L’ultimo film di Леонид Гайдай – 1992

Леонид Гайдай (Leonid Gaidai) è stato un grande кинорежиссёр (regista cinematografico) e комедиограф (commediografo) sovietico, a cui si devono film e cortometraggi entrati nella storia del cinema in lingua russa.

Oggi vi proponiamo il suo ultimo film, На Дерибасовской хорошая погода, или На Брайтон-Бич опять идут дожди (Su via Deribasovskaya c’è bel tempo, o A Brighton-Beach piove ancora), l’unico suo film uscito dopo il 1991. È un film ambientato principalmente a Brighton-Beach, quartiere di New York caratterizzato da una forte immigrazione dalla Russia, e le vicende si svolgono nel corso della famigerata  перестройка (perestroyka – letteralmente “ricostruzione”): nel clima di distensione tra Washington e Mosca, il КГБ (KGB) collabora con la ЦРУ (CIA) ed invia un agente segreto per aiutare gli americani a debellare la mafia russa.

Nel cast si distingue ancora il fenomenale Андрей Мягков (Andrey Myagkov), di cui già vi abbiamo proposto diversi film (uno anche questa settimana).

Consigliamo la visione di questo film non solo a chi vuole esercitare la propria comprensione del russo parlato, ma anche a chi vuole dare uno sguardo, con ironia e leggerezza, alla mentalità russa in un periodo di grandi e difficili cambiamenti.

Buona visione!

Гараж – film del 1979

Il film Гараж (Garage) è senz’altro una delle commedie sovietiche più originali e inusuali per chi, come noi, non conosce il mondo russo di fine anni ’70.

Allo stesso tempo комедия (commedia) e сатира (satira), racconta di una movimentata riunione della кооператив Фауна (cooperativa Fauna), fondata dai lavoratori del научно-исследовательский институт охраны животных от окружающей среды (Istituto scientifico di ricerca per la difesa degli animali dall’ambiente – ovviamente inventato) per la costruzione, appunto, di un garage.

La costruzione è già in corso, ma la riduzione dello spazio adibito alla costruzione del garage impone l’esclusione dal progetto di quattro dei partecipanti, e la руководство кооператива (direzione della cooperativa) ha già deciso chi questi saranno: la riunione deve solo prenderne atto. Ma non tutti sono d’accordo e la riunione prende una piega particolare…

È un film consigliato sia per chi vuole approfondire la cultura dell’epoca che per chi vuole imparare il russo discorsivo (è un film che si svolge in un unico edificio, in cui le conversazioni sono predominanti – sebbene a tratti concitate!). Questa commedia vanta oltretutto interpreti di primissimo ordine, quali Андрей Мягков (Andrey Myagkov), Лия Ахеджакова (Liya Akhedzhakova) e Ия Саввина (Iya Savvina, che ha dato la voce a Пятачок).

Per vedere il film, è necessario aprirlo su youtube in un’altra finestra.

Мама для мамонтёнка – cartone animato del 1981

Oggi vi proponiamo un мультфильм (cartone animato) del 1981 estremamente famoso, sebbene alquanto triste: Мама для мамонтёнка (Una mamma per il piccolo mammut).

Si racconta la storia di un мамонтёнок (piccolo mammut) che, allo sgelare dei ghiacci perenni, si ritrova solo e cerca la sua mamma. Incontra invece un медвежонок (orsetto), che lo porta dal saggio дедушка Морж (nonno Tricheco). Questi dice che forse sa dove può trovarsi la sua mamma, ma dovrà cercarla in un altro continente. È così che мамонтёнок parte alla volta dell’Africa su di una zattera di ghiaccio…

La canzone che мамонтёнок canta mentre naviga, nel corso degli anni, è diventata una sorta di inno non ufficiale degli orfanotrofi russi e dei paesi di lingua russa, in quanto esprime la speranza di trovare la felicità in una nuova famiglia (“Ведь так не бывает на свете, Чтоб были потеряны дети” – “Non può succedere che nel mondo, ci siano bambini perduti”).

Sono disponibili i sottotitoli in inglese, che possono essere attivati schiacciando l’apposito pulsante in basso a destra.

Buona visione!

Жил-был пёс – C’era una volta un cane (1982)

Жил-был пёс (C’era una volta un cane) è un cartone animato del 1982, in cui il regista Эдуард Назаров (Eduard Nazarov) mette in scena una fiaba popolare della tradizione ucraina.

