Обломов, l’anti-eroe di Goncharov

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In letteratura ci sono personaggi che, col passare del tempo e nel corso degli anni, finiscono per rappresentare determinate caratteristiche per antonomasia. Nella cultura russa e di lingua russa in generale succede particolarmente spesso, e i nomi di questi personaggi entrano nel linguaggio comune.

Una persona particolarmente avara che non butta mai via nulla potrebbe essere chiamata Плюшкин (Plyushkin), dal personaggio di Мёртвые души (Anime Morte) di Гоголь (Gogol’), mentre a colui che orchestra piani ingegnosi e complicati ci si potrebbe riferire come Остап Бендер (Ostap Bender), dal nome del великий комбинатор (gran macchinatore) dei romanzi di Ильф (Il’f) e Петров (Petrov).

Il caso di Обломов (Oblomov) è ancora più noto, e conosciuto anche al di là dei confini della Russia e dei paesi di lingua russa: il nome del personaggio principale di questo romanzo di Иван Гончаров (Ivan Goncharov), infatti, rappresenta la pigrizia per antonomasia. Da Обломов deriva un altro vocabolo, anch’esso utilizzato in questo romanzo, обломовщина, che sta ad indicare una pigrizia immobile, sofferente, solitaria e abitudinaria.

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Nel romanzo di Гончаров, pubblicato nel 1859 ma scritto nel corso di ben 12 anni, si trova uno straordinario dipinto della società dell’epoca, oltre che una penetrante analisi della psiche non solo del protagonista ma di tutti i personaggi. La scrittura di Гончаров ed il lessico da lui utilizzato sono piuttosto complessi e richiedono al lettore una buona conoscenza del russo, ma proprio per questo l’esercizio di comprensione del testo e di sviluppo del vocabolario che si affronta è senz’altro fruttuoso e quindi consigliato. La lettura è consigliata, anche se ovviamente non in lingua originale, anche a coloro che volessero solo immergersi nell’atmosfera della società russa del tempo.

Buona lettura!

L’idiota di Достоевский

In passato vi abbiamo già proposto diverse opere di Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy), uno dei più noti e apprezzati scrittori russi non solo del XIX° secolo, ma di tutta la storia della letteratura in lingua russa.

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Oggi vogliamo parlarvi di uno dei suoi più riusciti romanzi, Идиот (L’idiota). Достоевский scrisse Идиот tra il 1867 ed il 1869, nel corso di una sua permanenza all’estero ed in particolare in Italia, a Firenze.

In questo роман (romanzo) si racconta la storia del ritorno in patria, in Russia, del князь Мышкин (principe Myshkin), un giovanotto della piccola nobiltà russa malato di epilessia. Questi, dopo aver trascorso diversi anni in Svizzera in cura, torna a Санкт-Петербург (San Pietroburgo) dove cerca la protezione e l’aiuto di una lontana parente, Лизавета Епанчина (Lizaveta Epanchina).

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Oltre al formidabile intreccio ordito da Достоевский, in cui spiccano Настасья Филипповна (Nastasya Filippovna) e Рогожин (Rogozhin), il tema principale di questo capolavoro è l’incontro-scontro del buono ed ingenuo князь Мышкин con il formalismo e la falsità dello свет (alta società) russo, e di tutti i personaggi che vivono aggrappati ad esso come parassiti, qualsiasi sia la loro classe sociale di provenienza.

Consigliamo la lettura di questo роман non solo per l’innegabile valore artistico dell’opera e per il valore dell’esercizio di comprensione del testo in lingua russa, ma anche perché leggendolo si viene a contatto con un atteggiamento che si ritrova ancora oggi in molti russi nei confronti tanto della loro società, quanto di quello che succede al di fuori del loro paese.

Buona lettura!

Преступление и наказание, un capolavoro

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di Шмаринов (Shmarinov), un illustratore di romanzi divenuto propagandista in occasione dell’invasione nazista.

Tra le sue opere, come potete vedere dalla collezione di disegni qui sotto, c’è anche l’edizione illustrata di Преступление и наказание (Delitto e castigo), l’arcinoto шедевр (capolavoro) di Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy).

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Questo роман (romanzo) non ha bisogno di presentazioni, dato che nel corso degli ormai 150 anni dalla sua pubblicazione è stato tradotto praticamente in ogni lingua ed è diventato una delle opere più note in lingua russa.

