Чехов e la dama col cagnolino

Nella foto riportata qui sotto potete vedere una composizione scultorea in bronzo rappresentante il grande scrittore Антон Чехов (Anton Chekhov) ed una donna accompagnata da un cagnolino.

Questo gruppo scultoreo è abbastanza recente, ed è stato infatti installato a Ялта (Yalta) in Крым (Crimea) solo nel 2004 in occasione del centenario della morte dello scrittore. Ma perché Чехов è accompagnato, anzi osserva, una donna con un cagnolino?

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La risposta si può trovare in uno dei suoi più celebri рассказы (racconti), che è appunto Дама с собачкой (La dama con il cagnolino). Questo рассказ, ambientato proprio nel corso di una stagione estiva della Ялта di fine ‘800, venne scritto da Чехов di ritorno da un suo soggiorno proprio in quella città e in quella regione.

Дама с собачкой nel corso dello scorso secolo ha ispirato diverse rappresentazioni cinematografiche e non, tra cui Очи чёрные (Occhi neri) con l’italiano Marcello Mastroianni, che riprende i motivi del рассказ, ed un balletto.

Non vogliamo rovinarvi la lettura, quindi non vi parleremo della trama, ma vi incoraggiamo a leggere questo racconto per esercitare la vostra comprensione della lingua russa scritta, peraltro trattandosi di Чехов su di un testo scritto in un russo stilisticamente impeccabile.

Potete trovare il testo integrale del рассказ a questo indirizzo:

http://lib.ru/LITRA/CHEHOW/d.txt

Buona lettura!

L’idiota di Достоевский

In passato vi abbiamo già proposto diverse opere di Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy), uno dei più noti e apprezzati scrittori russi non solo del XIX° secolo, ma di tutta la storia della letteratura in lingua russa.

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Oggi vogliamo parlarvi di uno dei suoi più riusciti romanzi, Идиот (L’idiota). Достоевский scrisse Идиот tra il 1867 ed il 1869, nel corso di una sua permanenza all’estero ed in particolare in Italia, a Firenze.

In questo роман (romanzo) si racconta la storia del ritorno in patria, in Russia, del князь Мышкин (principe Myshkin), un giovanotto della piccola nobiltà russa malato di epilessia. Questi, dopo aver trascorso diversi anni in Svizzera in cura, torna a Санкт-Петербург (San Pietroburgo) dove cerca la protezione e l’aiuto di una lontana parente, Лизавета Епанчина (Lizaveta Epanchina).

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Oltre al formidabile intreccio ordito da Достоевский, in cui spiccano Настасья Филипповна (Nastasya Filippovna) e Рогожин (Rogozhin), il tema principale di questo capolavoro è l’incontro-scontro del buono ed ingenuo князь Мышкин con il formalismo e la falsità dello свет (alta società) russo, e di tutti i personaggi che vivono aggrappati ad esso come parassiti, qualsiasi sia la loro classe sociale di provenienza.

Consigliamo la lettura di questo роман non solo per l’innegabile valore artistico dell’opera e per il valore dell’esercizio di comprensione del testo in lingua russa, ma anche perché leggendolo si viene a contatto con un atteggiamento che si ritrova ancora oggi in molti russi nei confronti tanto della loro società, quanto di quello che succede al di fuori del loro paese.

Buona lettura!

L’uomo nell’astuccio di Чехов

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Nel corso degli ultimi mesi vi abbiamo proposto diversi рассказы (racconti) del grande писатель (scrittore) russo Антон Чехов (Anton Chekhov), e anche oggi vogliamo proporvi una lettura interessante.

Человек в футляре (L’uomo nell’astuccio) è un рассказ scritto da Чехов nel corso dei mesi di maggio e giugno del 1898, ed assieme ad altri due altri рассказы (di cui vi parleremo più avanti) forma la Маленькая трилогия (Piccola trilogia). Nella Маленькая трилогия due amici, Иван Иваныч (Ivan Ivanic) e Буркин (Burkin), si raccontano diverse storie riposando da una battuta di охота (caccia).

