Чёрный паук, il ragno nero

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Лев Яшин (Lev Yashin) è sicuramente il calciatore russo più famoso di sempre, e forse il portiere più leggendario della storia del calcio.

Noto come чёрный паук (ragno nero) per le sue braccia che arrivavano ovunque, ma anche come чёрная пантера (pantera nera) per la sua agilità, i suoi balzi e la tenuta da gioco (perennemente di quel colore), ha ricevuto non solo i più importanti premi sportivi ma anche premi nazionali quali l’Орден Трудового Красного Знамени (Ordine della bandiera rossa dei lavoratori), l’Орден Ленина (Ordine di Lenin) e il titolo di Герой Социалистического Труда (Eroe del lavoro socialista).

Vi proponiamo un articolo che vi aiuterà a conoscere non solo la sua leggenda, ma anche l’attitudine sovietica al calcio:

Perché in URSS il portiere è un eroe: l’origine del mito di Lev Yashin

Живой – un reduce (2006)

Vi abbiamo già proposto diversi film della cinematografia sovietica, ma oggi vogliamo darvi un esempio di cinematografia russa contemporanea.

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“Живой” (“Vivo”) è un film del 2006 di Александр Велединский (Aleksandr Veledinskiy), che racconta la storia di Кир (Kir, interpretato da Андрей Чадов – Andrey Chadov), un soldato russo reduce dalla guerra in Cecenia.

Кир in Cecenia ha lasciato una gamba e due commilitoni, morti per portarlo in salvo. Era partito per la Cecenia come soldato sotto contratto, per guadagnare i soldi per sposarsi, ed ora non capisce perché è rimasto in vita. Si trova ormai solo quando gli appaiono i призраки (fantasmi) dei suoi commilitoni.

È un film, come si sarà capito, drammatico, ma non solo: è allo stesso tempo commovente e leggero, e molto interessante nello scorcio di vita vissuta che ci offre (specie per quanto riguarda il trattamento dei militari e certe dinamiche di corruzione).

Potete attivare i sottotitoli in inglese cliccando su “Subtitles/closed captions” in basso a destra.

Buona visione!

Le distanze nella Первенство Футбольной национальной лиги

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Basta guardare una qualsiasi cartina per vederlo: la Russia è sterminata, e dire “над Россией солнце никогда не заходит” (“il  sole non tramonta mai sulla Russia”) non sarà assolutamente corretto, ma nemmeno è poi lontano dalla verità. Per di più oltre alle distanze ci si mettono anche le condizioni delle strade e delle ferrovie, che passano in territori con un clima estremo.

Oggi queste distanze si possono percorrere via aria, ma dato che i ritmi sono cambiati i problemi rimangono. Tra chi viaggia di più ci sono le squadre della Первенство Футбольной национальной лиги (Campionato della lega nazionale calcio), l’equivalente della Serie B nostrana. Se qualche volta avete pensato con compassione alle vicende dei giocatori delle squadre sarde per i viaggi che si devono sobbarcare ad ogni trasferta, ripensateci dopo aver letto questo bellissimo articolo di Nogometni:

http://nogometni.it/2015/09/05/le-distanze-della-seconda-divisione-russa/

Салат оливье – l’insalata russa

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L’insalata russa è in realtà un po’ diversa da quella che prepariamo qui in Italia.

Nei paesi dell’Ex Unione Sovietica viene chiamata салат Оливье (insalata Olivier, pronunciato “Alivié”), ed è il più tipico dei piatti che si possono trovare su di una tavola imbandita per Новый год (capodanno, nella tradizione dei paesi sovietici più importante e festeggiato dello stesso Рождество – Natale, che per gli ortodossi secondo il calendario giuliano cade il 7 gennaio).

Si narra venne creata nel XIX° da un famoso cuoco francese, ma la ricetta popolare tramandata fino ad oggi poco ha a che vedere con il piatto originale. Potete vederne una ricetta qui sotto:

http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=184540

Consigliamo solo (un’altra volta!) di utilizzare non solo la maionese ma anche la сметана, in parti uguali.

Una curiosità: nel 2009 il giornale Труд (Lavoro) iniziò a pubblicare un индекс оливье, indice dei prezzi che misura il livello dell’inflazione degli alimentari. Pare questo indice sia molto più affidabile degli indici statistici ufficiali. E non è difficile a credersi, dato che questo indice big-mac russo si fonda su di prodotti di consumo comune quali patate, carote, carne, uova, cetrioli sotto sale, piselli in scatola, maionese e сметана.

