Эдуард Лимонов secondo Carrère

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Эдуард Лимонов (Eduard Limonov) è uno scrittore e poeta russo dalla vita estremamente avventurosa, che negli ultimi 25 anni si è principalmente dedicato all’attività politica (è uno dei fondatori della Национал-большевистская партия, il partito nazional-bolscevico, partito estremista di opposizione nel panorama politico russo).

Emmanuel Carrère è invece uno scrittore francese di successo, figlio di una famosa sovietologa, che aveva conosciuto Савенко (Savenko, vero nome di Лимонов che prende il suo soprannome dal termine лимонка, letteralmente “piccolo limone”, che sta ad indicare un particolare tipo di granata) alla fine degli anni ’80 a Parigi e che, per la stesura di questa biografia romanzata, lo ha rincontrato a Москва (Mosca) ed ha trascorso diverse settimane con lui.

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“Limonov”, sebbene non sia in lingua russa (la stesura originale è infatti in francese), è un libro estremamente interessante per varie ragioni. Prima di tutto, come già detto, la vita di Лимонов è in sé un’avventura: nato durante la Seconda Guerra Mondiale, trascorre la sua infanzia a Харьков (Kharkov, attualmente in Ucraina), si trasferisce poi a Москва a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 dove la sua attività di poeta dissidente lo porta (secondo quanto dice) ai ferri corti con il КГБ (KGB). Nel ’74 gli viene data un’alternativa: o diventare осведомитель (informatore), o emigrare a ovest. Vive poi tra New York e Parigi, fino al ritorno in patria nel ’91. E c’è molto altro: la guerra nei Balcani, la prigione…

La seconda, ma non per importanza, ragione per cui il libro è consigliato è la sua ambientazione: nel raccontare la storia di Лимонов, Carrère ci dipinge un panorama di quello che sono state l’Unione Sovietica prima e la Russia poi nel corso di quasi 70 anni, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. “Limonov” sarà quindi molto apprezzato da chi vuole saperne di più della vita in quella parte nel mondo nel XX° secolo e oltre, in quanto fornisce uno spaccato umano molto sincero, vivo e dettagliato di com’era e com’è vivere laggiù.

Buona lettura!

 

12 стульев – Остап Бендер e le 12 sedie

12 стульев (Le 12 Sedie) è un film del 1976 di Марк Захаров (Mark Zakharov), tratto dall’omonimo romanzo degli odessiti Ильф и Петров (Il’f i Petrov), pubblicato nel 1928.

Un umile impiegato dello ЗАГС (ZAGS, ufficio delle anagrafe dove nei paesi ex-sovietici si celebrano anche i matrimoni), Киса Воробьянинов (Kisa Vorobyaninov, interpretato da Анатолий ПапановAnatoliy Papanov), scopre che sua zia ha nascosto dei diamanti nell’imbottitura di una delle 12 sedie che aveva in casa e che ora sono sparse per la Russia.

Parte così all’avventura assieme al великий комбинатор (grande combinatore) Остап Бендер (Ostap Bender), interpretato magistralmente da Андрей Миронов (Andrey Mironov, che già avevamo visto in Бриллиантовая рука).

È proprio l’interpretazione di Миронов ad essere la chicca di questo film, parecchio lungo (come molti film sovietici, prodotti per la televisione in episodi) ma molto godibile nel suo genere di commedia avventurosa e scanzonata, degna rappresentazione dell’umorismo russo e odessita in particolare.

Consigliamo di vederlo poco a poco, ripetendo la visione di ciascuna parte in modo da affinare le proprie capacità di comprensione della lingua russa. Essendo una grande commedia ricca di dettagli, non vi annoierete certo!

Buona visione!

Тимофеев-Ресовский, la biografia di uno scienziato

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Николай Тимофеев-Ресовский (Nikolay Timofeev-Resovskiy) è uno dei maggiori scienziati e divulgatori del XX° secolo: biologo di caratura internazionale, è uno dei padri della genetica russa, famoso non tanto per le sue scoperte quanto per aver creato le condizioni per il progresso della scienza in un periodo estremamente complesso (nacque nel 1900 e morì nel 1980).

A lui è dedicato Зубр (Bisonte), romanzo biografico di Даниил Гранин (Daniil Granin) del 1987. Sebbene possa sembrare poco interessante o addirittura noioso leggere la biografia di uno scienziato, va ricordato che Тимофеев-Ресовский  è un personaggio straordinario: uomo dal carattere impetuoso, ha vissuto una vita estremamente avventurosa e Зубр la riflette in tutto e per tutto.

