La nave-museo Гото Предестинация a Воронеж

petr-iLo царь Пётр I (zar Pietro I) era un personaggio straordinario: soprannominato Великий (il Grande) non solo per la sua straordinaria (ancor di più ai tempi!) statura di 203cm, fu un grande riformatore e condottiero. Nominato царь a soli 10 anni, non sapeva stare con le mani in mano: da sempre interessato alla scienza, nel corso della sua vita trovò modo di dedicarsi a diverse imprese, tra cui quella di progettare la prima nave da guerra esclusivamente russa.

Fino alla fine del XVII° secolo, infatti, la Russia si era sempre rivolta a ingegneri stranieri per la costruzione delle sue navi da guerra. Пётр I, però, si rese conto che sarebbe stato necessario raggiungere l’indipendenza da quel punto di vista per potenziare davvero la flotta russa. Fu così che, con l’aiuto dell’ingegnere navale Федосей Скляев (Fedosey Sklyaev), stese il progetto nel 1698.

Seguendo il suo progetto (e le sue istruzioni, dato che Пётр I partecipò anche ai lavori di costruzione!), il Воронежское адмиралтейство (Ammiragliato di Voronezh) costruì la Гото Предестинация (Goto Predestinazia, ovverosia provvidenza divina in un miscuglio di tedesco e latino), che venne inaugurata personalmente da Пётр I il 27 aprile del 1700.

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Sebbene l’originale Гото Предестинация non ci sia più, nel 2009 il governo della regione di Воронеж (Voronezh) prese la decisione di costruirne una sua copia storica, seguendo il progetto di Пётр I. Costruita nel corso di ben tre anni (2011-2014, e quindi ben più a lungo dell’originale), la Гото Предестинация  funge oggi da корабль-музей (nave-museo) a Воронеж, attraccata sulla riva dell’omonimo fiume.

Накануне, la vigilia di Тургенев

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Come promesso, oggi vi proponiamo una splendida lettura: il romanzo Накануне (Alla vigilia), una delle prime opere di Иван Тургенев (Ivan Turgenev).

Scritto nel 1860, vede una delle prime apparizioni del prototipo di тургеневская девушка (ragazza turgeneviana), il genere di eroina dalla personalità forte e dalla volontà incrollabile che compare spesso nei romanzi di Тургенев: Елена (Elena), ventenne, vive per aiutare gli altri, siano esse persone povere e malate o animali bisognosi di cure.

L’intreccio del romanzo si svolge principalmente nella villa dei genitori di Елена, dove si incontrano i vari protagonisti: lo studente Берсенев (Bersenev), lo scultore Шубин (Shubin), i familiari di Елена e soprattutto Инсаров, un nazionalista bulgaro in esilio che vive per liberare la sua patria dalla dominazione ottomana.

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Тургенев, in questo quadro idilliaco, sviluppa tanto le personalità quanto le relazioni dei personaggi in modo esemplare, rendendo questo romanzo un’ottima lettura per chi volesse migliorare il proprio vocabolario in tema di relazioni personali.

Buona lettura!

 

Петров mette in scena Достоевский

Vi abbiamo già proposto uno dei capolavori di Александр Петров (Aleksandr Petrov), animatore russo che utilizza la tecnica живопись по стеклу (pittura su vetro) dando vita a cartoni animati incredibili.

In Сон смешного человека (Il sogno di un uomo ridicolo) Петров adatta allo schermo il breve racconto fantastico di Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoevskiy) che porta lo stesso titolo. Достоевский scrisse Сон смешного человека, una delle sue ultime opere, nel 1877 (più tardi scrisse solo Братья Карамазовы – I fratelli Karamazov): è un racconto claustrofobico, disperato, delirante, che Петров mette in scena alla perfezione in questo vortice di scene dai colori caldi. Pubblicato nel 1992, Сон смешного человека nel corso degli anni immediatamente successivi è stato premiato anche in Canada, Francia, Portogallo e Germania.

Anche in questo caso consigliamo la visione non solo a chi sta imparando il russo ma a tutti (sono anche disponibili i sottotitoli in inglese, che possono essere attivati schiacciando l’apposito pulsante in basso a destra).

Buona visione!

La porta d’Oro a Владимир

vorota8_3Владимир (Vladimir) si trova a circa 200 chilometri da Москва (Mosca). Fa parte del circuito di località turistiche di interesse storico noto come Золотое кольцо России (Anello d’Oro della Russia), e può vantare una costruzione unica nel suo genere: le Золотые ворота (porta d’Oro).

Costruite nel corso di otto anni (1158-1164) dal principe di Владимир, Андрей Боголюбский (Andrey Bogoliubskiy), sono il più antico esempio di costruzione che fungeva al contempo da struttura difensiva e da monumento: parte di un sistema di fortificazioni provvisto di altre sei porte, le Золотые ворота erano il punto di ingresso in città per le parate solenni e dispongono anche di una piccola chiesa надвратная (sopra le porte), la Ризположенская церковь (chiesa Rizpolozhenskaya).