Буркин racconta la storia di un suo bizzarro collega del ginnasio, Беликов (Belikov), учитель греческого языка (insegnante di lingua greca), che era un vero e proprio человек в футляре.

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Considerando che il рассказ è breve, non vi diremo oltre per non rovinarvi la sorpresa: la lettura di questo testo permette non solo di esercitare la propria comprensione del russo scritto su di un autore tra i più famosi, ma anche di imparare delle parole nuove senza eccessivo sforzo (il рассказ è abbastanza schematico e di buona parte dei termini, anche se non si conoscono, si può intuire il significato seguendo la storia).

Il testo completo di questo interessante racconto lo potete trovare al seguente indirizzo:

http://ilibrary.ru/text/438/p.1/index.html

Buona lettura!

Раковый корпус, romanzo del 1967

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Vi abbiamo già parlato delle opere di Александр Солженицын (Aleksandr Solzhenitsyn), il dissidente sovietico per eccellenza. Si tratta di un autore estremamente famoso, lo studio delle cui opere è anche entrato a far parte del programma scolastico minimo della Federazione Russa.

Раковый корпус (Padiglione cancro) è una delle sue opere più conosciute: un роман (romanzo) semi-autobiografico in cui racconta la lotta per la sopravvivenza in un раковый корпус di Ташкент (Tashkent), dove lo stesso autore venne curato nel 1954. Солженицын scrisse questo роман nel corso di tre anni, tra il ’63 ed il ’66, ma in patria la pubblicazione ufficiale gli venne rifiutata, dato che conteneva non solo una feroce critica del regime comunista ma anche del sistema sanitario sovietico. Venne diffuso dall’autore nella forma di самиздат (letteralmente “stampa autonoma”), e così trovò fortuna all’estero dove venne pubblicato già nel ’67. Solo nel ’90, in piena перестройка (perestroijka), Раковый корпус venne finalmente pubblicato in Unione Sovietica.

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Солженицын racconta in terza persona la vita e la morte tanto di pazienti, allineati o meno (c’è anche un suo alter-ego, Олег Костоглотов – Oleg Kostoglotov), quanto del personale medico dell’ospedale. Il meglio lo ottiene quando i suoi personaggi, rinchiusi dal destino in questo раковый корпус, si confrontano: il talento di Солженицын per la scrittura di dialoghi e per il racconto di relazioni umane è indiscusso.

È sicuramente un роман di difficile lettura, tanto per i temi affrontati quanto per la densità di termini e concetti medici, che appesantiscono l’altrimenti molto leggibile prosa in lingua russa di Солженицын. Ne consigliamo perciò la lettura in lingua originale solo a chi ha una molto buona conoscenza del russo, dato che altrimenti l’esercizio si potrebbe rivelare frustrante. Per chi fosse interessato ai contenuti (e ce n’è sicuramente motivo, sia dal punto di vista letterario che da quello culturale), sono disponibili traduzioni praticamente in ogni lingua.

Buona lettura!

 

 

Преступление и наказание, un capolavoro

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di Шмаринов (Shmarinov), un illustratore di romanzi divenuto propagandista in occasione dell’invasione nazista.

Tra le sue opere, come potete vedere dalla collezione di disegni qui sotto, c’è anche l’edizione illustrata di Преступление и наказание (Delitto e castigo), l’arcinoto шедевр (capolavoro) di Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy).

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Questo роман (romanzo) non ha bisogno di presentazioni, dato che nel corso degli ormai 150 anni dalla sua pubblicazione è stato tradotto praticamente in ogni lingua ed è diventato una delle opere più note in lingua russa.

La vicenda di Родион Раскольников (Rodion Raskol’nikov), il главный герой (protagonista) di Преступление и наказание, è raccontata da Достоевский con toni foschi, claustrofobici, in una Петербург (Pietroburgo) ostile e fredda. Le sue riflessioni febbrili prima e dopo il suo crimine, il suo incontro e la sua relazione con Соня (Sonya) ed in generale tutto l’intreccio e come si dipana nel corso del роман meritano una lettura attenta, in qualsiasi lingua.