I personaggi principali di questa storia sono Пёс (Cane), un vecchio cane da guardia, e Волк (Lupo), colui che sarebbe il suo acerrimo nemico. Come molti altri film e cartoni animati di successo dell’epoca sovietica, anche in questo caso alcune delle frasi dei personaggi sono entrate nel corso degli anni nel linguaggio comune (крылатые выражения – espressioni “alate”): “Щас спою” (“Adesso mi metto a cantare”) e soprattutto “Ты заходи, если что…” (“Tu vienimi a trovare, se hai bisogno”). Come potete vedere dalla lunghezza delle traduzioni, la lingua russa è spesso estremamente sintetica ed espressiva!

Questo cartone animato, in cui i dialoghi non solo utilizzano un russo semplice e dalle frasi corte, ma vengono recitati anche piuttosto lentamente, è ideale per chi voglia esercitare il proprio orecchio e migliorare nella comprensione della lingua orale.

Buona visione!

Одесса secondo Бабель

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Одесса (Odessa) può vantare un posto di spicco nella tradizione letteraria russa: vi soggiornarono e scrissero eccelsi scrittori (Пушкин (Pushkin)Бунин (Bunin)Куприн (Kuprin)…), le sono dedicati innumerevoli racconti e romanzi e, soprattutto, ha dato i natali ad alcuni grandi nomi della letteratura russa.

Abbiamo già parlato di Катаев (Kataev), ed oggi ci dedicheremo allo scrittore одессит (odessita) per eccellenza: Исаак Бабель (Isaak Babel’). Бабель scrive di Одесса come nessuno: il centro della sua Одесса è il suo quartiere, la Молдаванка (Moldavanka), dove si dipanano le movimentate storie dei protagonisti, siano essi ragazzini coetanei di Бабель o malavitosi della mafia ebraica locale (tra cui il famoso Беня Крик – Benya Krik).

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Tutti questi racconti sono raccolti nel magistrale Одесские рассказы (I racconti di Odessa), pubblicato nel 1931 ma principalmente ambientato in epoca pre-rivoluzionaria. Con il loro umorismo noir, sono indicati per studenti che già riescono a leggere con abbastanza dimestichezza, dato che utilizzano un linguaggio piuttosto particolare e colorito che potrebbe altrimenti risultare di difficile comprensione. Ad ogni modo, per chi ha iniziato a studiare da poco ma volesse leggerli comunque, trattandosi di un libro che nel corso degli anni si è diffuso in tutto il mondo se ne può tranquillamente trovare l’edizione italiana.

Buona lettura!

Возвращение домовенка – il ritorno di Кузя

Questo è il quarto e ultimo episodio della serie di cartoni animati Домовенок Кузя (Domovyonok Kuzya). Si chiude così l’avventura di Кузя (Kuzya), con il suo ritorno nella nuova casa (il titolo, Возвращение домовенка, significa “il ritorno del domovyonok).

In questo breve episodio, Кузя si comporta ben diversamente da come si comporta a casa di Наташа (Natasha). Nel corso della sua permanenza contro voglia nella изба (izba) di Баба-яга (Baba Yaga) fa infatti tutto quello che ci si aspetta da un домовой malintenzionato, e anche qualcosa di più. Anche qui infatti Кузя ha il controllo della изба di Баба-яга, la избушка на курьих ножках (piccola izba dalle zampe di gallina) della mitologia slava e russa, e le comanda di partire in marcia.

Il significato della избушка на курьих ножках nella tradizione russa è simbolico: è il luogo di passaggio tra il mondo terreno e quello dei morti. In questo cartone animato per bambini, però, questa particolarità è comprensibilmente tralasciata.

Buona visione!

Кузя e una fiaba per Наташа

Nel terzo e penultimo episodio di Домовенок Кузя (Domovenok Kuzya), Баба-Яга (Baba Yaga) arriva in città per rapire ancora una volta Кузя. Ad aprirle la porta è Наташа (Natasha), la bambina di casa, che pensa sia la nonna di Кузя: “К тебе приехала бабушка!” (“È venuta a trovarti la nonna!”), dice Наташа.