Храм Покрова Пресвятой Богородицы

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Di solito si consiglia di visitare templi antichi, edifici che hanno una loro storia, o altrimenti edifici nuovi decorati o costruiti con uno stile innovativo.

Oggi faremo un’eccezione: la Храм Покрова Пресвятой Богородицы (Chiesa della Protezione della Madre di Dio) di Ясенево (Yasenevo, nella periferia di Mosca). È un edificio nuovissimo, consacrato solo lo scorso 27 dicembre 2015 e costruito nel giro di soli 7 anni, e dalle forme e decorazioni più che classiche (con il chiaro intento di imitare l’arte bizantino-normanna).

È interessante anche sapere come e da chi è stata costruita: i fondi si sono trovati senza grandi mecenati, ma grazie a piccole donazioni di oltre 800.000 persone, e i mosaici sono stati progettati ed assemblati non da professionisti ma da 225 volontari, persone comuni dalle professioni più disparate, sotto la guida di un mosaicista pensionato che ha insegnato la tecnica a chiunque si presentasse e volesse lavorare.

A questo indirizzo potete farne un giro virtuale:

http://www.hrampokrov.ru/virtour/vtupper201501/

Per arrivarci, potete scendere a Ясенево sulla linea Калужско-Рижская (Kaluzhsko-Rizhskaya) della metro moscovita.

Дом Павлова – il condominio fortezza

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Nel settembre del 1942 le strade e gli edifici sventrati di Сталинград (Stalingrado, oggi Волгоград – Volgograd) erano il teatro di terribili battaglie. Città simbolo (portando il nome del capo di stato Сталин) e al contempo ultimo baluardo sul fiume Волга, Сталинград era diventata l’oggetto di una vera e propria ossessione di Hitler, che voleva conquistarla ad ogni costo.

I difensori della città, guidati da Василий Чуйков (Vassiliy Chuykov, generale della 62esima armata), si asserragliavano in qualsiasi costruzione particolarmente solida, organizzandovi delle guarnigioni difensive capaci di attaccare tutt’attorno sulle posizioni dei nazisti.

La più famosa di queste strutture difensive divenne la Дом Павлова (letteralmente la casa di Pavlov), un condominio di quattro piani posizionato tra площадь Ленина (ploshad’ Lenina) e Советская улица (Sovietskaya uliza), in un punto tatticamente importantissimo che permetteva di controllare tutta l’area circostante e difendere l’accesso al Волга. Su ordine del colonnello Иван Елин (Ivan Elin), venne conquistata e poi difesa da un manipolo di soldati sotto il comando del sergente Яков Павлов (Yakov Pavlov).

Nonostante i continui attacchi dei nazisti, la Дом Павлова resisteva come una fortezza, proteggendo inoltre dei civili che vivevano ancora allora nelle cantine. Era una fortezza armata, per di più, dato che i soldati sovietici sparavano dalle loro posizioni dietro ogni finestra e ogni squarcio nelle mura. La Дом Павлова resistette ben 58 giorni, dal 23 settembre al 25 novembre del 1942, fino a che la linea del fronte venne finalmente spostata a ovest dal vittorioso contrattacco dei sovietici (che come è noto si concluse solo 2500 chilometri più in là, a Berlino).

La Дом Павлова è stata poi restaurata ed è oggi un monumento a ricordo delle gesta dei 31 soldati sovietici che la difesero, come potete vedere nella foto qui sotto.

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La scritta recita:

“В доме этом слились воедино подвиг ратный и трудовой” (“In questa casa si sono fuse in uno le prodezze dei soldati e dei lavoratori”)

Una curiosità: nelle sue memorie il generale Чуйков afferma

“Небольшая группа, обороняя один дом, уничтожила вражеских солдат больше, чем гитлеровцы потеряли при взятии Парижа” (“Un piccolo gruppo, difendendo una sola casa, ha distrutto più soldati nemici di quanti i nazisti ne abbiano persi per conquistare Parigi”)

Ma in realtà questa frase non ha nessun significato, dato che Parigi si arrese senza combattere!

Lo щи, zuppa tradizionale russa

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La zuppa è l’immancabile primo piatto, specie invernale, della cucina russa.