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Assolutamente consigliata è poi la lettura di questo capolavoro in lingua russa, che permette a coloro che vogliono esercitarsi nella comprensione scritta di farlo su di un testo di capitale importanza per la storia della letteratura russa e per la cultura di tutti i paesi di lingua russa. La scrittura di Достоевский è per di più particolarmente chiara, tanto nella costruzione delle frasi quanto nella scelta del lessico. Per queste ragioni non è necessario avere conoscenze particolarmente avanzate, e si possono cimentare nella lettura anche coloro che hanno solo un livello discreto di russo… sempre che siano armati di pazienza, però! 

Buona lettura! 

Il requiem per un vivente di Алан Черчесов

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Алан Черчесов (Alan Cherchesov) è uno scrittore contemporaneo poco conosciuto, che viene dalla Северная Осетия (Ossezia del nord), una regione della Russia meridionale ai confini con la Georgia.

La Северная Осетия è a tutti gli effetti una regione russa, dove vive la grande maggioranza degli осетины (osseti), etnia di cui Алан Черчесов è esponente. Un’altra importante fetta di questa popolazione vive nella Южная Осетия (Ossezia del sud), una regione prevalentemente montuosa ufficialmente nel territorio della Georgia, che nel corso dell’ultimo decennio ha però proclamato la sua indipendenza con il supporto militare russo.

Реквием по живущему (Requiem per un vivente), pubblicato nel 1994, è un роман (romanzo) senza tempo, ambientato proprio sulle montagne del Caucaso in un аул (villaggio) isolato in cui la vita della famiglia del narratore si intreccia con quella di un altro abitante dell’аул, un giovane orfano noto solamente come Одинокий (Solitario). È una lettura estremamente coinvolgente, in cui sullo sfondo della natura incontaminata del Caucaso si dipana un intreccio appassionante. È inoltre una grande testimonianza delle consuetudini e delle credenze degli осетины, una popolazione in cui ancora oggi circa il 30% delle persone è pagano e che (come d’altronde tutti i popoli caucasici) considera sacra l’ospitalità.

Consigliamo vivamente la lettura di questo роман, che è peraltro scritto splendidamente da Черчесов, uno scrittore che meriterebbe di essere più conosciuto sia in Russia che fuori dalla Russia. Un chiarimento per coloro che volessero intraprendere la lettura di questo роман ma fossero spaventati dalla regionalità del testo: oltre ad essere stilisticamente impeccabile, il russo di Реквием по живущему risulterà perfettamente chiaro a tutti coloro che abbiano una buona comprensione del russo scritto. Anche l’uso di alcuni termini locali, infatti, non è problematico in quanto il loro significato diventa chiaro nel contesto della narrazione.

Qui sotto vi riportiamo un link al testo integrale:

https://knigogid.ru/books/106798-rekviem-po-zhivuschemu/toread

Buona lettura!

В овраге, racconto di Чехов

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Anche oggi, come già fatto nel corso degli ultimi mesi, vi proponiamo un повесть (racconto lungo o romanzo breve) di Антон Чехов (Anton Chekhov).

Quello che vi presentiamo oggi, scritto nel 1899, è un повесть molto diverso da quelli già proposti, sia per ambientazione che per trama. В овраге (Nel baratro) è infatti un повесть eminentemente naturalista, in cui Чехов dedica molto meno spazio ad analisi psicologica e dialoghi e si concentra sul concatenarsi di eventi che racconta.

Vi si raccontano le vicende della famiglia di Цыбукин (Tzybukin), торговец (commerciante) di provincia, che vive assieme ai suoi figli e alle rispettive mogli. Lo svolgimento di questo повесть è dettato dai rapporti di forza tra i vari personaggi, ciascuno dei quali ha un carattere ed una posizione precisamente delineati nella famiglia e nessuno dei quali è in alcun modo idealizzato.