Anche in questa puntata possiamo imparare qualcosa della mitologia russa, ed in particolare del домовой (domovoy): Кузя conta allarmato le provviste, temendo un inverno di stenti. Questo perché, nella tradizionale vita di villaggio, oltre ad occuparsi delle bestie (che in città non ci sono) il домовой aiuta anche in questo importantissimo compito: contare quello che si ha in casa, assicurarsi che sia abbastanza e che non si rimanga senza nel corso dell’inverno.

Contribuirono al successo di questo cartone animato anche gli eccelsi doppiatori: è ad esempio Георгий Вицин (Georgiy Vizin, che potete vedere qui come Трус – Trus, letteralmente fifone) a dare la voce a Кузя.

Buona visione!

Приключения домовенка – le avventure di Кузя

Proprio ieri  vi abbiamo proposto il primo episodio di Домовенок Кузя (Domovyonok Kuzya). Oggi continuiamo con la rassegna, che purtroppo non sarà lunghissima (sono in tutto quattro episodi), mostrandovi il secondo episodio: Приключения домовенка (Le avventure del domovyonok).

Sebbene questo sia il secondo episodio, in realtà vi si narra quello che succede anteriormente al primo, quando Кузя ancora viveva in una изба (izba) di legno. Questa volta Кузя si ritrova suo malgrado ostaggio di Баба-Яга (Baba Yaga), la strega per eccellenza delle fiabe russe.

Ma diciamo qualcosa di più di questo spirito della tradizione russa: come già detto il домовой è lo spirito della casa, secondo alcuni un antenato che per i suoi peccati è lasciato sulla terra a servire i suoi discendenti, secondo altri è una creazione di Dio che ne assegna uno ad ogni casa.

Un домовой amorevole porta счастье (felicità), protegge la casa ed aiuta i suoi abitanti. Li difende dai ladri, li avverte dei pericoli e si prende cura dei loro cavalli (ma solo se gli piacciono!). Un домовой maligno, invece… rompe i piatti e pizzica gli abitanti della casa nel sonno, lasciando lividi dolorosi. Ma questo non è il caso di Кузя: anche se sta ancora imparando a fare il suo “lavoro”, è un bravo домовой!

 

Домовёнок Кузя – lo spiritello casalingo

Oggi vi proponiamo il primo episodio di una serie di cartoni degli anni ’80, estremamente popolare e capace di portare ai giorni nostri il домовой (domovoy), figura della mitologia russa che sorveglia la casa e protegge la famiglia.

Домовёнок Кузя (Domovyonok Kuzya) è una creazione della scrittrice Татьяна Александрова (Tatyana Aleksandrovna), probabilmente ispirata dalle fiabe raccontatele durante l’infanzia dalla sua няня (tata), una vecchia contadina della regione del Волга (Volga). Tutte le sue avventure sono state messe in scena dalla compagnia cinematografica Экран (Ecran) con regia di Аида Зябликова (Aida Ziablikova), utilizzando la tecnica della кукольная мультипликация (animazione a passo uno).

Кузя è un giovane домовой, ha solo 700 anni. In Дом для Кузьки (Una casa per Kuzya) la sua vecchia casa viene abbattuta, e lui si trasferisce in uno dei palazzi che le sono stati costruiti attorno.

Di corta durata, è estremamente divertente e aiuta ad imparare tutta una serie di espressioni che nel corso degli anni sono diventate крылатые выражения (espressioni popolari). Godetevi Кузя e il suo сундучок (piccolo scrigno) pieno di fiabe!

Крылья, ноги и хвосты – 1986

In passato vi abbiamo già proposto molti altri мультики (cartoni animati), anche dallo stesso autore Александр Татарский (Aleksandr Tatarskiy). La tradizione sovietica ed oggi russa dei мультики è molto varia, sia per soggetti che per tecniche impiegate.

Крылья, ноги и хвосты (Ali, zampe e code) è un cortissimo мультик tradizionale, disegnato, che Татарский realizzò nel 1985 sulla base di una сказка (fiaba) di Альберт Иванов (Albert Ivanov). Si può riconoscere il tratto di Татарский nel disegnare i personaggi, in questo caso ящерица (lucertola), страус (struzzo) e гриф (avvoltoio).

Lo proponiamo come facile compito a casa per chi sta imparando il russo, dato che ha tanto di sottotitoli in inglese per facilitare la visione. La visione di questo genere di semplici cortometraggi può essere un ottimo stimolo all’apprendimento, oltre che un esercizio accessibile anche in termini di tempo: continueremo a proporvene!