Миллионка – la Chinatown di Владивосток

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Владивосток (Vladivostok) è la città lontana per eccellenza in Russia. Si affaccia sul mar di Giappone, prossima alla Cina e alla Corea del Nord, e non stupisce quindi che, fin dalla metà del XIX° secolo, fosse la meta di numerosi emigranti cinesi.

Nel corso degli anni, la popolazione cinese di Владивосток è cresciuta fino a raggiungere nel 1910 i 50.000 abitanti, per la grandissima maggioranza stabilitisi nel quartiere Миллионка (Millionka), una vera e propria город в городе (città nella città) in cui gli abitanti potevano vivere, lavorare e anche divertirsi senza bisogno di uscirne per mesi. D’altra parte la Миллионка era (e quello che ne rimane continua ad essere) un labirinto fatto di vicoli, cortili di passaggio e passaggi in legno, caratteristiche che permisero un fiorire di attività quali il contrabbando, il gioco d’azzardo, la prostituzione, le fumerie d’oppio… Era inoltre la sede della Главное владивостокское китайское торговое общество (Società generale del commercio cinese a Vladivostok), ed infatti quando nel 1936 l’НКВД (NKVD, pronunciato enkavedè) ne intraprese la зачистка (pulizia) l’ambasciata cinese a Mosca sporse una protesta formale.

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Ad oggi gli edifici di mattoni rossi della Миллионка sono rimasti tali e quali a com’erano all’inizio del XX° secolo, ma le loro porte, scale e soffitti di legno sono sempre più logori: dagli anni ’90 l’amministrazione cittadina ha lasciato a sé la Миллионка, senza far nulla per recuperarla o demolirla. Eppure, il fascino di questa трущоба (ghetto) inizia ad attirare qualche turista ed essere l’oggetto di qualche visita guidata. Questo anche grazie ai graffiti e alle decorazioni urbane che sono apparsi negli ultimi anni, che come potete vedere qui sopra spesso ammiccano al suo turbolento e criminoso passato.

Успенский собор – Смоленск

La Успенский собор (Uspenskiy Sobor) di Смоленск (Smolensk) può vantare una posizione invidiabile: si trova infatti sulla vetta di una collina che domina la città.

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Occupa questo luogo fin dal XII° secolo (Смоленск è una delle più antiche città della Russia), ma l’edificio che vi si trova ora risale a un periodo ben più vicino ai nostri giorni. La sua costruzione, infatti, cominciò nel 1677 e venne conclusa solo nel 1740 (anche se in realtà le parti centrale ed occidentale vennero ricostruite ancora dopo un crollo nel 1761).

Nel corso degli ultimi secoli Смоленск, una delle città più ad occidente dell’attuale Russia, è stata (sebbene solo temporaneamente) conquistata dai due grandi invasori della Russia: Napoleone ed Hitler. Ebbene, non solo la Успенский собор non è stata danneggiata dalle truppe nemiche, ma è stata addirittura oggetto di provvedimenti speciali per preservarla. Napoleone, infatti, colpito dalla sua bellezza, ordinò che venisse sorvegliata per evitare che venisse saccheggiata dai soldati.

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Grazie ai suoi colori, verde veronese, bianco, argento e oro, è assolutamente spettacolare durante il periodo invernale, quando tutti i dintorni sono coperti di neve e si erge sulle chiome bianche degli alberi in tutto il suo splendore.

Se passate a Смоленск è davvero imperdibile, anche perché, in posizione elevata sulla città, immediatamente sopra il fiume Днепр (Dnipro) e a poche centinaia di metri dalla stazione centrale, è difficile farsela scappare!

 

Храм всех религий a Kazan

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Казань (Kazan’) è una città del Татарстан (Tatarstan), nel cuore della Russia. Nel corso degli anni Казань è diventata una città multietnica nel vero senso della parola: circa la metà dei suoi abitanti sono tatari, e l’altra metà sono russi.

Храм всех религий (Tempio di tutte le religioni), anche noto come Вселенский храм (Tempio universale) è un complesso architettonico che riflette la molteplicità di identità religiose della regione. Ed oltre: il progetto prevede addirittura, oltre alle già esistenti церковь (chiesa), мечеть (moschea) e синагога (sinagoga), la costruzione di luoghi simbolo appartenenti a ben altre 13 religioni mondiali.

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Tuttavia, non si tratta di un luogo di culto. Ve lo spieghiamo con le parole del suo ideatore Ильдар Ханов (Ildar Khanov):

“Вселенский Храм не задумывался как место, где бок о бок будут молиться люди разных религий. Люди пока не пришли к Единобожию. Храм – архитектурный символ всех религий, музей религий. Его название: Вселенский Храм, международный культурный центр духовного единения.”

(“Il Tempio Universale non è stato pensato come un luogo dove persone di diverse religioni pregheranno fianco a fianco. Gli uomini non sono ancora arrivati a credere in un solo Dio. Il Tempio è un simbolo architettonico di tutte le religioni, un museo delle religioni. Il suo nome è: Tempio Universale, centro culturale internazionale dell’unità spirituale.”)

