Повести Белкина di Пушкин

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In Russia, non si può parlare di letteratura senza parlare di Александр Пушкин (Aleksandr Pushkin). Пушкин è lo scrittore per antonomasia: poeta per eccellenza, autore di romanzi e racconti, viene considerato il padre del russo letterario moderno.

Nel corso degli anni Пушкин, oltre a scrivere, ebbe un’autentica vita da avventuriero: soldato, personaggio pubblico, dongiovanni e funzionario. Viaggiò in lungo e in largo per il territorio della Российская империя (Impero Russo) di allora, soggiornando a lungo anche nelle attuali Moldavia, a Кишинёв (Kishinev), e Ucraina, a Одесса (Odessa). È ancora oggi assolutamente idolatrato: ovunque sia passato, c’è un monumento a ricordarlo.

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Consigliamo di leggere i suoi Повести Белкина (Racconti di Belkin), disponibili in Italia in un’edizione della BUR con tanto di testo a fronte in italiano (edizioni che già vi abbiamo indicato per altri autori qui, qui e qui).

Scritti nell’autunno del 1830, vennero pubblicati con lo pseudonimo di Иван Петрович Белкин (Ivan Petrovich Belkin), da cui il loro titolo. Sono racconti piuttosto brevi, di vario genere e stile, e soprattutto con un linguaggio безупречный (impeccabile): e non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di Пушкин! Ottimi per imparare il russo, godendosi anche una splendida lettura.

 

Успенский собор – Смоленск

La Успенский собор (Uspenskiy Sobor) di Смоленск (Smolensk) può vantare una posizione invidiabile: si trova infatti sulla vetta di una collina che domina la città.

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Occupa questo luogo fin dal XII° secolo (Смоленск è una delle più antiche città della Russia), ma l’edificio che vi si trova ora risale a un periodo ben più vicino ai nostri giorni. La sua costruzione, infatti, cominciò nel 1677 e venne conclusa solo nel 1740 (anche se in realtà le parti centrale ed occidentale vennero ricostruite ancora dopo un crollo nel 1761).

Nel corso degli ultimi secoli Смоленск, una delle città più ad occidente dell’attuale Russia, è stata (sebbene solo temporaneamente) conquistata dai due grandi invasori della Russia: Napoleone ed Hitler. Ebbene, non solo la Успенский собор non è stata danneggiata dalle truppe nemiche, ma è stata addirittura oggetto di provvedimenti speciali per preservarla. Napoleone, infatti, colpito dalla sua bellezza, ordinò che venisse sorvegliata per evitare che venisse saccheggiata dai soldati.

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Grazie ai suoi colori, verde veronese, bianco, argento e oro, è assolutamente spettacolare durante il periodo invernale, quando tutti i dintorni sono coperti di neve e si erge sulle chiome bianche degli alberi in tutto il suo splendore.

Se passate a Смоленск è davvero imperdibile, anche perché, in posizione elevata sulla città, immediatamente sopra il fiume Днепр (Dnipro) e a poche centinaia di metri dalla stazione centrale, è difficile farsela scappare!

 

Терек Грозный – la squadra di Кадыров

 

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Грозный (Grozny) è la capitale della Чечня (Cecenia), una repubblica facente parte della Federazione Russa che, nel corso degli ultimi decenni, è stata teatro di due sanguinose guerre civili tra separatisti e governo centrale.

Anche a Грозный si gioca a calcio, però, e lo si fa ad alti livelli grazie agli sforzi economici del controverso Рамзан Кадыров (Ramzan Kadyrov), presidente della Repubblica Cecena e protagonista di innumerevoli vicende straordinarie. In qualsiasi senso: basti pensare che dispone di una sua milizia personale, i кадыровцы (kadirovzi), che si dice abbiano preso parte ad operazioni militari anche al di fuori del territorio della Federazione Russa, e che ha segnato tre gol contro una squadra di (ex) campioni quali Maradona, Figo, McManaman, Barthez e Costacurta.

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Questo bellissimo articolo, in inglese, racconta in dettaglio la storia passata ed attuale del Терек e del calcio (e non solo) in Чечня.

FC Terek Grozny: War, football, hatred and controversy in North Caucasus

Храм всех религий a Kazan

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Казань (Kazan’) è una città del Татарстан (Tatarstan), nel cuore della Russia. Nel corso degli anni Казань è diventata una città multietnica nel vero senso della parola: circa la metà dei suoi abitanti sono tatari, e l’altra metà sono russi.

Храм всех религий (Tempio di tutte le religioni), anche noto come Вселенский храм (Tempio universale) è un complesso architettonico che riflette la molteplicità di identità religiose della regione. Ed oltre: il progetto prevede addirittura, oltre alle già esistenti церковь (chiesa), мечеть (moschea) e синагога (sinagoga), la costruzione di luoghi simbolo appartenenti a ben altre 13 religioni mondiali.