La vicenda di Родион Раскольников (Rodion Raskol’nikov), il главный герой (protagonista) di Преступление и наказание, è raccontata da Достоевский con toni foschi, claustrofobici, in una Петербург (Pietroburgo) ostile e fredda. Le sue riflessioni febbrili prima e dopo il suo crimine, il suo incontro e la sua relazione con Соня (Sonya) ed in generale tutto l’intreccio e come si dipana nel corso del роман meritano una lettura attenta, in qualsiasi lingua.

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Assolutamente consigliata è poi la lettura di questo capolavoro in lingua russa, che permette a coloro che vogliono esercitarsi nella comprensione scritta di farlo su di un testo di capitale importanza per la storia della letteratura russa e per la cultura di tutti i paesi di lingua russa. La scrittura di Достоевский è per di più particolarmente chiara, tanto nella costruzione delle frasi quanto nella scelta del lessico. Per queste ragioni non è necessario avere conoscenze particolarmente avanzate, e si possono cimentare nella lettura anche coloro che hanno solo un livello discreto di russo… sempre che siano armati di pazienza, però! 

Buona lettura! 

Il viaggio da Pietroburgo a Mosca di Радищев

Oggi vi proponiamo una lettura che risale addirittura al XVIII° secolo, e che in Russia è stata a lungo oggetto di censura per le idee in essa propugnate.

L’autore di Путешествие из Петербурга в Москву (Viaggio da Pietroburgo a Mosca) è Александр Радищев (Aleksandr Radishev), scrittore e filosofo. Lavorò a quest’opera nel corso degli anni ’80, e la stampò lui stesso nella tipografia allestita presso casa sua nel 1789. Путешествие passò al vaglio della censore, che fu ingannato dal fatto che i suoi capitoli sono intitolati col nome delle stazioni di posta tra le due città lo considerò un путеводитель (guida) e nemmeno lo lesse. Si diffuse rapidamente, e finì anche sul tavolo della zarina Екатерина II (Caterina Seconda). Per i contenuti dell’opera, Радищев venne addirittura processato e condannato a morte (pena poi commutata, misericordiosamente, in 10 anni di esilio in Siberia). Perché?

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Радищев in Путешествие non scrive oscenità, né offende la morale in modo alcuno. Tanto meno attacca la corona. Si limita a fare un’analisi spietata della società russa dell’epoca, ed in particolare dell’istituto del крепостное право (servitù della gleba) ancora vigente nell’Impero Russo. A molte delle stazioni di posta che compongono il libro Радищев racconta episodi di struggenti ingiustizie, ed elabora il suo pensiero a riguardo invocando la liberazione dei contadini e la spartizione delle terre.

Quella che oggi può sembrare un’opera innocua era all’epoca incendiaria, tanto che la stessa Екатерина II definì il suo autore бунтовщик (ribelle) e stabilì uno запрет (divieto) alla diffusione di Путешествие che durò più di un secolo. Solo in epoca sovietica Путешествие entrò nei programmi scolastici, ma per ben altre ragioni dato che si considerava Радищев il primo rivoluzionario russo.

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Путешествие è un’opera estremamente interessante, che non solo aiuta a capire il periodo storico in cui è stata scritta ma anche l’evoluzione della mentalità russa. Contiene considerazioni estremamente attuali, non solo per la Russia ma anche per tutto il resto del mondo. Ma questo libro va anche oltre la critica sociale, dato che Радищев si esprime praticamente su di ogni argomento: parla di famiglia, di educazione, fa della satira sociale e dice la sua sulla poesia russa dei tempi, oltre che fornire un’accurata (per quanto forse non proprio pertinente) biografia di Ломоносов (Lomonosov). La lettura di Путешествие può però risultare particolarmente ostica, dato che vi si utilizza un russo arcaico ed una terminologia distante da quella odierna. Nulla di insormontabile, ma sicuramente la lettura è consigliata solo a chi ha già un’ottima conoscenza della lingua russa e delle sue costruzioni.

Buona lettura!