Вселенский Храм si trova a Казань nella località di Старое Аракчино (Staroe Arakchino), a un centinaio di metri dall’omonima stazione del treno.

Кремль – ma non a Mosca

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La parola кремль (cremlino) in lingua russa sta ad indicare delle città fortificate. Ai tempi della Русь (Rus’), infatti, solo quei punti abitati circondati da mura venivano considerati город (città).

Sebbene il кремль per eccellenza sia senz’altro il Московский Кремль (Cremlino di Mosca), la Russia è disseminata di questi complessi monumentali. Alcuni di loro vengono chiamati кремль anche senza essere tali, come quello di cui parleremo oggi: il Ростовский кремль (cremlino di Rostov), anche noto come Митрополичий двор (corte del Metropolita).

Questo кремль si trova sulle sponde del lago Неро (Nero), e venne costruito su ordine dal Metropolita Иона Сысоевич (Iona Sysoevich) dal 1670 al 1683. Le sue mura non hanno una vera e propria funzione difensiva (motivo per cui non è tecnicamente un кремль), dato che l’intenzione di Иона Сысоевич era diversa: creare il рай (paradiso) descritto nella Bibbia (un giardino circondato da mura con torri con uno specchio d’acqua al suo centro).

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Con le sue sette chiese e il suo caratteristico звонница (campanile a vela), fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Evitiamo malintesi: non si trova a Ростов-на-Дону (Rostov-na-Donu), ma a Ростов Великий (Rostov Velikiy) nella Ярославская область (regione di Yaroslavl’). La distanza è di quasi 1500 chilometri, quindi attenzione!

Соловецкий монастырь, all’estremo nord

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Спасо-Преображенский Соловецкий монастырь (Monastero della Transfigurazione di Solovetskiy) si trova in un luogo davvero fuori mano: su di un’isola al largo del Белое море (Mar Bianco), ad una latitudine che si avvicina a quella di Rovaniemi.

Venne fondato nel 1436 da due monaci, Зосима (Zosima) e Герман (Gherman), ma fiorì nel XVI° secolo grazie al игумен (Igumeno) Филипп II (Filippo II) che lo arricchì non solo dal punto di vista architettonico e spirituale, ma ne fece anche un centro importante per il commercio nella regione.

Nel XVII° secolo fu il teatro della Соловецкое восстание (ribellione di Solovetsk), una rivolta contro il Patriarca di Mosca Никон (Nikon), le cui riforme non vennero accettate dai monaci locali (qui sotto una rappresentazione di Сергей Милорадович – Sergey Miloradovic – di come i monaci rifiutarono i nuovi libri inviati da Mosca). La rivolta venne sedata nel sangue nel 1676, dopo un lungo assedio.

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Entrato nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1992, è però alquanto difficile da raggiungere… C’è qualche aereo da Архангельск (Arkangelsk), ma se il vento è forte non si parte, e dei battelli estivi da Рабочеостровск (Rabocheostrovsk) e da Беломорск (Belomorsk).

 

Церковь Святой Троицы – i russi a Belgrado

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A Belgrado, giusto di fianco alla enorme Chiesa di San Marco, si trova una piccola, apparentemente insignificante русская церковь (chiesa russa): Церковь Святой Троицы (Chiesa della Santa Trinità).

È la sua storia ad essere però importante: l’immigrazione di massa dei russi in Serbia avvenne negli anni 1919 e 1920, in seguito alla sconfitta della Белая гвардия (Guardia Bianca) nella guerra civile che vide prevalere i Большевики (Bolscevichi). Si calcola che nel 1921 i rifugiati russi in Serbia fossero 42500.

Questa piccola chiesa venne costruita da loro e per loro nel 1924, con l’aiuto finanziario dei Karadjordjevic (la famiglia reale). Al suo interno si trova la tomba di  Пётр Врангель (Pyotr Vrangel), comandante della Белая гвардия noto come чёрный барон (barone nero, per la sua divisa nera), morto in esilio a Bruxelles nel 1928.

Sempre nel centro di Belgrado si trova anche il recentissimo (2014) Памятник Николаю II (Monumento a Nicola II), che celebra la vicinanza tra i popoli serbo e russo e riporta la seguente iscrizione (in entrambe le lingue):

“Все мои усилия будут направлены к соблюдению достоинства Сербии… Ни в коем случае Россия не останется равнодушной к судьбе Сербии.”

“Tutti i miei sforzi saranno diretti a conservare l’onore della Serbia… Mai la Russia rimarrà indifferente al destino della Serbia.”

Si tratta di una citazione da una sua lettera inviata al principe reggente Alessandro I Karadjordjevic alla vigilia della prima guerra mondiale.