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Tuttavia, non si tratta di un luogo di culto. Ve lo spieghiamo con le parole del suo ideatore Ильдар Ханов (Ildar Khanov):

“Вселенский Храм не задумывался как место, где бок о бок будут молиться люди разных религий. Люди пока не пришли к Единобожию. Храм – архитектурный символ всех религий, музей религий. Его название: Вселенский Храм, международный культурный центр духовного единения.”

(“Il Tempio Universale non è stato pensato come un luogo dove persone di diverse religioni pregheranno fianco a fianco. Gli uomini non sono ancora arrivati a credere in un solo Dio. Il Tempio è un simbolo architettonico di tutte le religioni, un museo delle religioni. Il suo nome è: Tempio Universale, centro culturale internazionale dell’unità spirituale.”)

Вселенский Храм si trova a Казань nella località di Старое Аракчино (Staroe Arakchino), a un centinaio di metri dall’omonima stazione del treno.

Кремль – ma non a Mosca

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La parola кремль (cremlino) in lingua russa sta ad indicare delle città fortificate. Ai tempi della Русь (Rus’), infatti, solo quei punti abitati circondati da mura venivano considerati город (città).

Sebbene il кремль per eccellenza sia senz’altro il Московский Кремль (Cremlino di Mosca), la Russia è disseminata di questi complessi monumentali. Alcuni di loro vengono chiamati кремль anche senza essere tali, come quello di cui parleremo oggi: il Ростовский кремль (cremlino di Rostov), anche noto come Митрополичий двор (corte del Metropolita).

Questo кремль si trova sulle sponde del lago Неро (Nero), e venne costruito su ordine dal Metropolita Иона Сысоевич (Iona Sysoevich) dal 1670 al 1683. Le sue mura non hanno una vera e propria funzione difensiva (motivo per cui non è tecnicamente un кремль), dato che l’intenzione di Иона Сысоевич era diversa: creare il рай (paradiso) descritto nella Bibbia (un giardino circondato da mura con torri con uno specchio d’acqua al suo centro).

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Con le sue sette chiese e il suo caratteristico звонница (campanile a vela), fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Evitiamo malintesi: non si trova a Ростов-на-Дону (Rostov-na-Donu), ma a Ростов Великий (Rostov Velikiy) nella Ярославская область (regione di Yaroslavl’). La distanza è di quasi 1500 chilometri, quindi attenzione!

Семейное счастие – la felicità secondo Толстой

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Sebbene Лев Толстой (Lev Tolstoy) non abbia bisogno di presentazioni, il romanzo che vi proponiamo oggi non è tra le sue opere più conosciute.

Семейное счастие (Felicità familiare) è il suo primo romanzo, scritto nel 1859. Vi si racconta la storia della diciassettenne Маша (Masha), rimasta orfana con una sorella più piccola, e della sua ancora di salvezza, il trentasettenne Сергей Михайлович (Sergey Mikhailovich), già amico di famiglia ed ora suo опекун (tutore).

Vi si racconta di come per Маша il senso di gratitudine per l’aiuto prestato da Сергей Михайлович diventi amore. Il sentimento è condiviso, e i due si sposano. E dopo il matrimonio… Non raccontiamo oltre, perché anche in questo caso la BUR viene in soccorso e ci fornisce una versione con testo a fronte, enorme aiuto per chi vuole leggere ma ancora non è in grado di farlo: leggere, non smetteremo mai di ripeterlo, è un esercizio sublime ed efficace per chi vuole imparare il russo.

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Соловецкий монастырь, all’estremo nord

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Спасо-Преображенский Соловецкий монастырь (Monastero della Transfigurazione di Solovetskiy) si trova in un luogo davvero fuori mano: su di un’isola al largo del Белое море (Mar Bianco), ad una latitudine che si avvicina a quella di Rovaniemi.

Venne fondato nel 1436 da due monaci, Зосима (Zosima) e Герман (Gherman), ma fiorì nel XVI° secolo grazie al игумен (Igumeno) Филипп II (Filippo II) che lo arricchì non solo dal punto di vista architettonico e spirituale, ma ne fece anche un centro importante per il commercio nella regione.

Nel XVII° secolo fu il teatro della Соловецкое восстание (ribellione di Solovetsk), una rivolta contro il Patriarca di Mosca Никон (Nikon), le cui riforme non vennero accettate dai monaci locali (qui sotto una rappresentazione di Сергей Милорадович – Sergey Miloradovic – di come i monaci rifiutarono i nuovi libri inviati da Mosca). La rivolta venne sedata nel sangue nel 1676, dopo un lungo assedio.

