Поединок, il duello di Куприн

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Александр Куприн (Aleksandr Kuprin) è un altro scrittore russo che visse a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo, in un’epoca di cambiamenti profondi e di passaggio. Proveniente da una famiglia della piccola aristocrazia, Куприн fu educato in un collegio militare e fu militare di carriera fino al 1894, quando a soli 24 anni si ritirò dall’esercito stanco di quella vita.

Scrisse Поединок (Il duello) ispirato da questa sua esperienza e da Максим Горький (Maksim Gorkiy), a cui dedicò la prima versione di questo повесть (romanzo breve) pubblicata nel 1905. In Поединок possiamo trovare un sincero racconto di tedio e disgusto per la vita di campo e una spietata critica del corrotto sistema militare di fine ‘800 – inizio ‘900, attraverso il racconto di un giovane ufficiale dalla spiccata sensibilità, Юрий Ромашов (Yuriy Romashov).

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Nel corso del romanzo, Ромашов riflette e si convince sempre più di dover abbandonare l’esercito, offrendoci una limpida confessione di inadeguatezza e di tormento per il futuro angoscioso che lo aspetta. Importanza preponderante nell’evoluzione del racconto ha poi la vita sentimentale di Ромашов, specie nel suo rapporto con Шурочка (Shurochka), la moglie di un commilitone.

La scrittura di Куприн è chiara, piacevole, ed il racconto risulta di facile lettura nonostante siano presenti dei termini propri del gergo militare. Consigliamo questo romanzo non solo a fini didattici e di esercizio, però: è infatti un’opera estremamente attuale. Sembrerà strano a dirsi, ma i patemi d’animo e le riflessioni del giovane ufficiale Ромашов sono senza tempo, e di facile immedesimazione anche e soprattutto al giorno d’oggi.

Buona lettura!

Белые ночи – le notti bianche di Достоевский

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Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy) è uno dei grandissimi della letteratura russa. Tutti conoscono i suoi romanzi: Преступление и наказание (Delitto e castigo), Идиот (L’idiota), Братья Карамазовы (I fratelli Karamazov).

Белые ночи (Le notti bianche) non è un romanzo, ma un повесть (racconto lungo), in cui мечтатель (il sognatore), un uomo solo e timido, in una delle белые ночи di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), conosce Настенька (Nasten’ka) e se ne innamora. Le vicende si svolgono nel corso di sole quattro notti consecutive, in cui мечтатель esce dalle sua noiose consuetudini.

Come già abbiamo fatto in precedenza, consigliamo questo libro a chi sta imparando il russo per vari motivi. Il primo è pratico: è disponibile in edizione con traduzione a fronte (qui sotto la copertina), grande aiuto per vincere la pigrizia e dedicarsi alla lettura con piacere e profitto. Il secondo è letterario: questo повесть è un capolavoro della letteratura, russa e non, e tuffarsi nei suoi pochi capitoli è un piacere che va ben oltre l’apprendimento del russo!

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Миллионка – la Chinatown di Владивосток

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Владивосток (Vladivostok) è la città lontana per eccellenza in Russia. Si affaccia sul mar di Giappone, prossima alla Cina e alla Corea del Nord, e non stupisce quindi che, fin dalla metà del XIX° secolo, fosse la meta di numerosi emigranti cinesi.

Nel corso degli anni, la popolazione cinese di Владивосток è cresciuta fino a raggiungere nel 1910 i 50.000 abitanti, per la grandissima maggioranza stabilitisi nel quartiere Миллионка (Millionka), una vera e propria город в городе (città nella città) in cui gli abitanti potevano vivere, lavorare e anche divertirsi senza bisogno di uscirne per mesi. D’altra parte la Миллионка era (e quello che ne rimane continua ad essere) un labirinto fatto di vicoli, cortili di passaggio e passaggi in legno, caratteristiche che permisero un fiorire di attività quali il contrabbando, il gioco d’azzardo, la prostituzione, le fumerie d’oppio… Era inoltre la sede della Главное владивостокское китайское торговое общество (Società generale del commercio cinese a Vladivostok), ed infatti quando nel 1936 l’НКВД (NKVD, pronunciato enkavedè) ne intraprese la зачистка (pulizia) l’ambasciata cinese a Mosca sporse una protesta formale.

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Ad oggi gli edifici di mattoni rossi della Миллионка sono rimasti tali e quali a com’erano all’inizio del XX° secolo, ma le loro porte, scale e soffitti di legno sono sempre più logori: dagli anni ’90 l’amministrazione cittadina ha lasciato a sé la Миллионка, senza far nulla per recuperarla o demolirla. Eppure, il fascino di questa трущоба (ghetto) inizia ad attirare qualche turista ed essere l’oggetto di qualche visita guidata. Questo anche grazie ai graffiti e alle decorazioni urbane che sono apparsi negli ultimi anni, che come potete vedere qui sopra spesso ammiccano al suo turbolento e criminoso passato.

