Il parco di Югыд ва

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Fino ad oggi vi abbiamo parlato delle bellezze cittadine o comunque di creazione umana che si trovano in Russia e nei territori di lingua russa. Tuttavia, in un territorio così sterminato come quello della Federazione Russa ci sono anche parecchi parchi naturali.

Quello di cui vi parliamo oggi è il parco di Югыд ва (Yugid Va), il più grande parco nazionale della Russia e dell’Europa, con un’estensione di poco inferiore ai 19.000 chilometri quadrati. Si trova sulle pendici occidentali nella zona settentrionale degli Уральские горы (monti Urali), e fa parte della Список Всемирного наследия (Lista dei patrimoni dell’umanità) dell’UNESCO.

Venne fondato nel 1994, ed ha come obiettivo la preservazione tanto dei boschi e dei corsi d’acqua quanto della fauna locale. È per questo che chi vuole visitarlo deve ottenere un разрешение на посещение (permesso di visita) e sottostare a delle rigide правила пребывания (regole di permanenza).

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Per chi fosse interessato, questo è il sito ufficiale del parco:

http://www.yugyd-va.ru/

Parte del sito è stata tradotta in inglese, ma forse prima di andare conviene imparare un po’ di russo… Se non altro per poter leggere la sezione intitolata ЭТО ДОЛЖЕН ЗНАТЬ КАЖДЫЙ или КАК НЕ СТАТЬ ЗАЛОЖНИКОМ ЛЕСА (QUESTO LO DEVONO SAPERE TUTTI o COME NON DIVENTARE OSTAGGIO DEL BOSCO), dove si spiega come comportarsi se vi doveste perdere.

L’inquietante mondo di Вальдемар Казак

Владимир Евгеньевич Казак (Vladimir Evgen’evic Kazak, anche conosciuto con lo pseudonimo di Вальдемар Фон Казак – Val’demar Fon Kazak) è un illustratore russo nato nel 1973, e attivo ormai da 10 anni.

Oltre a occuparsi di pubblicità e collaborare con vari журналы (riviste) è noto per le sue картины (illustrazioni), che dipingono il mondo attuale a tinte inquietanti, spesso con un messaggio nascosto: gli uomini vengono rappresentati come robot, o come animali, a seconda del lato della nostra vita che Казак intende sottolineare.

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Ad esempio, qui sopra potete vedere un robot-soldato che saluta la sua ragazza prima di partire.

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Qui dei pendolari ritratti come robot.

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E qui dei maiali circondano una ragazza su di un vagone della metro.

Una bella selezione delle sue opere si può trovare qui:

http://www.lettera43.it/it/articoli/cultura-e-spettacolo/2015/09/17/le-illustrazioni-assurde-di-waldemar-von-kazak/155956/

Potete poi trovare tutto il suo catalogo su di questo sito:

http://waldemar-kazak.deviantart.com/

E comprare delle stampe originali qui:

http://waldemarkazak.com/

Come potrete notare, anche se la maggior parte delle sue illustrazioni prendono come ispirazione o sono ambientate in Russia (nei mezzi di trasporto russi o ex-sovietici, al bordo di una strada russa…), ce ne sono molte altre che invece richiamano scenari meno russi: dei diner americaneggianti, o delle immagini puramente di fantasia o fantascientifiche.

Fatevi voi stessi un’ide

 

Иван Васильевич меняет профессию – commedia del ’73

Oggi vi proponiamo un’altra кинокомедия (commedia cinematografica) russa e sovietica di grande successo, questa volta degli anni ’70.

