Il панно di Togliatti

Тольятти (Togliatti), in Italia nota con il nome erroneo di Togliattigrad, è una città della Russia centrale che si trova sulle anse del fiume Волга (Volga).

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Come dice il nome, quella che un tempo si chiamava Ставрополь (Stavropol’) nel 1964 venne rinominata in onore del Segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti. Questo nome di sapore italiano venne conservato anche a seguito del referendum cittadino del 1996, con il quale si intendeva ripristinare il nome originario: non solo non si raggiunse il quorum, ma il 70% dei votanti era comunque a favore del mantenimento del nome Тольятти.

E i collegamenti con l’Italia non finiscono qui: nel 1966 in collaborazione con la FIAT le autorità sovietiche iniziarono a costruire quella che tuttora è la più grande fabbrica automobilistica in Russia, la АвтоВАЗ (AvtoVaz, per esteso Волжский автомобильный завод ovverosia “fabbrica di automobili del Volga”), nota per la produzione della Lada. Questo завод portò con sé uno sviluppo demografico clamoroso, tanto che la popolazione è da allora aumentata oltre cinque volte, fino agli attuali quasi 800.000 abitanti.

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È proprio la Волжский автомобильный завод ad aver fatto eseguire, in onore dei cinquant’anni dell’Unione Sovietica, un monumento molto particolare: il панно (murale) Радость труда (Gioia del lavoro), una enorme stele-mosaico ideata da Юрий Королёв (Yuri Korolev) e realizzata nel corso degli anni dal 1977 al 1981. Lunga 100 metri, alta 5 e larga 3, si tratta senz’altro di una composizione unica nel suo genere: 530 metri quadri di mosaici smaltati ed oltre 3 milioni e mezzo di tessere di più di 100 colori, di cui purtroppo ormai già il 20-25% è andato perso.

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Purtroppo, infatti, questo панно si trova in uno stato di abbandono e rovina: nascosto agli occhi degli stessi cittadini di Тольятти in una zona chiusa dietro mura e filo spinato, le immagini di lavoro, guerra e conquista del cosmo di Радость труда si stanno velocemente sbiadendo e cadendo a pezzi.

Fortunatamente negli ultimi anni un gruppo di cittadini si è mobilitato con l’organizzazione «За спасение стелы-панно «Радость труда» (Per il salvataggio della stele-murale “Gioia del lavoro”) ed ha convinto l’amministrazione cittadina a intervenire quantomeno per fermarne il degrado. L’obiettivo finale è radunare e costruire attorno a Радость труда un vero e proprio complesso museale: speriamo davvero che questo obiettivo diventi realtà, e si possa un giorno visitare questo pezzo di storia della città e del paese intero.

Per quel giorno potreste, grazie ai nostri corsi per turisti, imparare la lingua russa ed essere in grado di viaggiare autonomamente anche in città meno turistiche come Тольятти. Siamo a vostra disposizione!

Сказ об Урале, il simbolo degli Urali

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Oggi vi parleremo di uno dei monumenti più famosi di Челябинск (Chelyabinsk) la più grande città del Уральский федеральный округ (Circondario federale degli Urali).

Si tratta di una scultura di Виталий Зайков (Vitaliy Zaykov), скульптор (scultore) russo e sovietico pluripremiato. Зайков, originario degli Urali per parte di padre, all’epoca in cui intraprese questo progetto (’66-’67) era già un artista affermato. Decise di proporre questa composizione scultorea ispirandosi al genere letterario dello сказ (skaz), in cui si imitano racconti e poesie tipiche della tradizione orale folcloristica.

Зайков decise infatti di raffigurare questa regione della Russia come un великан (gigante), un богатыр (eroe guerriero) che porta un’enorme cintura (la parola Ural in bakshiro significa appunto cintura) in cui nasconde tutti i suoi tesori. Con questa allegoria, Зайков rappresenta la laboriosità e la ricchezza mineraria della regione paterna, come si può intendere d’altronde leggendo l’iscrizione sul basamento della stessa:

Урал – опорный край державы, её добытчик и кузнец (Urali – regione portante del paese, suo estrattore e fabbro)

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Una curiosità: da ormai 10 anni, in prossimità di Новый год (Capodanno), a questo великан barbuto di 12 metri fanno indossare il più grande costume da Дед Мороз (Nonno Gelo, l’equivalente di Babbo Natale) del mondo, come riconosciuto anche dal Guinness dei Primati.

Se volete intraprendere un viaggio nella Russia più profonda per vedere (anche) questo monumento, a Новый год o nel corso del resto dell’anno, il nostro consiglio è quello di studiare russo con uno dei nostri corsi di russo per turisti. In questo modo, sarete in grado di muovervi autonomamente ed interagire con la popolazione locale, e quindi godervi appieno il vostro viaggio!