 

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Дом Севастьянова a Екатеринбург

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Дом Севастьянова (Casa di Sevastianov), anche nota come Дом профсоюзов (Casa dei sindacati) in epoca sovietica, è un особняк (magione), sicuramente il più appariscente degli edifici di Екатеринбург (Ekaterinburg – centro amministrativo della Свердловская область – regione di Sverdlovsk – negli Urali).

Costruita a partire dall’inizio del XIX° secolo, su di una base neoclassica inserisce elementi neogotici, barocchi e neoromantici. Prende il nome dal più famoso dei proprietari: Николай Севастьянов (Nikolay Sevastianov), un чиновник (funzionario) poi arricchitosi che è protagonista di due curiose leggende.

Secondo la prima, voleva decorare la cupola della rotonda d’oro e chiese il permesso più volte per poterlo fare. Essendo questo genere di decorazione riservato alle cupole delle chiese, però, il permesso gli venne rifiutato e fu punito con l’obbligo di recarsi ogni mattina in chiesa indossando degli stivali di ferro.

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La seconda narra che Севастьянов fece costruire il suo особняк per farsi invidiare da tutta la città, ma che in realtà viveva in una piccola casa giusto di fronte, e che ogni sera, si sedeva su di una panchetta davanti a casa godendosi la sua creazione. Non è certo difficile crederci!

Дом Севастьянова si trova al numero 35 di проспект Ленина (viale Lenin).

Бриллиантовая рука – Il braccio di diamante

Oggi vi proponiamo una commedia estremamente popolare del 1968, opera di Леонид Гайдай (Leonid Gaidai).

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Il film si chiamava inizialmente Контрабандисты (contrabbandieri), dato che di contrabbando si parla: un’organizzazione criminale cerca sfruttare una зарубежный круиз (crociera internazionale) per importare illegalmente in СССР dei diamanti, facendoli passare inosservati nel гипс (gesso) di uno di loro.

Ma qualcosa va storto nei loro piani: a pronunciare la parola d’ordine “Чёрт побери!” (“Maledizione!”) davanti a loro è un semplice cittadino caduto inciampando su di una buccia di арбуз (cocomero). E sarà così questo comune cittadino, interpretato da Юрий Никулин (Yuri Nikulin) a portare il carico di diamanti.

Inizia così la sua avventura, con Андрей Миронов (Andrey Mironov, poi straordinario nel ruolo di Остап Бендер – Ostap Bender – nella versione del 1977 di 12 стульев) a dargli la caccia per cercare di recuperare i diamanti.

Per vedere il film, apritelo in un’altra finestra e attivate i sottotitoli con il pulsante in basso a destra.

Buona visione!

Le distanze nella Первенство Футбольной национальной лиги

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Basta guardare una qualsiasi cartina per vederlo: la Russia è sterminata, e dire “над Россией солнце никогда не заходит” (“il  sole non tramonta mai sulla Russia”) non sarà assolutamente corretto, ma nemmeno è poi lontano dalla verità. Per di più oltre alle distanze ci si mettono anche le condizioni delle strade e delle ferrovie, che passano in territori con un clima estremo.

Oggi queste distanze si possono percorrere via aria, ma dato che i ritmi sono cambiati i problemi rimangono. Tra chi viaggia di più ci sono le squadre della Первенство Футбольной национальной лиги (Campionato della lega nazionale calcio), l’equivalente della Serie B nostrana. Se qualche volta avete pensato con compassione alle vicende dei giocatori delle squadre sarde per i viaggi che si devono sobbarcare ad ogni trasferta, ripensateci dopo aver letto questo bellissimo articolo di Nogometni:

http://nogometni.it/2015/09/05/le-distanze-della-seconda-divisione-russa/

Храм Покрова Пресвятой Богородицы

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Di solito si consiglia di visitare templi antichi, edifici che hanno una loro storia, o altrimenti edifici nuovi decorati o costruiti con uno stile innovativo.

Oggi faremo un’eccezione: la Храм Покрова Пресвятой Богородицы (Chiesa della Protezione della Madre di Dio) di Ясенево (Yasenevo, nella periferia di Mosca). È un edificio nuovissimo, consacrato solo lo scorso 27 dicembre 2015 e costruito nel giro di soli 7 anni, e dalle forme e decorazioni più che classiche (con il chiaro intento di imitare l’arte bizantino-normanna).

È interessante anche sapere come e da chi è stata costruita: i fondi si sono trovati senza grandi mecenati, ma grazie a piccole donazioni di oltre 800.000 persone, e i mosaici sono stati progettati ed assemblati non da professionisti ma da 225 volontari, persone comuni dalle professioni più disparate, sotto la guida di un mosaicista pensionato che ha insegnato la tecnica a chiunque si presentasse e volesse lavorare.

A questo indirizzo potete farne un giro virtuale:

http://www.hrampokrov.ru/virtour/vtupper201501/

Per arrivarci, potete scendere a Ясенево sulla linea Калужско-Рижская (Kaluzhsko-Rizhskaya) della metro moscovita.