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Тимофеев-Ресовский fu красноармеец (soldato dell’armata rossa) ai tempi della guerra civile, quando si ammalò di tifo e rischio di morire in un ospedale da campo. Fu poi studente e collaboratore di Николай Кольцов (Nikolay Kol’zov), che nel 1925 lo inviò a Berlino a lavorare per l’Общество кайзера Вильгельма (Società Kaiser Wilhelm). Sfuggì così agli anni peggiori della Лысенковщина (Lysenkovshina), la campagna di repressione ai danni della genetica portata avanti dal ВАСХНИЛ (Всесоюзная академия сельскохозяйственных наук имени Ленина – Accademia sovietica delle scienze agricole intitolata a Lenin) sotto la direzione dello pseudo-scienziato Трофим Лысенко (Trofim Lysenko). Rimase in Germania anche sotto il nazismo e fino alla fine della guerra, adoperandosi per salvare dai campi di concentramento scienziati russi, ebrei e di altre nazionalità. Così, al suo ritorno, venne arrestato ed internato come невозвращенец (letteralmente “persona che non è tornata”). Nel romanzo si legge questo e molto altro.

Il libro si legge piuttosto facilmente, dato che Гранин scrive in un russo chiaro e leggero. Nel raccontare la storia di Тимофеев-Ресовский, poi, si racconta la storia della Russia durante l’Unione Sovietica e dei russi lontano dall’Unione Sovietica, nel corso della guerra e dopo la guerra. È senz’altro consigliato sia per chi vuole consolidare il suo russo, sia per chi vuole immergersi nella storia del XX° secolo, peraltro con un interessante panoramica (per profani!) sulla storia della genetica.

 

Il Cerchio Primo di Солженицын

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Александр Солженицын (Aleksandr Solzhenitsyn) non ha bisogno di introduzioni: il диссидент dissidente più famoso della letteratura russa, autore di alcune delle composizioni in lingua russa più famose del mondo (su tutte Один день Ивана Денисовича – Una giornata di Ivan Denisovich – e Архипелаг ГУЛАГ – Arcipelago Gulag).

В круге первом (Il Cerchio Primo – riferimento all’Inferno di Dante) è un роман (romanzo) straordinario, in cui Солженицын racconta la sua prigionia nella шарашка (sharashka) di Марфино (Marfino) a Москва (Mosca). La шарашка è una prigione speciale in cui ingegneri e scienziati lavorano a progetti segreti, e dove le condizioni di vita sono molto migliori che nei famigerati ГУЛАГ. Солженицын, che a Марфино aveva effettivamente passato due anni (’48-’49), dà vita a un romanzo corale in cui i personaggi sono la trasposizione letteraria di persone veramente esistite: il protagonista Глеб Нержин (Gleb Nerzhin) è ad esempio lo stesso autore, il suo amico Лев Рубин (Lev Rubin) è Лев Копелев (Lev Kopelev) e molti altri personaggi pubblici appaiono con il loro stesso nome.

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Sebbene sia stato scritto alla fine degli anni ’50, il роман venne pubblicato ufficialmente in СССР solo nel 1990: la critica ferocie al regime comunista è uno dei temi principali, specie nel confronto tra il protagonista e Лев Рубин, prigioniero eppure sempre convinto dei suoi ideali. Capolavoro vero, quest’opera è tanto romanzo storico quanto filosofico, e nelle sue fittissime 900 pagine la narrazione e le riflessioni si avvicendano magistralmente.

Sicuramente non una lettura per principianti, è però consigliatissimo non solo in lingua originale ma anche nella sua traduzione per chi volesse avere un resoconto spietato, per quanto parziale, di un’epoca non lontana ed importantissima per capire la Russia. Chi poi fosse in grado di leggere in russo potrà godere appieno della scrittura di Солженицын, impeccabile nella sua complessità.

Buona lettura!

Отцы и дети – Padri e figli

Vi abbiamo già proposto una poesia ed un romanzo di Иван Тургенев (Ivan Turgenev), uno dei capisaldi della letteratura russa del XIX° secolo. Oggi vi proponiamo un altro роман (romanzo), un vero e proprio capolavoro in cui Тургенев narra lo scontro tra due visioni del mondo, quella moderna e quella classica, e si dedica a fondo all’esame della psicologia dei personaggi: Отцы и дети (Padri e figli).

