del XX° secolo, ma le loro porte, scale e soffitti di legno sono sempre più logori: dagli anni ’90 l’amministrazione cittadina ha lasciato a sé la Миллионка, senza far nulla per recuperarla o demolirla. Eppure, il fascino di questa трущоба (ghetto) inizia ad attirare qualche turista ed essere l’oggetto di qualche visita guidata. Questo anche grazie ai graffiti e alle decorazioni urbane che sono apparsi negli ultimi anni, che come potete vedere qui sopra spesso ammiccano al suo turbolento e criminoso passato.