 

 

Владимир Румянцев e i gatti di San Pietroburgo

Владимир Румянцев (Vladimir Rumyanzev) è un artista russo nato nel 1957. Vive a Санкт-Петербург (San Pietroburgo, ma allora Ленинград – Leningrado) fin da giovane, e proprio a Санкт-Петербург ha frequentato la Художественная Школа имени В.А.Серова (Scuola Artistica V.A. Serov).

Nel corso degli anni è diventato famoso soprattutto per i suoi петербургские коты (gatti di San Pietroburgo), un ciclo di акварели (acquarelli) fiabeschi in cui rappresenta dei gatti che girano per Санкт-Петербург affaccendati in varie occupazioni. Bevono tè, passeggiano, stanno sdraiati sui tetti…

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Le sue opere sono esposte non solo in vari musei in giro per la Russia, ma anche in parecchie collezioni private nei paesi occidentali. Se vi piacciono, e non volete necessariamente un originale, è possibile acquistare delle репродукция (riproduzioni) di ottima qualità da questo sito:

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Pietroburgo di Андрей Белый

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Андрей Белый (Andrey Beliy) è uno scrittore russo attivo nella prima parte del XX° secolo, capostipite delle correnti del simbolismo e modernismo russi.

Петербург (Pietroburgo) è il suo secondo роман (romanzo), pubblicato nel 1913 ma ambientato nel 1905 ai tempi della prima rivoluzione russa. Racconta una storia movimentata, in cui un’organizzazione terroristica pretende da Николай Аполлонович Аблеухов (Nikolay Appollonovich Ableukhov) l’assassinio di suo padre, un noto funzionario governativo. Sebbene l’intreccio si svolga in un’atmosfera surreale e allucinata (la stessa Петербург – specie nel corso della notte – diventa un personaggio), è un libro che si ispira a personaggi effettivamente esistiti: il padre di Николай, Аполлон Аполлонович Аблеухов (Apollon Appollonovich Ableukhov) è modellato sul consigliere reazionario Константин Победоносцев (Konstantin Pobedonoszev), mentre il terrorista Александр Иванович Дудкин (Aleksandr Ivanovich Dudkin) è ispirato a Борис Савинков (Boris Savinkov).

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La scrittura di Белый è estremamente complessa, con un gioco di allitterazioni e un linguaggio molto ricercato. Per di più, sia per il suo umorismo che per l’andamento onirico della sua narrazione, la lettura di questo роман risulta davvero impegnativa: basti pensare che è considerato da Набоков (Nabokov) il precursore dell’Ulisse di Joyce. Tuttavia, rimane un capolavoro della letteratura russa, e lo sforzo di chi volesse leggerlo verrà ampiamente premiato (ovviamente lo consigliamo solo a chi padroneggia ormai la lingua russa).

Buona lettura!

Il castello di Выборг

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Come si può intuire dal nome, che suona più scandinavo che russo, Выборг (Vyborg) non è stata sempre russa. Localizzata a pochi chilometri dal confine con la Finlandia, Выборг è stata fondata dagli svedesi nel 1293, al tempo della terza crociata svedese, ed è rimasta sotto il loro dominio nel corso di cinque secoli, fino al 1710 quando Пётр I (Pietro I) la conquistò: “Итако чрез взятие сего города Санкт-Петербургу конечное безопасение получено.” (letteralmente “E così attraverso la conquista di questa città per San Pietroburgo è ottenuta la definitiva sicurezza”).

Выборгский замок (castello di Vyborg) si trova su di un’isola immediatamente a nord della città di Выборг, ed è uno dei pochi esempi di monumenti bellici medievali di fattura occidentale perfettamente conservatisi in territorio russo. È questo замок a dare il nome a Выборг: così si chiamava infatti la costruzione difensiva che Торгильс Кнутссон (Torghils Knutsson) ordinò di costruire già nel 1293.

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Dato che, fin da subito, Выборг fu l’oggetto delle mire dei nemici (prima i новгородцы – novgorodi, poi i russi), questo замок nel corso degli anni fu oggetto di molte altre aggiunte e fortificazioni. Nel XV° secolo, quando ormai la città di Выборг si era sviluppata subito a sud dell’isola dello замок, questi rimase come posizione fortificata nelle retrovie. Venne ristrutturato anche dopo la presa della città da parte di Пётр I nel 1710, quando lo замок fu danneggiato in modo importante, e alla fine del XIX° secolo, quando non avendo ormai più ruolo nella оборона (difesa) della città venne destinato a museo.