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Meravigliosa lettura, vi si racconta il rientro a casa dei Кирсанов (Kirsanov) del figlio maggiore Аркадий (Arkadiy), ricercatore della Санкт-Петербургский университет (Università di San Pietroburgo). Аркадий è accompagnato dal suo amico Евгений Базаров (Evgeniy Bazarov), studente di medicina e нигилист (nichilista), e ad attenderli ci sono i fratelli Кирсанов: il padre di Аркадий, il possidente Николай (Nikolay), e lo zio Павел (Pavel), отставной офицер (ufficiale in congedo). La relazione tra Базаров e Павел è difficile, le discussioni continue: sono due mondi diversi che entrano in collisione, e anche se nel corso del роман Базаров e Аркадий vivono anche altre avventure, l’intreccio gira attorno allo scontro tra il giovane Базаров e l’ufficiale in congedo Павел Кирсанов, esponenti delle due visioni del mondo in conflitto nella Russia di allora.

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Come già indicato in precedenza, leggere Тургенев è un modo eccellente per migliorare il proprio russo sia dal punto di vista del lessico che dal punto di vista della comprensione: scrittura pulita, espressioni impeccabili e narrazione estremamente interessante. Отцы и дети è però molto più che un esercizio di lettura: lo consigliamo anche a coloro che volessero dare uno sguardo alla Russia della seconda metà del XIX° secolo, era di cambiamenti profondi: pare che Базаров sia ispirato a Николай Добролюбов (Nikolay Dobrolyubov), critico e rivoluzionario materialista che, in un articolo sul Современник (Contemporaneo) dedicato a Накануне del 1860, aveva invocato l’insorgere di un nuovo eroe letterario: un Инсаров russo. Тургенев, convinto liberale, rimase scioccato dai propositi rivoluzionari di Добролюбов e lasciò il Современник: in Отцы и дети la dialettica tra Базаров e Павел è sicuramente influenzata da questi trascorsi.

Buona lettura!

 

Накануне, la vigilia di Тургенев

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Come promesso, oggi vi proponiamo una splendida lettura: il romanzo Накануне (Alla vigilia), una delle prime opere di Иван Тургенев (Ivan Turgenev).

Scritto nel 1860, vede una delle prime apparizioni del prototipo di тургеневская девушка (ragazza turgeneviana), il genere di eroina dalla personalità forte e dalla volontà incrollabile che compare spesso nei romanzi di Тургенев: Елена (Elena), ventenne, vive per aiutare gli altri, siano esse persone povere e malate o animali bisognosi di cure.

L’intreccio del romanzo si svolge principalmente nella villa dei genitori di Елена, dove si incontrano i vari protagonisti: lo studente Берсенев (Bersenev), lo scultore Шубин (Shubin), i familiari di Елена e soprattutto Инсаров, un nazionalista bulgaro in esilio che vive per liberare la sua patria dalla dominazione ottomana.

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Тургенев, in questo quadro idilliaco, sviluppa tanto le personalità quanto le relazioni dei personaggi in modo esemplare, rendendo questo romanzo un’ottima lettura per chi volesse migliorare il proprio vocabolario in tema di relazioni personali.

Buona lettura!

 

Петров mette in scena Достоевский

Vi abbiamo già proposto uno dei capolavori di Александр Петров (Aleksandr Petrov), animatore russo che utilizza la tecnica живопись по стеклу (pittura su vetro) dando vita a cartoni animati incredibili.

In Сон смешного человека (Il sogno di un uomo ridicolo) Петров adatta allo schermo il breve racconto fantastico di Фёдор Достоевский (Fyodor Dostoevskiy) che porta lo stesso titolo. Достоевский scrisse Сон смешного человека, una delle sue ultime opere, nel 1877 (più tardi scrisse solo Братья Карамазовы – I fratelli Karamazov): è un racconto claustrofobico, disperato, delirante, che Петров mette in scena alla perfezione in questo vortice di scene dai colori caldi. Pubblicato nel 1992, Сон смешного человека nel corso degli anni immediatamente successivi è stato premiato anche in Canada, Francia, Portogallo e Germania.

Anche in questo caso consigliamo la visione non solo a chi sta imparando il russo ma a tutti (sono anche disponibili i sottotitoli in inglese, che possono essere attivati schiacciando l’apposito pulsante in basso a destra).

Buona visione!

Одесса secondo Бабель

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Одесса (Odessa) può vantare un posto di spicco nella tradizione letteraria russa: vi soggiornarono e scrissero eccelsi scrittori (Пушкин (Pushkin)Бунин (Bunin)Куприн (Kuprin)…), le sono dedicati innumerevoli racconti e romanzi e, soprattutto, ha dato i natali ad alcuni grandi nomi della letteratura russa.