Si tratta di un altro film di Леонид Гайдай (Leonid Gaidai), ispirato ad una sceneggiatura di Михаил Булгаков (Mikhail Bulgakov). Le vicende, però, si svolgono nel XX° secolo: l’inventore Шурик (Shurik) ha messo a punto una macchina del tempo, ancora in fase sperimentale. Una serie di eventi porterà ad uno scambio tra i due Иван Васильевич (Ivan Vasilyevic, entrambi interpretati da Юрий Яковлев – Yuriy Yakovlev): lo царь Иван Грозный (zar Ivan il Terribile) è catapultato negli anni ’70, e l’управдом (amministratore di condominio) Бунш (Bunsch) si ritrova ai tempi e nei panni di Иван Грозный.

È un film leggero, divertente e dai dialoghi semplici. Lo consigliamo a chiunque voglia esercitare il suo russo, ma anche a chi semplicemente voglia passare 90 minuti allegri. Questa versione è oltretutto dotata di субтитры (sottotitoli) sia in lingua russa che in lingua inglese: ve le proponiamo entrambe. La prima, con i субтитры in russo, permette un esercizio ancora più agevole della vostra comprensione del russo. La seconda la forniamo per chi ancora non ha iniziato a studiare il russo, ma è comunque affascinato dal mondo e dalla cultura russa.

Buona visione!

Per vedere il film, aprite il link prescelto in un’altra finestra.

Le illustrazioni di Вася Ложкин

Вася Ложкин (Vasya Lozhkin) è il nome d’arte di Алексей Куделин (Aleksey Kudelin), un artista, blogger e musicista (il suo gruppo si chiama Вася Ложкин и какие-то люди, Vasya Lozhkin e certe persone) russo noto soprattutto per le sue taglienti vignette, in cui rappresenta la società odierna con un umorismo noir, bizzarro e prettamente russo.

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(La salsiccia non basta per tutti)

Le sue vignette sono accompagnate spesso da lapidari epigrammi in russo, generalmente di facile comprensione per chiunque abbia già una discreta conoscenza della lingua russa (o la stia imparando e sia sufficientemente curioso: fare attivamente uno sforzo per informarsi e comprendere una battuta o un’espressione porta a fissare i nuovi concetti nella memoria in modo più stabile). In altri casi, invece, è il titolo della vignetta a farci riflettere, come nella recente Ваш звонок очень важен для нас (La sua chiamata è molto importante per noi) che potete vedere qui sotto:

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Vi invitiamo a fare un giro sul suo sito per farvi un’idea:

http://www.vasya-lozhkin.ru

Altrimenti, potete trovare alcune delle sue vignette (tra cui quest’ultima) sul sito del periodico Завтра (Domani) al seguente indirizzo:

http://zavtra.ru/blogs/authors/8793

Buon divertimento!

Trunkdrunk e la desolazione post-sovietica

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С Новым годом! (Buon anno!)

Abbiamo deciso di iniziare questo 2017 in modo particolare, segnalandovi un personaggio russo da breve apparso sulla sfera dei social (la sua prima fotografia su instagram risale al settembre scorso, e su facebook è attivo solamente da novembre).

Trunkdrunk (o Пьяный Хобот – Proboscide Ubriaca) porta una singolare maschera di elefante, e nel corso di questi mesi si è fotografato nei luoghi più tristi della Russia attuale, specialmente nella sua Перм (Perm). Ha creato un mondo dove è sempre пасмурно (grigio, nuvoloso) e mai splende il sole, ed accompagna le sue foto con brevi composizioni in lingua russa, mai tradotte nemmeno in inglese e disperatamente nichiliste, ottime per chi vuole cimentarsi nella comprensione della lingua russa contemporanea.

Ha anche girato una serie di brevissimi cortometraggi, dal nome di Аномальная зона (Zona anomala), pubblicate su instagram lo scorso 4 settembre. Anche qui si parla poco, e regnano la desolazione ed il bizzarro.