Tutti conoscono il борщ (borsch), la zuppa di barbabietole ucraina (che e a volte viene, sbagliando, considerata russa). Ad essere tradizionalmente russo, invece, è lo щи (shchi), a base di cavolo, così caro ai russi da essersi guadagnato il posto addirittura nei proverbi: “Щи да каша — пища наша” (“lo shchi e la kasha sono il nostro cibo”).

Ve ne proponiamo una ricetta: http://it.paperblog.com/sci-zuppa-russa-1682957/

Due consigli: sostituite la carne di bovino con delle costine di maiale, e fatele cuocere lasciandone le ossa nella pentola, ma soprattutto… aggiungete un generoso cucchiaio di сметана (smetana, panna acida) ad ogni porzione quando la servite!

 

 

Владимир Каминер, lo scrittore russo che scrive in tedesco

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È noto che Nabokov, dopo aver scritto in lingua russa le sue prime opere, a partire dal 1940 scrisse praticamente solo in inglese. “Lolita”, ad esempio, è un’opera in lingua inglese (poi tradotta dallo stesso Nabokov in russo).

Il caso di Владимир Каминер (Wladimir Kaminer) è ancora diverso: la sua produzione letteraria è tutta in lingua tedesca. Nato nel 1967 e vissuto in Russia fino al 1990, si trasferì poi a Berlino dove ha vissuto da allora, inizialmente come rifugiato.

Anche se sono scritte in tedesco, le sue opere parlano di temi “russi” in senso lato: “Militarmusik” (di cui potete vedere la copertina dell’edizione italiana qui sotto) racconta la sua infanzia in Unione Sovietica, mentre il più famoso “Russendisko” propone un quadro scanzonato della vita della diaspora russa a Berlino nei primi anni ’90.

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Se dobbiamo sceglierne uno tra i due, consigliamo senz’altro “Militarmusik”: un libro brillante, molto piacevole e divertente che offre uno scorcio molto interessante sulla vita all’epoca di Брежнев (Brezhnev).

Un’agenzia matrimoniale vera

Tra i nostri studenti ci sono spesso persone che hanno o vorrebbero avere una relazione con una donna proveniente dalla Russia, dall’Ucraina o da un altro dei paesi dell’ex Unione Sovietica.

C’è chi può e parte all’avventura, ma c’è anche chi, per indole o per mancanza di tempo, preferisce cercare di fare conoscenza via social network (facebook ma anche l’equivalente russo vkontakte) o rivolgersi a siti d’incontri o agenzie matrimoniali che propongono i profili di bellissime ragazze, magari garantendo anche di poterne fare la conoscenza.

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Purtroppo entrambe le soluzioni espongono al rischio di entrare in contatto con impostori che altro non vogliono se non chiedere soldi, siano essi scammers che si nascondono dietro ai profili sui social network o agenzie che cercano solo di ricevere i parecchi soldi richiesti per l’iscrizione per poi non combinare nulla.

Per chi volesse evitare queste disavventure e questi rischi, pubblichiamo l’indirizzo web di una vera agenzia matrimoniale, con sede vicino a Milano a Locate Triulzi ma che opera in tutta Italia. È gestita dalla titolare Roksolana e da altre ragazze fidate che mettono in contatto con persone vere e da loro conosciute:

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Усатый козел! – Capra baffuta!

L’анекдот in lingua russa altro non è che la nostra barzelletta.

Ci sono barzellette su di qualsiasi tema e, come da noi, al fine di sdrammatizzare si ride anche di tematiche serie se non tragiche. Vi proponiamo ad esempio questo sketch ambientato nel momento peggiore (1942) della Seconda Guerra Mondiale:

Lo sketch inscena questa barzelletta:

Генерал выходит от Сталина и бурчит «Усатый козел! ». Адъютант мигом это Сталину донес, тот вернул генерала: « Кого это Вы имели в виду, товарищ генерал? » « Гитлера, конечно ». Сталин – адъютанту: « А ты на кого подумал? »

Un generale esce dall’ufficio di Stalin e borbotta “Capra baffuta!”. L’assistente riferisce subito a Stalin, che fa tornare il generale: “A chi si riferiva, compagno generale?” “A Hitler, ovviamente”. E Stalin chiede all’assistente: “E tu a chi hai pensato”