 

Il memoriale che sarà a Ржев

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Domani 9 maggio, come ogni anno, sarà festa in Russia: il День Победы (Giorno della Vittoria) ricorda la fine vittoriosa della Seconda Guerra Mondiale, o come viene chiamata in Russia Великая Отечественная война (Grande Guerra Patriottica). Nel corso della giornata ci saranno come sempre la военный парад (parata militare) davanti al Cremlino di Москва (Mosca) e la processione del бессмертный полк (reggimento immortale) con i reduci, i figli e i nipoti di coloro che hanno dato la vita per sconfiggere il nazismo.

Nel corso dei decenni trascorsi dal 9 maggio 1945 molto è successo, ma in Russia il ricordo della vittoria su chi cercò di soggiogare tutti i popoli dell’Unione Sovietica rimane sentitissimo. Tanto che a Ржев (Rzhev), a nordovest di Москва, dove nel 1942 si tennero alcune sanguinosissime e cruciali battaglie contro il nemico nazista, presto verrà costruito un mastodontico memoriale.

Su iniziativa della Российское военно-историческое общество (Società Storico-Militare Russa), infatti, si è svolto nei mesi passati un concorso internazionale per scegliere il progetto da realizzare per un Памятник Советскому солдату – защитнику отечества (Monumento al Soldato Sovietico – difensore della patria).

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Il vincitore di questo concorso è stato il giovane scultore Андрей Коробцов (Andrey Korobzov), con la sua composizione Я убит подо Ржевом (Sono stato ucciso a Rzhev). Коробцов, intervistato, ha dichiarato di aver voluto ritrarre un semplice soldato, di quelli che a Ржев sono morti a centinaia di migliaia, la cui parte inferiore del cappotto è simbolicamente formata da uno stormo di журавли (gru, simbolo del soldato morto). Il soldato, nelle intenzioni dell’artista, guarderà la gente come chiedendo loro come è poi finita la guerra.

Il Ржевский Мемориал verrà costruito nei prossimi due anni ed inaugurato entro il День Победы del 2020. Se vorrete visitarlo, quindi, non andateci prima! Le immagini che riportiamo qui sono solo delle impressionanti elaborazioni grafiche, che accompagnavano il progetto al concorso.

Le statue di Алёша, in Russia e altrove

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A Мурманск (Murmansk), all’estremo nord del territorio russo, si può trovare un памятник (monumento) mastodontico, che con i suoi 42 metri di altezza è secondo come dimensioni solo alla famosissima statua Родина-мать зовёт! (La madre patria chiama!) di Волгоград (Volgograd).

Si tratta del Мемориал «Защитникам Советского Заполярья в годы Великой Отечественной войны» (Memoriale ai “Difensori del territorio polare sovietico negli anni della Grande Guerra Patriottica”), più noto con il nome proprio di Алёша (Alyosha): un soldato che guarda a ovest, verso la Долина Славы (Valle della Gloria), dove ai tempi della Seconda Guerra Mondiale ci furono i combattimenti più feroci per Мурманск.

Questa statua di oltre 5000 tonnellate non è però l’unica del suo genere, né l’unica a essere conosciuta come Алёша: se ne trovano altre tre in diverse località fuori dalla odierna Russia, ma che facevano parte dell’Unione Sovietica o del Patto di Varsavia.

Una, il Бронзовый солдат (Soldato di bronzo), è a Таллин (Tallin), anche se nel 2007 è stata spostata nel cimitero militare. Un’altra, nota anche come Павлуша (Pavlusha), si trova a Харьков (Kharkov). Ma la più scenografica si trova in Bulgaria, a Plovdiv, dove occupa la vetta di uno dei sei colli della città: quest’ultima, con le sue scritte in lingua russa, non solo è diventata il simbolo della città, che 10 anni fa ne ha festeggiato i 50 anni, ma è anche l’oggetto di poesie e canzoni.

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Buon viaggio!

La statua di Ivan il Terribile ad Орёл

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La città di Орёл (Oryol), che conta circa 350.ooo abitanti e si trova a circa 350km a sud-ovest di Москва (Mosca), è stata negli scorsi giorni oggetto dell’attenzione delle cronache per l’inaugurazione di un monumento alquanto singolare: la statua di Иван Грозный (Ivan il Terribile).

Иван Грозный, di cui vi abbiamo parlato a più riprese nel corso degli ultimi mesi, è un personaggio storico molto discusso: primo царь (zar) della Russia, spietato tiranno per alcuni e difensore della religione ortodossa per altri. Non stupisce quindi che la sua immagine, così controversa, non fosse mai stata l’oggetto di un monumento prima di oggi.

