Letteratura russa con testo italiano a fronte

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Nel corso di questi anni vi abbiamo consigliato moltissime letture, ma ci rendiamo conto che la lettura in lingua originale può essere affrontata solo da persone che hanno sviluppato una conoscenza del russo quantomeno avanzata. C’è però un’importante eccezione: i libri con traduzione a fronte, che permettono anche a chi conosce il russo a un livello poco superiore a quello di un principiante di cimentarsi con un testo originale  in lingua russa.

La lettura di un’opera letteraria è per definizione più soddisfacente della lettura di un testo messo a punto per degli studenti, e quindi invoglia allo studio e stimola lo sviluppo del vocabolario passivo. Il formato con testo a fronte, poi, rende meno laboriosa la lettura ed evita perdite di tempo alla ricerca di termini su termini sul vocabolario. Insomma, si tratta di un esercizio che a nostro avviso risulta fondamentale nell’apprendimento della lingua russa (chiaramente parliamo di opere in prosa, in quanto sicuramente più utili nella pratica: la traduzione è fedele e il lessico più semplice).

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In Italia le edizioni con testo russo a fronte più facilmente reperibili sono quelle della BUR. Non ci sono moltissimi titoli, ma vi assicuriamo che sono sufficienti per aiutarvi ad imparare e proiettarvi verso la lettura di altri testi senza traduzione a fronte. Oltretutto, i libri con testo a fronte della BUR sono tutti opere di giganti della letteratura russa che sicuramente invogliano alla lettura.

Ne abbiamo parlato ai seguenti articoli:

Buona lettura!

 

Кавказский пленник di Tolstoy

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Vi abbiamo già proposto un romanzo di Лев Толстой (Lev Tolstoy), Семейное счастие (Felicità familiare). Oggi vi proponiamo invece un повесть (racconto lungo o romanzo breve) che racconta una storia completamente diversa: Кавказский пленник (Il prigioniero del Caucaso).

La vicenda si svolge sui monti del Caucaso ai tempi della Кавказская война (guerra del Caucaso), durata dal 1817 al 1864 tra l’Impero Russo e le popolazioni locali, e si dice essere ispirata da eventi veri: Толстой aveva infatti svolto il suo servizio militare, proprio nel Caucaso, nel corso degli anni ’50. Vi si racconta la prigionia di due soldati russi, il protagonista Жилин (Zhilin) e Костылин (Kostylin), in un villaggio di татары (tatari).

Si tratta di un повесть estremamente apprezzato, stampato e ristampato in innumerevoli edizioni e parte del programma scolastico russo. È stato per di più l’oggetto di più di un’экранизация (adattamento cinematografico): una “classica” del 1975, ed un’altra del 1996 che traspone gli avvenimenti ai tempi della guerra in Cecenia degli anni ’90.

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Anche Кавказский пленник è disponibile in russo con testo a fronte in edizione BUR, con il рассказ (racconto) Три смерти (Tre morti), sempre di Лев Толстой. È quindi consigliatissimo proprio in questa edizione, che permette a chi sta ancora apprendendo la lingua russa di esercitarsi nella lettura senza il fastidio di dover cercare ogni parola che non conosce.

Buona lettura!

 

Белые ночи – le notti bianche di Достоевский

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Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy) è uno dei grandissimi della letteratura russa. Tutti conoscono i suoi romanzi: Преступление и наказание (Delitto e castigo), Идиот (L’idiota), Братья Карамазовы (I fratelli Karamazov).

Белые ночи (Le notti bianche) non è un romanzo, ma un повесть (racconto lungo), in cui мечтатель (il sognatore), un uomo solo e timido, in una delle белые ночи di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), conosce Настенька (Nasten’ka) e se ne innamora. Le vicende si svolgono nel corso di sole quattro notti consecutive, in cui мечтатель esce dalle sua noiose consuetudini.

Come già abbiamo fatto in precedenza, consigliamo questo libro a chi sta imparando il russo per vari motivi. Il primo è pratico: è disponibile in edizione con traduzione a fronte (qui sotto la copertina), grande aiuto per vincere la pigrizia e dedicarsi alla lettura con piacere e profitto. Il secondo è letterario: questo повесть è un capolavoro della letteratura, russa e non, e tuffarsi nei suoi pochi capitoli è un piacere che va ben oltre l’apprendimento del russo!

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Повести Белкина di Пушкин

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In Russia, non si può parlare di letteratura senza parlare di Александр Пушкин (Aleksandr Pushkin). Пушкин è lo scrittore per antonomasia: poeta per eccellenza, autore di romanzi e racconti, viene considerato il padre del russo letterario moderno.