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Il loro nome deriva dall’originaria copertura delle porte, che Андрей Боголюбский volle si facesse in rame dorato affinché risplendessero al sole. Purtroppo questa copertura andò perduta dopo l’assalto dei tataro-mongoli del febbraio 1238: i nemici, entrati in città attraverso un’apertura nelle mura, portarono via le pesanti porte in legno di quercia ricoperte di rame dorato. Una volta caricatele su di un carro cercarono di attraversare il fiume Клязьма (Klyaz’ma) ghiacciato, ma il ghiaccio si ruppe e carro, porte, cavalli e trasportatori vennero inghiottiti dalle acque.

Le porte non sono ancora state ritrovate.

Компот, una bevanda casalinga

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È molto comune, nelle cucine, nelle cantine e nei ripostigli di Russia, Ucraina e di tutti i paesi del blocco sovietico, trovarsi di fronte dei grandi barattoli ripieni di frutta sbiadita e denso succo.

Cosa contengono? Molto semplice: компот (kompot). Si tratta di una bevanda dolce preparata facendo bollire vari tipi di frutta e aggiungendo zucchero. Vanta una lunghissima tradizione: ancora ai tempi della Русь (Rus’) era diffuso l’узвар (uzvar), a base di сухофрукты (frutti secchi) portati all’ebollizione (il nome deriva infatti dal verbo варить, bollire).

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È anche questa una buona tradizione contadina: d’estate si raccolgono frutta e verdura e si preparano консервы (conserve) in modo tale che possano essere consumate nel corso dell’inverno. Se la verdura viene messa sotto sale, dalla frutta si ottengono i vari tipi di компот (tra cui il морс – mors – a base di bacche rosse) e di варенье (marmellata – anche qui il nome viene dal verbo варить).

Qualsiasi хозяйка (padrona di casa) ve ne offrirà una bella caraffa!

Петергоф – la Versailles russa

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Петергоф (Peterhof) si trova nelle vicinanze di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), sulla sponda meridionale del Финский залив (Golfo di Finlandia). Come dice il suo nome, nome composito olandese (dalla liberazione nel 1944 fino al 1997 la città stessa si chiamava proprio Петродворец), è sede del Palazzo di Пётр I (Pietro I) e di un enorme complesso di parchi e musei costruiti a partire dal XVIII° secolo.

L’obiettivo di Пётр I era proprio quello di costruire una residenza imperiale che potesse superare in bellezza Versailles, ed è per questo che si ideò un sistema di fontane e giochi d’acqua di grande complessità e difficile realizzazione. Sebbene Пётр I avesse deciso di costruire questa meraviglia a Стрельна (Strel’na), l’ingegnere a capo del progetto Буркхарт Христофор фон Миних (Burkhard Christoph von Munnich) lo convinse a spostarsi qualche chilometro più a ovest, in una località molto più adatta al progetto studiato, che aveva nei giochi d’acqua e nelle fontane il suo fiore all’occhiello.

 

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Петергоф è oggi un enorme parco, la cui parte centrale costruita nel XVIII° secolo si suddivide in Верхний сад (Giardino superiore), Большой Петергофский дворец (Grande palazzo di Peterhof) e Нижний парк (Parco inferiore). Non è però tutto: a sud si trovano Ольгин пруд (Stagno di Olga) e la (allora) riserva di caccia Александровский парк (Aleksandrovskiy Park).

Questi splendidi parchi e le costruzioni ivi contenute sono tuttora oggetto di restauri cominciati nel 1944: nel corso della Seconda Guerra mondiale, infatti, Петергоф rimase a lungo sotto il controllo delle forze naziste. Teatro di battaglia, fu in gran parte distrutto dai colpi di artiglieria.

Петергоф è una gita imperdibile per chi dovesse passare anche solo due o tre giorni a Санкт-Петербург!

 

La Roma Imperiale di Брюсов

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Валерий Брюсов (Valeriy Bryusov) è un prolifico poeta e romanziere vissuto a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo. Vero erudito, esperto di storia e di letteratura mondiale (fu anche traduttore dal francese, dall’inglese e dal tedesco), ebbe una produzione letteraria eclettica nel corso degli anni: fu uno dei capostipiti del simbolismo russo, ma a partire dal 1910 virò verso temi classicisti.

A questa sua fase appartiene l’исторический роман (romanzo storico) Алтарь Победы (L’altare della Vittoria), ambientato nella Roma del IV° secolo. Lavoro meticoloso e impressionante per la quantità e la qualità dei dettagli, questo исторический роман ci porta indietro nel tempo a un’epoca in cui il cristianesimo iniziava ad imporsi sulle altre credenze religiose.