Che dire… судите сами (giudicate da soli)!

https://www.facebook.com/trunkdrunk

https://www.instagram.com/trunkdrunk

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Фаршированная рыба – il pesce farcito

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La фаршированная рыба (pesce farcito) è uno dei piatti festivi più popolari della еврейская кухня (cucina ebraica), e in questo periodo natalizio trova posto sulle tavole imbandite di varie località della Russia e dell’Ex Unione Sovietica. Questo è vero specialmente in quelle città, come ad esempio Одесса (Odessa), in cui la tradizione ebraica è particolarmente radicata, ma va detto che nel corso dei secoli i piatti della еврейская кухня si sono diffusi ed ormai vengono tranquillamente serviti anche da famiglie di altre credenze.

La фаршированная рыба è un piatto che ha una miriade di ricette (ad esempio può essere вареная – bollito – o печеная в духовке – al forno), dalla preparazione piuttosto complessa dato che si deve togliere la pelle al pesce senza romperla per poi farcirlo e poterlo servire come potete vedere in foto. Vi proponiamo una ricetta molto appetitosa, che potete trovare alla pagina seguente in lingua russa (così potrete anche esercitare la vostra comprensione scritta del russo!):

http://www.edimdoma.ru/retsepty/51953-farshirovannaya-ryba-gefilte-fish

Buon appetito!

Il diario di un guardiano di ospedale, Олег Павлов

 

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Олег Павлов (Oleg Pavlov) è uno dei maggiori autori di prosa russa contemporanea, vincitore nel 2012 del премия Александра Солженицына (premio Aleksandr Solzhenitsyn). Del 2012 è anche il libro che vi consigliamo oggi, Дневник больничного охранника (Diario di un guardiano di ospedale), anche se è in realtà ambientato nel corso dei лихие девяностые, i selvaggi anni novanta che hanno seguito il crollo dell’Unione Sovietica.

Si tratta di un libro di genere indefinibile: non è un роман (romanzo), né uno сборник рассказов (raccolta di racconti). Non è neanche propriamente un дневник (diario), in quanto gli appunti e gli episodi raccontati da Павлов,  all’epoca охранник in un ospedale moscovita, da una parte sono soprattutto riferiti ad altri personaggi (personale dell’ospedale e pazienti), e dall’altra si susseguono senza essere localizzati nel tempo con precisione.

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Il libro è consigliatissimo per varie ragioni: il linguaggio è piuttosto semplice e moderno, ed essendo il diario composto di brevi spaccati di vita è di lettura agevole. Chi sta imparando il russo può tranquillamente leggerne due o tre brani al giorno, migliorando la propria comprensione scritta senza affaticarsi troppo. Per di più, il libro è consigliato a chiunque abbia un interesse per la cultura russa: racconta infatti in modo spietato i лихие девяностые, periodo epocale nella storia della Russia moderna, in cui ognuno aveva finalmente ottenuto la libertà di doversi occupare della propria famiglia senza l’ingombrante rete di sicurezza dei 70 anni precedenti.

Il libro è interamente disponibile al seguente indirizzo:

Fai clic per accedere a dnevnik.pdf

Buona lettura!

Il медведь russo

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Non c’è animale più russo del медведь (orso): non solo è presente nel герб (stemma) di tantissime città della Russia, non solo è protagonista di cartoni animati di successo (da Маша и Медведь – Masha e Orso – a Винни-Пух – Winnie Pooh) ma è addirittura, come possiamo vedere ancora oggi nelle vignette di satira politica, la олицетворение (impersonificazione) della Russia e del governo russo.

E così è stato fin dal XVI° secolo, quando nel 1539 il sacerdote, diplomatico e cartografo Olaf Magnus disegnò una carta dei mari in cui la Russia era rappresentata da un медведь. In Russia, il медведь è protagonista di numerose народные сказки (fiabe popolari), nelle quali ha un’immagine variabile: forte difensore dei deboli a volte, sempliciotto limitato in altri casi. Non sempre è un personaggio positivo: in Маша и Медведь infatti l’orso rapisce una bambina e la costringe a lavorare!