Повести Белкина di Пушкин

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In Russia, non si può parlare di letteratura senza parlare di Александр Пушкин (Aleksandr Pushkin). Пушкин è lo scrittore per antonomasia: poeta per eccellenza, autore di romanzi e racconti, viene considerato il padre del russo letterario moderno.

Nel corso degli anni Пушкин, oltre a scrivere, ebbe un’autentica vita da avventuriero: soldato, personaggio pubblico, dongiovanni e funzionario. Viaggiò in lungo e in largo per il territorio della Российская империя (Impero Russo) di allora, soggiornando a lungo anche nelle attuali Moldavia, a Кишинёв (Kishinev), e Ucraina, a Одесса (Odessa). È ancora oggi assolutamente idolatrato: ovunque sia passato, c’è un monumento a ricordarlo.

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Consigliamo di leggere i suoi Повести Белкина (Racconti di Belkin), disponibili in Italia in un’edizione della BUR con tanto di testo a fronte in italiano (edizioni che già vi abbiamo indicato per altri autori qui, qui e qui).

Scritti nell’autunno del 1830, vennero pubblicati con lo pseudonimo di Иван Петрович Белкин (Ivan Petrovich Belkin), da cui il loro titolo. Sono racconti piuttosto brevi, di vario genere e stile, e soprattutto con un linguaggio безупречный (impeccabile): e non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di Пушкин! Ottimi per imparare il russo, godendosi anche una splendida lettura.

 

Il Вий – racconto mistico di Гоголь

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Il Вий (Viy) è un racconto mistico di Гоголь (Gogol’). Pubblicato nel 1835 nella raccolta Миргород (Mirgorod), è quindi precedente ai Петербургские повести (Racconti di Pietroburgo).

Il protagonista del Вий è Хома Брут (Choma Brut), бурсак (seminarista) di Киев (Kiev) che si trova coinvolto in una terribile quanto affascinante vicenda di spiriti. È qualcosa di più di un racconto del terrore, in quanto Гоголь nel Вий ci racconta le credenze popolari della sua terra, l’Ucraina.

Ma Гоголь è russo o ucraino? Nel corso degli anni la domanda gli è stata posta più volte, e quindi ce lo facciamo dire da lui:

“[…] Сам не знаю, какая у меня душа, хохлацкая или русская. Знаю только то, что никак бы не дал преимущества ни малороссиянину перед русским, ни русскому пред малороссиянином. Обе природы слишком щедро одарены Богом, и как нарочно каждая из них порознь заключает в себе то, чего нет в другой, — явный знак, что они должны пополнить одна другую. […]”

(“[…] Io stesso non so se la mia anima è ucraina o russa. So solo che non riconoscerei mai la superiorità di un ucraino su di un russo, o di un russo su di un ucraino. Entrambe queste nature hanno ricevuto doni troppo generosi da Dio, e neanche a farlo apposta ciascuna di loro presa da sola rinchiude in sé ciò che non c’è nell’altra, e questo è un chiaro segno che devono completarsi l’un l’altra. […]”)

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Sebbene, dato il tema del racconto, la lettura del Вий risulti più difficile che quella dei Петербургские повести, come potete vedere anche in questo caso la BUR ci propone una versione con testo bilingue per incoraggiarci alla lettura.

Buona lettura!

Деруны – frittelle di patate

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Anche oggi vi proponiamo un piatto della tradizione ucraina: i деруны (deruny), delle semplici ma gustosissime frittelle di patate.

Sono un piatto tradizionale, già menzionato dal cuoco polacco Ян Шитлер (Jan Szittler) nei suoi libri di cucina negli anni ’30 del XIX° secolo. Nel corso degli anni si sono infatti diffusi in tutti i paesi dell’est: dalla Russia alla Polonia, dalla Lituania fino addirittura ad Israele.

Questa è la ricetta:

http://ricetteper.com/view/DERUNY_frittelle_di_patate_ucraino/26237

Da servire rigorosamente con abbondanti dosi di сметана (panna acida)!

Семейное счастие – la felicità secondo Толстой

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Sebbene Лев Толстой (Lev Tolstoy) non abbia bisogno di presentazioni, il romanzo che vi proponiamo oggi non è tra le sue opere più conosciute.

Семейное счастие (Felicità familiare) è il suo primo romanzo, scritto nel 1859. Vi si racconta la storia della diciassettenne Маша (Masha), rimasta orfana con una sorella più piccola, e della sua ancora di salvezza, il trentasettenne Сергей Михайлович (Sergey Mikhailovich), già amico di famiglia ed ora suo опекун (tutore).