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Non ve ne raccontiamo di più per non rovinarvi la lettura: lo consigliamo a tutti coloro che vogliano esercitare la propria comprensione della lingua russa scritta, dedicandosi a un testo di interesse letterario scritto in un russo impeccabile (d’altronde è Чехов!). В овраге è moderatamente breve, ed essendo incentrato sulla narrazione degli eventi presenta un lessico non troppo complesso e la sua lettura può essere intrapresa anche da coloro che non hanno ancora un’ottima comprensione del russo, come esercizio per migliorare il proprio lessico passivo.

Potete trovare il testo integrale a questo indirizzo:

http://ilibrary.ru/text/1183/index.html

Consigliamo di leggerlo capitolo per capitolo (ce ne sono in tutto 11)

 

Buona lettura!

Моя жизнь di Chekhov

Anche oggi vogliamo proporvi un’opera di Антон Чехов (Anton Chekhov), uno dei più illustri alfieri della lingua e della letteratura russa.

Моя жизнь (La mia vita) è un повесть, ovverosia un romanzo breve o racconto lungo, genere abbastanza diffuso nella letteratura russa a cavallo tra il XIX° ed il XX° secolo. Fu scritto da Чехов nel corso del 1896 e pubblicato alla fine dello stesso anno, e tratta una materia molto attuale all’epoca, tanto che lo stesso autore desiderava intitolarlo В девяностых годах (Negli anni ’90). L’editore del settimanale Нива (Niva), che lo pubblicò per primo, insistette però per dargli il titolo a noi noto.

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Vi si narra appunto la vita del figlio di un architetto di provincia, indirizzato alla carriera da funzionario ma inadatto ad essa. Il protagonista, licenziato, decide di guadagnarsi da vivere lavorando come operaio, suscitando l’ira del padre che lo caccia di casa. Чехов nel corso del racconto affronta tematiche quali la durezza della vita degli operai a confronto di quella dei funzionari, le ingiustizie che questi lavoratori manuali subiscono e l’insicurezza a cui sono esposti. Proprio per questo gli editori temevano che questo racconto potesse non passare il vaglio della censura, e sempre per lo stesso motivo venne poi riprodotto in varie antologie di epoca sovietica.

Ne consigliamo vivamente la lettura a chi ha una buona dimestichezza con il russo scritto, per esercitare la propria comprensione scritta, ma suggeriamo inoltre la lettura di questo повесть, anche tradotto, a chi volesse approfondire la storia di quel periodo, fondamentale nella storia russa: i primi anni del regno dell’ultimo Царь (Zar), Николай II (Nicola II), in cui maturavano le recriminazioni degli strati più poveri della popolazione che poi portarono alle rivoluzioni russe.

Il testo completo lo potete trovare qui:

http://lib.ru/LITRA/CHEHOW/mylife.txt

Buona lettura!

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Il viaggio da Pietroburgo a Mosca di Радищев

Oggi vi proponiamo una lettura che risale addirittura al XVIII° secolo, e che in Russia è stata a lungo oggetto di censura per le idee in essa propugnate.

L’autore di Путешествие из Петербурга в Москву (Viaggio da Pietroburgo a Mosca) è Александр Радищев (Aleksandr Radishev), scrittore e filosofo. Lavorò a quest’opera nel corso degli anni ’80, e la stampò lui stesso nella tipografia allestita presso casa sua nel 1789. Путешествие passò al vaglio della censore, che fu ingannato dal fatto che i suoi capitoli sono intitolati col nome delle stazioni di posta tra le due città lo considerò un путеводитель (guida) e nemmeno lo lesse. Si diffuse rapidamente, e finì anche sul tavolo della zarina Екатерина II (Caterina Seconda). Per i contenuti dell’opera, Радищев venne addirittura processato e condannato a morte (pena poi commutata, misericordiosamente, in 10 anni di esilio in Siberia). Perché?

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Радищев in Путешествие non scrive oscenità, né offende la morale in modo alcuno. Tanto meno attacca la corona. Si limita a fare un’analisi spietata della società russa dell’epoca, ed in particolare dell’istituto del крепостное право (servitù della gleba) ancora vigente nell’Impero Russo. A molte delle stazioni di posta che compongono il libro Радищев racconta episodi di struggenti ingiustizie, ed elabora il suo pensiero a riguardo invocando la liberazione dei contadini e la spartizione delle terre.