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Entrato nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1992, è però alquanto difficile da raggiungere… C’è qualche aereo da Архангельск (Arkangelsk), ma se il vento è forte non si parte, e dei battelli estivi da Рабочеостровск (Rabocheostrovsk) e da Беломорск (Belomorsk).

 

Церковь Святой Троицы – i russi a Belgrado

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A Belgrado, giusto di fianco alla enorme Chiesa di San Marco, si trova una piccola, apparentemente insignificante русская церковь (chiesa russa): Церковь Святой Троицы (Chiesa della Santa Trinità).

È la sua storia ad essere però importante: l’immigrazione di massa dei russi in Serbia avvenne negli anni 1919 e 1920, in seguito alla sconfitta della Белая гвардия (Guardia Bianca) nella guerra civile che vide prevalere i Большевики (Bolscevichi). Si calcola che nel 1921 i rifugiati russi in Serbia fossero 42500.

Questa piccola chiesa venne costruita da loro e per loro nel 1924, con l’aiuto finanziario dei Karadjordjevic (la famiglia reale). Al suo interno si trova la tomba di  Пётр Врангель (Pyotr Vrangel), comandante della Белая гвардия noto come чёрный барон (barone nero, per la sua divisa nera), morto in esilio a Bruxelles nel 1928.

Sempre nel centro di Belgrado si trova anche il recentissimo (2014) Памятник Николаю II (Monumento a Nicola II), che celebra la vicinanza tra i popoli serbo e russo e riporta la seguente iscrizione (in entrambe le lingue):

“Все мои усилия будут направлены к соблюдению достоинства Сербии… Ни в коем случае Россия не останется равнодушной к судьбе Сербии.”

“Tutti i miei sforzi saranno diretti a conservare l’onore della Serbia… Mai la Russia rimarrà indifferente al destino della Serbia.”

Si tratta di una citazione da una sua lettera inviata al principe reggente Alessandro I Karadjordjevic alla vigilia della prima guerra mondiale.

 

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Дом Севастьянова a Екатеринбург

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Дом Севастьянова (Casa di Sevastianov), anche nota come Дом профсоюзов (Casa dei sindacati) in epoca sovietica, è un особняк (magione), sicuramente il più appariscente degli edifici di Екатеринбург (Ekaterinburg – centro amministrativo della Свердловская область – regione di Sverdlovsk – negli Urali).

Costruita a partire dall’inizio del XIX° secolo, su di una base neoclassica inserisce elementi neogotici, barocchi e neoromantici. Prende il nome dal più famoso dei proprietari: Николай Севастьянов (Nikolay Sevastianov), un чиновник (funzionario) poi arricchitosi che è protagonista di due curiose leggende.

Secondo la prima, voleva decorare la cupola della rotonda d’oro e chiese il permesso più volte per poterlo fare. Essendo questo genere di decorazione riservato alle cupole delle chiese, però, il permesso gli venne rifiutato e fu punito con l’obbligo di recarsi ogni mattina in chiesa indossando degli stivali di ferro.

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La seconda narra che Севастьянов fece costruire il suo особняк per farsi invidiare da tutta la città, ma che in realtà viveva in una piccola casa giusto di fronte, e che ogni sera, si sedeva su di una panchetta davanti a casa godendosi la sua creazione. Non è certo difficile crederci!

Дом Севастьянова si trova al numero 35 di проспект Ленина (viale Lenin).

Конь бледный, il cavallo pallido di Савинков

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Борис Савинков (Boris Savinkov) è uno dei personaggi più controversi della storia russa di inizio XX° secolo. Prima революционер (rivoluzionario) contro lo царь (zar), poi oppositore dell’Unione Sovietica, sempre террорист (terrorista). Oltre a ciò, писатель (scrittore).

L’opera di cui parliamo, Конь бледный (Cavallo pallido), è il suo primo повесть (racconto lungo) pubblicato nel 1909. Basato su di fatti realmente accaduti, narra la preparazione di un attentato dal punto di vista del suo organizzatore Жорж (George, lo stesso Савинков): gli incontri con i complici (tra di loro Эрна – Erna – che lo ama senza essere corrisposta), il timore di essere scoperti, l’attesa. La scrittura di Савинков è asciutta e per questo poetica, e molto spazio è lasciato alle riflessioni del protagonista, intrise di nichilismo.

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La versione in foto contiene anche Конь вороной (Cavallo nero), pubblicato 14 anni più tardi: ambientato ai tempi della guerra civile, vede Савинков ormai dall’altra parte della barricata.

È un libro non troppo difficile da leggere, anche se non è adatto a chi ancora sta imparando il russo.