È interessante la storia del nome медведь, parola composta che unisce il sostantivo мёд (miele) e il verbo есть (mangiare): si tratta di un eufemismo, che si iniziò ad utilizzare per evitare di pronunciare il suo vero nome, che era tabù in quanto l’orso era pericoloso per l’uomo. Nel corso dei secoli il nome originario è addirittura andato perduto, non solo in russo ma in tutte le lingue slave, e ci è rimasto solamente l’eufemismo медведь. Ma d’altronde è risaputo che gli orsi sono ghiotti di miele, quindi non c’è pericolo di confondersi.

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PS: nella foto sopra potete vedere Степан (Stepan), un vero e proprio orso domestico che è cresciuto assieme ai suoi padroni Светлана (Svetlana) e Юрий Пантелеенко (Yuriy Panteleenko). Questo è il suo sito: http://medvedstepan.ru/

La fiaba dello царь Салтан

Сказка о царе Салтане (La fiaba dello zar Saltan) è un film sovietico del 1966, che mette in scena l’omonima fiaba in rima del grande Александр Пушкин (Aleksandr Pushkin), lo scrittore russo per antonomasia, di cui nel corso degli ultimi mesi abbiamo già avuto modo di parlarvi.

È un film dalla trama molto fantasiosa, dato che lo stesso Пушкин ha scritto la sua opera rielaborando liberamente una народная сказка (fiaba popolare), e nella narrazione si susseguono canzoni e poesia, in una scenografia estremamente colorata e piacevole.

Lo consigliamo non solo per permettervi di dare uno sguardo alla tradizione delle fiabe russe, ma anche perché è un ottimo esercizio di comprensione della lingua parlata, anche per chi ancora non riesce a seguire un film canonico: prima di tutto, la versione che vi proponiamo dispone di sottotitoli in lingua russa. In secondo luogo, trattandosi di una сказка (sebbene d’autore), il linguaggio è piuttosto semplice ed i dialoghi corti. Inoltre, lo schema di questa сказка prevede che determinate formule siano ripetute più volte, particolarità che permette di memorizzare nuovi vocaboli agli studenti.

Per vedere il film, aprite il video in un’altra finestra.

Buona visione!

Le anime morte di Гоголь

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Мёртвые души (Le anime morte) è una delle composizioni più famose di Николай Гоголь (Nikolay Gogol’), autore a cui nel corso degli scorsi mesi abbiamo già dedicato più articoli.

In questo caso ci troviamo di fronte a un роман (romanzo), o come Гоголь  stesso lo definisce una прозаическая поэма (poema in prosa), e si tratta forse del testo più russo che si possa immaginare, tanto come lingua quanto come soggetto.

Vi si raccontano infatti le avventure di Павел Чичиков (Pavel Chichikov), un ex чиновник (funzionario) che giunge in un’innominata città di provincia (город N) ed inizia a stringere amicizia con i notabili cittadini, che apprezzano le sue buone maniere e la sua piacevole conversazione. Ma il furbo Чичиков ha in realtà ben altri piani…

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Si tratta di un роман estremamente interessante, in cui ogni personaggio rappresenta l’archetipo di un certo genere di possidente o funzionario della provincia russa nel diciannovesimo secolo. Le riflessioni di Гоголь permettono di addentrarsi in quella che è l’anima sonnolenta della Russia provinciale, andando ben al di là della satira.

Oltretutto, la lingua di Гоголь è limpida, chiara e di comprensione piuttosto facile, e non presentando la lettura di questo testo particolari difficoltà ci sentiamo di consigliarlo a chiunque abbia un buon livello di russo: è sicuramente un ottimo esercizio, oltre che essere una lettura gradevolissima.

Una curiosità: quello che si legge come Мёртвые души è in realtà solo il primo tomo di quella che doveva essere un’opera in tre episodi. Гоголь però distrusse il secondo tomo, di cui sono rimasti solo degli estratti, e non arrivò mai a scrivere il terzo.

Buona lettura!