Ancora oggi si può visitarlo in tale veste, ed imparare qualcosa del passato svedese di questa parte di Russia!

Петергоф – la Versailles russa

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Петергоф (Peterhof) si trova nelle vicinanze di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), sulla sponda meridionale del Финский залив (Golfo di Finlandia). Come dice il suo nome, nome composito olandese (dalla liberazione nel 1944 fino al 1997 la città stessa si chiamava proprio Петродворец), è sede del Palazzo di Пётр I (Pietro I) e di un enorme complesso di parchi e musei costruiti a partire dal XVIII° secolo.

L’obiettivo di Пётр I era proprio quello di costruire una residenza imperiale che potesse superare in bellezza Versailles, ed è per questo che si ideò un sistema di fontane e giochi d’acqua di grande complessità e difficile realizzazione. Sebbene Пётр I avesse deciso di costruire questa meraviglia a Стрельна (Strel’na), l’ingegnere a capo del progetto Буркхарт Христофор фон Миних (Burkhard Christoph von Munnich) lo convinse a spostarsi qualche chilometro più a ovest, in una località molto più adatta al progetto studiato, che aveva nei giochi d’acqua e nelle fontane il suo fiore all’occhiello.

 

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Петергоф è oggi un enorme parco, la cui parte centrale costruita nel XVIII° secolo si suddivide in Верхний сад (Giardino superiore), Большой Петергофский дворец (Grande palazzo di Peterhof) e Нижний парк (Parco inferiore). Non è però tutto: a sud si trovano Ольгин пруд (Stagno di Olga) e la (allora) riserva di caccia Александровский парк (Aleksandrovskiy Park).

Questi splendidi parchi e le costruzioni ivi contenute sono tuttora oggetto di restauri cominciati nel 1944: nel corso della Seconda Guerra mondiale, infatti, Петергоф rimase a lungo sotto il controllo delle forze naziste. Teatro di battaglia, fu in gran parte distrutto dai colpi di artiglieria.

Петергоф è una gita imperdibile per chi dovesse passare anche solo due o tre giorni a Санкт-Петербург!

 

Белые ночи – le notti bianche di Достоевский

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Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoyevskiy) è uno dei grandissimi della letteratura russa. Tutti conoscono i suoi romanzi: Преступление и наказание (Delitto e castigo), Идиот (L’idiota), Братья Карамазовы (I fratelli Karamazov).

Белые ночи (Le notti bianche) non è un romanzo, ma un повесть (racconto lungo), in cui мечтатель (il sognatore), un uomo solo e timido, in una delle белые ночи di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), conosce Настенька (Nasten’ka) e se ne innamora. Le vicende si svolgono nel corso di sole quattro notti consecutive, in cui мечтатель esce dalle sua noiose consuetudini.

Come già abbiamo fatto in precedenza, consigliamo questo libro a chi sta imparando il russo per vari motivi. Il primo è pratico: è disponibile in edizione con traduzione a fronte (qui sotto la copertina), grande aiuto per vincere la pigrizia e dedicarsi alla lettura con piacere e profitto. Il secondo è letterario: questo повесть è un capolavoro della letteratura, russa e non, e tuffarsi nei suoi pochi capitoli è un piacere che va ben oltre l’apprendimento del russo!

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Петербургские повести di Gogol

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Gogol è uno dei mostri sacri della letteratura russa del XIX° secolo, e non ha bisogno di presentazioni.

Anche i suoi “Racconti di Pietroburgo” sono noti ai più. Sono racconti di varia fatta (grotteschi,  fantastici e anche drammatici) accomunati dal luogo in cui si svolgono le vicende: San Pietroburgo.

Oltre al loro valore letterario e al fatto che si tratta di racconti relativamente brevi, sono particolarmente adatti per chi si avvicina alla lettura in lingua russa anche per un’altra circostanza: sono disponibili in un’edizione con il testo a fronte! Un libro in russo con il testo italiano a fronte è un toccasana per vincere la pigrizia che provoca la necessità di cercare le parole sconosciute o non ancora fissate nella propria memoria. Si potrebbe addirittura parlare di un vero e proprio salvagente per chi si avvicina alla lettura in russo!

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L’edizione in questione è quella della BUR di cui potete vedere la copertina qui sopra.