Vi si racconta di come per Маша il senso di gratitudine per l’aiuto prestato da Сергей Михайлович diventi amore. Il sentimento è condiviso, e i due si sposano. E dopo il matrimonio… Non raccontiamo oltre, perché anche in questo caso la BUR viene in soccorso e ci fornisce una versione con testo a fronte, enorme aiuto per chi vuole leggere ma ancora non è in grado di farlo: leggere, non smetteremo mai di ripeterlo, è un esercizio sublime ed efficace per chi vuole imparare il russo.

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Дом Севастьянова a Екатеринбург

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Дом Севастьянова (Casa di Sevastianov), anche nota come Дом профсоюзов (Casa dei sindacati) in epoca sovietica, è un особняк (magione), sicuramente il più appariscente degli edifici di Екатеринбург (Ekaterinburg – centro amministrativo della Свердловская область – regione di Sverdlovsk – negli Urali).

Costruita a partire dall’inizio del XIX° secolo, su di una base neoclassica inserisce elementi neogotici, barocchi e neoromantici. Prende il nome dal più famoso dei proprietari: Николай Севастьянов (Nikolay Sevastianov), un чиновник (funzionario) poi arricchitosi che è protagonista di due curiose leggende.

Secondo la prima, voleva decorare la cupola della rotonda d’oro e chiese il permesso più volte per poterlo fare. Essendo questo genere di decorazione riservato alle cupole delle chiese, però, il permesso gli venne rifiutato e fu punito con l’obbligo di recarsi ogni mattina in chiesa indossando degli stivali di ferro.

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La seconda narra che Севастьянов fece costruire il suo особняк per farsi invidiare da tutta la città, ma che in realtà viveva in una piccola casa giusto di fronte, e che ogni sera, si sedeva su di una panchetta davanti a casa godendosi la sua creazione. Non è certo difficile crederci!

Дом Севастьянова si trova al numero 35 di проспект Ленина (viale Lenin).

Памятник апельсину – il monumento all’arancia

Одесса (Odessa) non solo è la più grande città ucraina che si affaccia sul Черное море (Mar Nero), ma è anche l’unica città del mondo a poter vantare un monumento… all’arancia.

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Одесса venne fondata dall’imperatrice Екатерина II (Caterina Seconda) nel 1794, e crebbe molto velocemente fino a che l’imperatrice rimase in vita. Dopo la sua morte, però, salì al trono Павел I (Paolo Primo), il quale non mostrava alcun interesse per la nuova città. Proprio per questo interruppe il finanziamento di tutti i lavori. Visto che le disgrazie non vengono mai sole, negli anni successivi ci furono anche una grave siccità ed un terremoto che minacciarono la stessa esistenza di Одесса.

I membri della magistratura cittadina capirono che l’unica salvezza per la città poteva essere il suo porto, ancora in costruzione. Proprio per questo nel 1800 decisero di chiedere un enorme prestito (250.000 rubli di allora) a Павел. Sapendo che quest’ultimo non vedeva di buon occhio la città e difficilmente avrebbe concesso il prestito, si decise di accompagnare la richiesta con un regalo molto particolare: 3000 arance. Le arance volevano anche convincere l’imperatore dell’utilità del porto di Одесса: un frutto proveniente dai paesi caldi, che sarebbe stato più facile portare fino alla capitale dell’impero San Pietroburgo costruendo un grande porto in un mare caldo.

Il regalo sortì l’effetto sperato, il prestito venne concesso e Одесса fu salva, si sviluppò e fiorì nel corso del secolo successivo.

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Il monumento è molto recente (risale al 2004), si trova ora in бульвар Жванецкого (boulevard Zhvanezkogo) in centro città (non lontano dalla famosa Потёмкинская лестница, la scalinata Potemkin) e ritrae l’imperatore Павел che rimira un’arancia all’interno di un’arancia trainata da cavalli.

 

Петербургские повести di Gogol

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Gogol è uno dei mostri sacri della letteratura russa del XIX° secolo, e non ha bisogno di presentazioni.

Anche i suoi “Racconti di Pietroburgo” sono noti ai più. Sono racconti di varia fatta (grotteschi,  fantastici e anche drammatici) accomunati dal luogo in cui si svolgono le vicende: San Pietroburgo.

Oltre al loro valore letterario e al fatto che si tratta di racconti relativamente brevi, sono particolarmente adatti per chi si avvicina alla lettura in lingua russa anche per un’altra circostanza: sono disponibili in un’edizione con il testo a fronte! Un libro in russo con il testo italiano a fronte è un toccasana per vincere la pigrizia che provoca la necessità di cercare le parole sconosciute o non ancora fissate nella propria memoria. Si potrebbe addirittura parlare di un vero e proprio salvagente per chi si avvicina alla lettura in russo!

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L’edizione in questione è quella della BUR di cui potete vedere la copertina qui sopra.