Раковый корпус, romanzo del 1967

1202720d181d0b5d0bdd182d18fd0b1d180d18f20196520d0b3-276x200

Vi abbiamo già parlato delle opere di Александр Солженицын (Aleksandr Solzhenitsyn), il dissidente sovietico per eccellenza. Si tratta di un autore estremamente famoso, lo studio delle cui opere è anche entrato a far parte del programma scolastico minimo della Federazione Russa.

Раковый корпус (Padiglione cancro) è una delle sue opere più conosciute: un роман (romanzo) semi-autobiografico in cui racconta la lotta per la sopravvivenza in un раковый корпус di Ташкент (Tashkent), dove lo stesso autore venne curato nel 1954. Солженицын scrisse questo роман nel corso di tre anni, tra il ’63 ed il ’66, ma in patria la pubblicazione ufficiale gli venne rifiutata, dato che conteneva non solo una feroce critica del regime comunista ma anche del sistema sanitario sovietico. Venne diffuso dall’autore nella forma di самиздат (letteralmente “stampa autonoma”), e così trovò fortuna all’estero dove venne pubblicato già nel ’67. Solo nel ’90, in piena перестройка (perestroijka), Раковый корпус venne finalmente pubblicato in Unione Sovietica.

1012173422

Солженицын racconta in terza persona la vita e la morte tanto di pazienti, allineati o meno (c’è anche un suo alter-ego, Олег Костоглотов – Oleg Kostoglotov), quanto del personale medico dell’ospedale. Il meglio lo ottiene quando i suoi personaggi, rinchiusi dal destino in questo раковый корпус, si confrontano: il talento di Солженицын per la scrittura di dialoghi e per il racconto di relazioni umane è indiscusso.

È sicuramente un роман di difficile lettura, tanto per i temi affrontati quanto per la densità di termini e concetti medici, che appesantiscono l’altrimenti molto leggibile prosa in lingua russa di Солженицын. Ne consigliamo perciò la lettura in lingua originale solo a chi ha una molto buona conoscenza del russo, dato che altrimenti l’esercizio si potrebbe rivelare frustrante. Per chi fosse interessato ai contenuti (e ce n’è sicuramente motivo, sia dal punto di vista letterario che da quello culturale), sono disponibili traduzioni praticamente in ogni lingua.

Buona lettura!

 

 

Ташкент e la lingua russa

Ташкент (Tashkent) è la capitale dell’Узбекистан (Uzbekistan), un tempo parte dell’Impero Russo prima e dell’Unione Sovietica poi, ma oggi nazione indipendente.

Ташкент ha oltre 2 milioni di abitanti, di cui circa il 20% sono di etnia russa. A prima vista può sembrare una città sovietica, con i familiari edifici e parchi sovietici, anche se rimangono alcuni edifici di epoca precedente salvatisi dal terremoto del 1966, tra cui ad esempio la Медресе Кукельдаш (Madrasa Kukeldash, qui sotto in foto), costruita nel XVI° secolo come scuola coranica e poi utilizzata come caravanserraglio e come museo in epoca sovietica, oltre a varie chiese ortodosse per la popolazione russa (sempre in foto potete vedere  più sotto l’ottocentesca Успенский собор – Cattedrale dell’Assunzione).

1280px-madrasah_kukaldash_28tashkent29_12-02

A Ташкент la diffusione e l’uso della lingua russa, però, si spingono ben oltre il 20% di popolazione russa: come in altri paesi che erano parte dell’Impero Russo prima e dell’Unione Sovietica poi, in Узбекистан la lingua russa è lingua franca, che viene utilizzata per comunicare al di fuori del proprio gruppo etnico specialmente nelle città. Questo è ancora più vero a Ташкент, dove il russo prevale e viene utilizzato praticamente ovunque al di fuori delle sedi ufficiali. Le insegne e i cartelli sono in russo, i menù nei ristoranti sono in russo e se avete bisogno di indicazioni, potete chiederle in russo.

1920px-d0a3d181d0bfd0b5d0bdd181d0bad0b8d0b9_d0bad0b0d184d0b5d0b4d180d0b0d0bbd18cd0bdd18bd0b9_d181d0bed0b1d0bed180_d0b2_d0a2d0b0d188d0bad0

Speriamo con questo di avervi dato un’altra ragione per studiare ed apprendere il russo: non si parla solo in Russia, e può essere estremamente utile essere in grado di comprenderlo in molti altri paesi che furono un tempo in orbita russa.

E allora buon viaggio, ma prima… Buon apprendimento!