Quella che oggi può sembrare un’opera innocua era all’epoca incendiaria, tanto che la stessa Екатерина II definì il suo autore бунтовщик (ribelle) e stabilì uno запрет (divieto) alla diffusione di Путешествие che durò più di un secolo. Solo in epoca sovietica Путешествие entrò nei programmi scolastici, ma per ben altre ragioni dato che si considerava Радищев il primo rivoluzionario russo.

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Путешествие è un’opera estremamente interessante, che non solo aiuta a capire il periodo storico in cui è stata scritta ma anche l’evoluzione della mentalità russa. Contiene considerazioni estremamente attuali, non solo per la Russia ma anche per tutto il resto del mondo. Ma questo libro va anche oltre la critica sociale, dato che Радищев si esprime praticamente su di ogni argomento: parla di famiglia, di educazione, fa della satira sociale e dice la sua sulla poesia russa dei tempi, oltre che fornire un’accurata (per quanto forse non proprio pertinente) biografia di Ломоносов (Lomonosov). La lettura di Путешествие può però risultare particolarmente ostica, dato che vi si utilizza un russo arcaico ed una terminologia distante da quella odierna. Nulla di insormontabile, ma sicuramente la lettura è consigliata solo a chi ha già un’ottima conoscenza della lingua russa e delle sue costruzioni.

Buona lettura!

 

 

La casa col mezzanino di Чехов

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Антон Чехов (Anton Chekhov) non ha bisogno di presentazioni: è probabilmente lo scrittore russo più famoso della sua epoca (fine ottocento e inizio novecento), e nel corso della sua vita la sua produzione letteraria è stata più che prolifica.

È universalmente conosciuto e apprezzato come драматург (drammaturgo, autore teatrale), ed è infatti molto probabile che, durante un vostro soggiorno in una qualsiasi città di lingua russa o in cui è attivo un teatro russo, avrete l’opportunità di vedere in scena una delle sue opere. Non da meno è però la sua attività come прозаик (autore di prosa), che lo vede autore di moltissimi рассказы (racconti) e повести (racconti lunghi o romanzi brevi) che sono rimasti nella storia della letteratura russa.

A questo genere appartiene il suo famoso рассказ (racconto) Дом с мезонином (La casa col mezzanino), di cui vogliamo parlarvi oggi.

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Дом с мезонином venne pubblicato nel 1896, e sebbene sia evidente che Чехов l’abbia ambientato in luoghi ispirati dalla sua personale esperienza non è invece chiaro se il racconto si può considerare davvero autobiografico. Vi si racconta l’estate di un художник (pittore) nella campagna russa, ed in particolare di come fa conoscenza con le due sorelle Волчанинов (Volchaninov) che appunto abitano nella casa col mezzanino. Il рассказ si sviluppa attorno ai dialoghi dei protagonisti, in particolare quelli tra il художник e la sorella maggiore, che come ci si può aspettare da un драматург sono estremamente riusciti sia nella forma che nei contenuti: di lettura agevole, affrontano temi importanti in modo serio eppure di facile comprensione. Чехов riesce poi a ricreare l’atmosfera di una sonnolenta estate nella campagna russa in modo eccezionale, grazie ad un’attenzione ai dettagli fuori dal comune.

Questa dedizione quasi fotografica ai dettagli, a dire il vero, non fu apprezzata proprio da tutti i critici: Иероним Ясинский (Ieronim Yasinskiy) disse infatti di questo racconto “Дом с мезонином не играет никакой роли в “Доме с мезонином“. Он мог быть и без мезонина” (La casa col mezzanino non ha nessun ruolo in “La casa col mezzanino”. Poteva anche essere senza mezzanino).

Consigliamo la lettura di questo рассказ a chiunque sia in grado di leggere autonomamente testi di normale complessità, per esercitare la comprensione del russo scritto e per addentrarsi nell’atmosfera di un’estate russa di fine ottocento.

 

Buona lettura!