Abbiamo già parlato di Катаев (Kataev), ed oggi ci dedicheremo allo scrittore одессит (odessita) per eccellenza: Исаак Бабель (Isaak Babel’). Бабель scrive di Одесса come nessuno: il centro della sua Одесса è il suo quartiere, la Молдаванка (Moldavanka), dove si dipanano le movimentate storie dei protagonisti, siano essi ragazzini coetanei di Бабель o malavitosi della mafia ebraica locale (tra cui il famoso Беня Крик – Benya Krik).

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Tutti questi racconti sono raccolti nel magistrale Одесские рассказы (I racconti di Odessa), pubblicato nel 1931 ma principalmente ambientato in epoca pre-rivoluzionaria. Con il loro umorismo noir, sono indicati per studenti che già riescono a leggere con abbastanza dimestichezza, dato che utilizzano un linguaggio piuttosto particolare e colorito che potrebbe altrimenti risultare di difficile comprensione. Ad ogni modo, per chi ha iniziato a studiare da poco ma volesse leggerli comunque, trattandosi di un libro che nel corso degli anni si è diffuso in tutto il mondo se ne può tranquillamente trovare l’edizione italiana.

Buona lettura!

Тургенев sulla lingua russa

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Иван Тургенев (Ivan Turgenev) è uno dei capisaldi della letteratura russa della seconda metà del XIX° secolo. Non solo fu poeta, romanziere e critico letterario, ma fu un vero e proprio propagandista della cultura e della lingua russa.

Basti pensare alla seguente composizione del 1882, intitolata proprio Русский язык (La lingua russa):

Во дни сомнений, во дни тягостных раздумий о судьбах моей родины, — ты один мне поддержка и опора, о великий, могучий, правдивый и свободный русский язык! Не будь тебя — как не впасть в отчаяние при виде всего, что совершается дома? Но нельзя верить, чтобы такой язык не был дан великому народу!

(Nei giorni di dubbio, di angosciose riflessioni sul destino della mia patria, – solo tu sei per me appoggio e sostegno, o grande, potente, veritiera e libera lingua russa! Se non ci fossi tu – come non cadere nella disperazione al vedere tutto quello che accade a casa? Ma non si può credere che una tale lingua non sia stata data a un grande popolo!)

Già nobile, Тургенев ebbe un successo che andava ben al di là dei confini della Russia. Tanto da suscitare un’irresistibile invidia in Достоевский (Dostoevskiy), con il quale ebbe alcuni attriti.

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Nei suoi molti romanzi spicca la frequente presenza di protagoniste forti, onorevoli e sicure di sé, eroine così tipiche che la critica letteraria russa le ha battezzate тургеневские девушки (ragazze turgeneviane).

Perché leggerlo? Per innumerevoli motivi, ma concentriamoci su di quello didattico: la sua scrittura è pura, pulita e chiara, ideale per chi ha già un buon livello e vuole svilupparlo. Tra i suoi ammiratori troviamo anche Ленин (Lenin), che lo citava spesso e lodava il suo russo, “великий и могучий” (“grande e potente”). Non mancheremo di consigliarvi alcuni suoi romanzi nelle prossime settimane.

 

Домовёнок Кузя – lo spiritello casalingo

Oggi vi proponiamo il primo episodio di una serie di cartoni degli anni ’80, estremamente popolare e capace di portare ai giorni nostri il домовой (domovoy), figura della mitologia russa che sorveglia la casa e protegge la famiglia.

Домовёнок Кузя (Domovyonok Kuzya) è una creazione della scrittrice Татьяна Александрова (Tatyana Aleksandrovna), probabilmente ispirata dalle fiabe raccontatele durante l’infanzia dalla sua няня (tata), una vecchia contadina della regione del Волга (Volga). Tutte le sue avventure sono state messe in scena dalla compagnia cinematografica Экран (Ecran) con regia di Аида Зябликова (Aida Ziablikova), utilizzando la tecnica della кукольная мультипликация (animazione a passo uno).

Кузя è un giovane домовой, ha solo 700 anni. In Дом для Кузьки (Una casa per Kuzya) la sua vecchia casa viene abbattuta, e lui si trasferisce in uno dei palazzi che le sono stati costruiti attorno.

Di corta durata, è estremamente divertente e aiuta ad imparare tutta una serie di espressioni che nel corso degli anni sono diventate крылатые выражения (espressioni popolari). Godetevi Кузя e il suo сундучок (piccolo scrigno) pieno di fiabe!