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La vicenda vede il giovane protagonista, un provinciale arrivato a Roma per studiare ed ospite di suo zio senatore, viaggiare per l’Italia di allora in un’atmosfera apocalittica, in balia di un turbinio di religioni e cospirazioni. Questo ci permette non solo di vivere la decadente Roma tardo imperiale, ma anche la grandiosa Milano (all’epoca capitale dell’Impero) e addirittura i dintorni del Lago di Como. Sorprendentemente, è un autore russo a portarci per mano per le strade dell’Italia di 1600 anni fa!

Приключения домовенка – le avventure di Кузя

Proprio ieri  vi abbiamo proposto il primo episodio di Домовенок Кузя (Domovyonok Kuzya). Oggi continuiamo con la rassegna, che purtroppo non sarà lunghissima (sono in tutto quattro episodi), mostrandovi il secondo episodio: Приключения домовенка (Le avventure del domovyonok).

Sebbene questo sia il secondo episodio, in realtà vi si narra quello che succede anteriormente al primo, quando Кузя ancora viveva in una изба (izba) di legno. Questa volta Кузя si ritrova suo malgrado ostaggio di Баба-Яга (Baba Yaga), la strega per eccellenza delle fiabe russe.

Ma diciamo qualcosa di più di questo spirito della tradizione russa: come già detto il домовой è lo spirito della casa, secondo alcuni un antenato che per i suoi peccati è lasciato sulla terra a servire i suoi discendenti, secondo altri è una creazione di Dio che ne assegna uno ad ogni casa.

Un домовой amorevole porta счастье (felicità), protegge la casa ed aiuta i suoi abitanti. Li difende dai ladri, li avverte dei pericoli e si prende cura dei loro cavalli (ma solo se gli piacciono!). Un домовой maligno, invece… rompe i piatti e pizzica gli abitanti della casa nel sonno, lasciando lividi dolorosi. Ma questo non è il caso di Кузя: anche se sta ancora imparando a fare il suo “lavoro”, è un bravo домовой!

 

Тургенев sulla lingua russa

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Иван Тургенев (Ivan Turgenev) è uno dei capisaldi della letteratura russa della seconda metà del XIX° secolo. Non solo fu poeta, romanziere e critico letterario, ma fu un vero e proprio propagandista della cultura e della lingua russa.

Basti pensare alla seguente composizione del 1882, intitolata proprio Русский язык (La lingua russa):

Во дни сомнений, во дни тягостных раздумий о судьбах моей родины, — ты один мне поддержка и опора, о великий, могучий, правдивый и свободный русский язык! Не будь тебя — как не впасть в отчаяние при виде всего, что совершается дома? Но нельзя верить, чтобы такой язык не был дан великому народу!

(Nei giorni di dubbio, di angosciose riflessioni sul destino della mia patria, – solo tu sei per me appoggio e sostegno, o grande, potente, veritiera e libera lingua russa! Se non ci fossi tu – come non cadere nella disperazione al vedere tutto quello che accade a casa? Ma non si può credere che una tale lingua non sia stata data a un grande popolo!)

Già nobile, Тургенев ebbe un successo che andava ben al di là dei confini della Russia. Tanto da suscitare un’irresistibile invidia in Достоевский (Dostoevskiy), con il quale ebbe alcuni attriti.

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Nei suoi molti romanzi spicca la frequente presenza di protagoniste forti, onorevoli e sicure di sé, eroine così tipiche che la critica letteraria russa le ha battezzate тургеневские девушки (ragazze turgeneviane).

Perché leggerlo? Per innumerevoli motivi, ma concentriamoci su di quello didattico: la sua scrittura è pura, pulita e chiara, ideale per chi ha già un buon livello e vuole svilupparlo. Tra i suoi ammiratori troviamo anche Ленин (Lenin), che lo citava spesso e lodava il suo russo, “великий и могучий” (“grande e potente”). Non mancheremo di consigliarvi alcuni suoi romanzi nelle prossime settimane.

 

Паска – il dolce di Пасха

Пасха (Paskha) è alle porte. Come è noto, la confessione ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, e questo può portare a scostamenti anche importanti tra la Pasqua cattolica e la Пасха ortodossa. Quest’anno, ad esempio, da noi Pasqua è stata a marzo mentre Пасха sarà domenica prossima, l’1 maggio.

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Tra le varie tradizioni pasquali ortodosse, ce n’è una tipica del sud della Russia e dell’Ucraina che prevede la preparazione di piccoli panettoncini come quelli che vedete in foto. Questo pane pasquale, noto come паска (paska) o кулич (kulich), si prepara nel corso della settimana di Пасха, ma non si può preparare il giorno di Великая пятница (Venerdì Santo). Secondo la tradizione, va mangiato solo dopo averlo fatto benedire in chiesa: anche la cuoca evita accuratamente di assaggiarlo dopo averlo cotto, altrimenti è грех (peccato)!

Qui sotto la ricetta:

http://www.stranieriinitalia.it/l-esperto-risponde/cucina-etnica-e-ricette-etniche/cucina-europea/la-paska-simbolo-della-pasqua-ucraina.html