Nel corso degli anni Пушкин, oltre a scrivere, ebbe un’autentica vita da avventuriero: soldato, personaggio pubblico, dongiovanni e funzionario. Viaggiò in lungo e in largo per il territorio della Российская империя (Impero Russo) di allora, soggiornando a lungo anche nelle attuali Moldavia, a Кишинёв (Kishinev), e Ucraina, a Одесса (Odessa). È ancora oggi assolutamente idolatrato: ovunque sia passato, c’è un monumento a ricordarlo.

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Consigliamo di leggere i suoi Повести Белкина (Racconti di Belkin), disponibili in Italia in un’edizione della BUR con tanto di testo a fronte in italiano (edizioni che già vi abbiamo indicato per altri autori qui, qui e qui).

Scritti nell’autunno del 1830, vennero pubblicati con lo pseudonimo di Иван Петрович Белкин (Ivan Petrovich Belkin), da cui il loro titolo. Sono racconti piuttosto brevi, di vario genere e stile, e soprattutto con un linguaggio безупречный (impeccabile): e non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di Пушкин! Ottimi per imparare il russo, godendosi anche una splendida lettura.

 

Il Вий – racconto mistico di Гоголь

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Il Вий (Viy) è un racconto mistico di Гоголь (Gogol’). Pubblicato nel 1835 nella raccolta Миргород (Mirgorod), è quindi precedente ai Петербургские повести (Racconti di Pietroburgo).

Il protagonista del Вий è Хома Брут (Choma Brut), бурсак (seminarista) di Киев (Kiev) che si trova coinvolto in una terribile quanto affascinante vicenda di spiriti. È qualcosa di più di un racconto del terrore, in quanto Гоголь nel Вий ci racconta le credenze popolari della sua terra, l’Ucraina.

Ma Гоголь è russo o ucraino? Nel corso degli anni la domanda gli è stata posta più volte, e quindi ce lo facciamo dire da lui:

“[…] Сам не знаю, какая у меня душа, хохлацкая или русская. Знаю только то, что никак бы не дал преимущества ни малороссиянину перед русским, ни русскому пред малороссиянином. Обе природы слишком щедро одарены Богом, и как нарочно каждая из них порознь заключает в себе то, чего нет в другой, — явный знак, что они должны пополнить одна другую. […]”

(“[…] Io stesso non so se la mia anima è ucraina o russa. So solo che non riconoscerei mai la superiorità di un ucraino su di un russo, o di un russo su di un ucraino. Entrambe queste nature hanno ricevuto doni troppo generosi da Dio, e neanche a farlo apposta ciascuna di loro presa da sola rinchiude in sé ciò che non c’è nell’altra, e questo è un chiaro segno che devono completarsi l’un l’altra. […]”)

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Sebbene, dato il tema del racconto, la lettura del Вий risulti più difficile che quella dei Петербургские повести, come potete vedere anche in questo caso la BUR ci propone una versione con testo bilingue per incoraggiarci alla lettura.

Buona lettura!

Семейное счастие – la felicità secondo Толстой

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Sebbene Лев Толстой (Lev Tolstoy) non abbia bisogno di presentazioni, il romanzo che vi proponiamo oggi non è tra le sue opere più conosciute.

Семейное счастие (Felicità familiare) è il suo primo romanzo, scritto nel 1859. Vi si racconta la storia della diciassettenne Маша (Masha), rimasta orfana con una sorella più piccola, e della sua ancora di salvezza, il trentasettenne Сергей Михайлович (Sergey Mikhailovich), già amico di famiglia ed ora suo опекун (tutore).

Vi si racconta di come per Маша il senso di gratitudine per l’aiuto prestato da Сергей Михайлович diventi amore. Il sentimento è condiviso, e i due si sposano. E dopo il matrimonio… Non raccontiamo oltre, perché anche in questo caso la BUR viene in soccorso e ci fornisce una versione con testo a fronte, enorme aiuto per chi vuole leggere ma ancora non è in grado di farlo: leggere, non smetteremo mai di ripeterlo, è un esercizio sublime ed efficace per chi vuole imparare il russo.

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Петербургские повести di Gogol

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Gogol è uno dei mostri sacri della letteratura russa del XIX° secolo, e non ha bisogno di presentazioni.

Anche i suoi “Racconti di Pietroburgo” sono noti ai più. Sono racconti di varia fatta (grotteschi,  fantastici e anche drammatici) accomunati dal luogo in cui si svolgono le vicende: San Pietroburgo.

Oltre al loro valore letterario e al fatto che si tratta di racconti relativamente brevi, sono particolarmente adatti per chi si avvicina alla lettura in lingua russa anche per un’altra circostanza: sono disponibili in un’edizione con il testo a fronte! Un libro in russo con il testo italiano a fronte è un toccasana per vincere la pigrizia che provoca la necessità di cercare le parole sconosciute o non ancora fissate nella propria memoria. Si potrebbe addirittura parlare di un vero e proprio salvagente per chi si avvicina alla lettura in russo!

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L’edizione in questione è quella della BUR di cui potete vedere la copertina qui sopra.