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Al di là di queste discussioni, la verità è che Орёл deve molto a Иван Грозный: venne fondata da lui nel 1566, alla confluenza tra i fiumi Ока (Oka) e Орлик (Orlik), come город-крепость (città-fortezza) a sud del suo regno. Secondo la leggenda, poi, questo avamposto difensivo contro le incursioni dei tartari deve a Иван Грозный anche il suo nome: per poter costruire la крепость, i sudditi abbatterono una maestosa quercia sulla riva del fiume. Dalla cima della quercia spiccò il volo un орёл (aquila): uno dei presenti esclamò  “А вот и хозяин” (“Ecco il padrone”), e Иван Грозный  decise di dare il nome dell’animale alla città.

È così che Орёл può oggi vantare una nuova, singolare attrazione, che si va a sommare ai numerosi musei letterari e alle chiese di questa città ricca di storia.

Buona visita!

L’altro mausoleo di Ленин

Sebbene sia una delle città russe più popolose, Челябинск (Chelyabinsk) è molto lontana dai circuiti turistici e poco conosciuta. Si trova sul confine geologico tra Урал (Urali) e Сибирь (Siberia), ed è capitale della sua omonima область (regione) al confine con il Казахстан (Kazakistan).

Челябинск fu fondata nel 1736 come крепость (fortezza), e nel secolo successivo divenne il principale centro commerciale della zona degli Урал. La sua industria ricevette un forte impulso ai tempi dei primi piani quinquennali, ed in particolare nel corso della Seconda Guerra Mondiale quando vennero evacuate città e fabbriche nella parte occidentale dell’Unione Sovietica. In particolare, essendo uno dei maggiori centri sovietici prima e russi poi dell’industria bellica, Челябинск è anche nota come Танкоград (Tankograd).

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Челябинск è anche la sede di un secondo мавзолей (mausoleo) dedicato a Ленин (Lenin), ben diverso da quello che si trova sulla Красная площадь (piazza rossa). Questo мавзолей, dalle forme orientaleggianti e contenente un busto in bronzo dello stesso Ленин, venne costruito subito dopo la morte di Ленин: la prima pietra venne posata contemporaneamente alla sua cerimonia funebre, e il monumento venne completato nel giro di un anno nel 1925. Oltre che come monumento è servito da biblioteca pubblica e da tribuna in occasione di manifestazioni.

Il мавзолей si trova nel parco denominato Алое поле (campo scarlatto) in seguito alla repressione di una manifestazione dei lavoratori avvenuta nel corso della prima rivoluzione russa, nel 1905. Un’altra delle attrazioni di Алое поле, che potete vedere qui sotto, è la Александро-Невская церковь (Chiesa di Aleksandr-Nevskiy), costruita a inizio XX° secolo e dedicata al santo e condottiero di cui abbiamo già parlato.

Buona passeggiata!

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La Madre Patria chiama a Волгоград

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Tra le tante sculture dell’epoca sovietica, Родина-мать зовёт! (La Madre Patria chiama!)  a Волгоград (Volgograd, un tempo Сталинград – Stalingrado) è senz’altro la più famosa.

Fu costruita dallo scultore Евгений Вучетич (Evgeniy Vuchetich) e dall’architetto Николай Никитин (Nikolay Nikitin) nell’ambito del complesso monumentale Героям Сталинградской битвы (Agli eroi della battaglia di Stalingrado). La sua costruzione durò ben 8 anni, dal 1959 al 1967, e da allora veglia sulla città dalla sommità del Мамаев курган (Mamaev kurgan, la collina che domina Волгоград).

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Fa parte di un trittico, che da Магнитогорск (Magnitogorsk) negli Urali porta a Волгоград e infine a Berlino. Nella prima delle due località russe, Магнитогорск, si trova Тыл — фронту (Dalle retrovie al fronte, del 1979), dove viene forgiata la Меч Победы (Spada della Vittoria). Qui a Волгоград la Меч Победы è sollevata per chiamare il popolo alla battaglia, mentre a Berlino il Воин-освободитель (Guerriero-liberatore, sempre di Вучетич, innalzato nel 1949) finalmente la abbassa calpestando una svastica distrutta.

Sebbene si tratti di monumenti altamente retorici, che possono non incontrare i gusti dei più, è proprio nella loro imponenza che sono importanti per capire quello che è per la Russia e per la cultura russa la Победа: un vero e proprio culto, occasione di celebrazioni solenni ogni 9 maggio e tradizione imperitura, ad eterna memoria delle nuove generazioni.

La nave-museo Гото Предестинация a Воронеж

petr-iLo царь Пётр I (zar Pietro I) era un personaggio straordinario: soprannominato Великий (il Grande) non solo per la sua straordinaria (ancor di più ai tempi!) statura di 203cm, fu un grande riformatore e condottiero. Nominato царь a soli 10 anni, non sapeva stare con le mani in mano: da sempre interessato alla scienza, nel corso della sua vita trovò modo di dedicarsi a diverse imprese, tra cui quella di progettare la prima nave da guerra esclusivamente russa.

Fino alla fine del XVII° secolo, infatti, la Russia si era sempre rivolta a ingegneri stranieri per la costruzione delle sue navi da guerra. Пётр I, però, si rese conto che sarebbe stato necessario raggiungere l’indipendenza da quel punto di vista per potenziare davvero la flotta russa. Fu così che, con l’aiuto dell’ingegnere navale Федосей Скляев (Fedosey Sklyaev), stese il progetto nel 1698.

Seguendo il suo progetto (e le sue istruzioni, dato che Пётр I partecipò anche ai lavori di costruzione!), il Воронежское адмиралтейство (Ammiragliato di Voronezh) costruì la Гото Предестинация (Goto Predestinazia, ovverosia provvidenza divina in un miscuglio di tedesco e latino), che venne inaugurata personalmente da Пётр I il 27 aprile del 1700.

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Sebbene l’originale Гото Предестинация non ci sia più, nel 2009 il governo della regione di Воронеж (Voronezh) prese la decisione di costruirne una sua copia storica, seguendo il progetto di Пётр I. Costruita nel corso di ben tre anni (2011-2014, e quindi ben più a lungo dell’originale), la Гото Предестинация  funge oggi da корабль-музей (nave-museo) a Воронеж, attraccata sulla riva dell’omonimo fiume.

La porta d’Oro a Владимир

vorota8_3Владимир (Vladimir) si trova a circa 200 chilometri da Москва (Mosca). Fa parte del circuito di località turistiche di interesse storico noto come Золотое кольцо России (Anello d’Oro della Russia), e può vantare una costruzione unica nel suo genere: le Золотые ворота (porta d’Oro).

Costruite nel corso di otto anni (1158-1164) dal principe di Владимир, Андрей Боголюбский (Andrey Bogoliubskiy), sono il più antico esempio di costruzione che fungeva al contempo da struttura difensiva e da monumento: parte di un sistema di fortificazioni provvisto di altre sei porte, le Золотые ворота erano il punto di ingresso in città per le parate solenni e dispongono anche di una piccola chiesa надвратная (sopra le porte), la Ризположенская церковь (chiesa Rizpolozhenskaya).

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Il loro nome deriva dall’originaria copertura delle porte, che Андрей Боголюбский volle si facesse in rame dorato affinché risplendessero al sole. Purtroppo questa copertura andò perduta dopo l’assalto dei tataro-mongoli del febbraio 1238: i nemici, entrati in città attraverso un’apertura nelle mura, portarono via le pesanti porte in legno di quercia ricoperte di rame dorato. Una volta caricatele su di un carro cercarono di attraversare il fiume Клязьма (Klyaz’ma) ghiacciato, ma il ghiaccio si ruppe e carro, porte, cavalli e trasportatori vennero inghiottiti dalle acque.

Le porte non sono ancora state ritrovate.

A Ульяновск sulle tracce di Ленин

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Владимир Ильич Ленин (Vladimir Ilic Lenin) non ha bisogno di introduzioni: la sua effigie è conosciuta da tutti e le sue statue si possono trovare ovunque in Russia.

Chi è stato a Москва (Mosca) ha quasi sicuramente visitato il suo Мавзолей (Mausoleo) sulla Красная площадь (Piazza Rossa), ed è passato in silenzio e a passo lento (ma senza fermarsi!) di fianco alla teca dove è conservato il suo corpo. Ma il culto di Ленин non si ferma lì: Симбирск (Simbirsk), la sua città natale, dal 1924 ha addirittura preso il nome della famiglia di Ленин, Ульяновск (Ulyanovsk: il suo cognome era infatti Ульянов – Ulyanov).

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Il suo мемориал (memoriale), aperto nel 1970 nel centenario dalla nascita di Ленин, è sede di un museo, di una biblioteca e di una sala universale (per concerti, conferenze e proiezioni). Ma l’aspetto più interessante è che contiene anche alcune delle case della famiglia Ульянов (che nel corso degli anni cambiarono residenza ben sette volte a Симбирск): tanto la Дом Прибыловской (Dom Pribylovskoy) quanto la флигель (ala) dove Ленин venne al mondo sono state riassemblate nel cortile del мемориал!

Ульяновск si trova sul Волга (Volga) a 200 km a sud di Казань (Kazan’).