Lo щи, zuppa tradizionale russa

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La zuppa è l’immancabile primo piatto, specie invernale, della cucina russa.

Tutti conoscono il борщ (borsch), la zuppa di barbabietole ucraina (che e a volte viene, sbagliando, considerata russa). Ad essere tradizionalmente russo, invece, è lo щи (shchi), a base di cavolo, così caro ai russi da essersi guadagnato il posto addirittura nei proverbi: “Щи да каша — пища наша” (“lo shchi e la kasha sono il nostro cibo”).

Ve ne proponiamo una ricetta: http://it.paperblog.com/sci-zuppa-russa-1682957/

Due consigli: sostituite la carne di bovino con delle costine di maiale, e fatele cuocere lasciandone le ossa nella pentola, ma soprattutto… aggiungete un generoso cucchiaio di сметана (smetana, panna acida) ad ogni porzione quando la servite!

 

 

Владимир Каминер, lo scrittore russo che scrive in tedesco

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È noto che Nabokov, dopo aver scritto in lingua russa le sue prime opere, a partire dal 1940 scrisse praticamente solo in inglese. “Lolita”, ad esempio, è un’opera in lingua inglese (poi tradotta dallo stesso Nabokov in russo).

Il caso di Владимир Каминер (Wladimir Kaminer) è ancora diverso: la sua produzione letteraria è tutta in lingua tedesca. Nato nel 1967 e vissuto in Russia fino al 1990, si trasferì poi a Berlino dove ha vissuto da allora, inizialmente come rifugiato.

Anche se sono scritte in tedesco, le sue opere parlano di temi “russi” in senso lato: “Militarmusik” (di cui potete vedere la copertina dell’edizione italiana qui sotto) racconta la sua infanzia in Unione Sovietica, mentre il più famoso “Russendisko” propone un quadro scanzonato della vita della diaspora russa a Berlino nei primi anni ’90.

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Se dobbiamo sceglierne uno tra i due, consigliamo senz’altro “Militarmusik”: un libro brillante, molto piacevole e divertente che offre uno scorcio molto interessante sulla vita all’epoca di Брежнев (Brezhnev).

Un’agenzia matrimoniale vera

Tra i nostri studenti ci sono spesso persone che hanno o vorrebbero avere una relazione con una donna proveniente dalla Russia, dall’Ucraina o da un altro dei paesi dell’ex Unione Sovietica.

C’è chi può e parte all’avventura, ma c’è anche chi, per indole o per mancanza di tempo, preferisce cercare di fare conoscenza via social network (facebook ma anche l’equivalente russo vkontakte) o rivolgersi a siti d’incontri o agenzie matrimoniali che propongono i profili di bellissime ragazze, magari garantendo anche di poterne fare la conoscenza.

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Purtroppo entrambe le soluzioni espongono al rischio di entrare in contatto con impostori che altro non vogliono se non chiedere soldi, siano essi scammers che si nascondono dietro ai profili sui social network o agenzie che cercano solo di ricevere i parecchi soldi richiesti per l’iscrizione per poi non combinare nulla.

Per chi volesse evitare queste disavventure e questi rischi, pubblichiamo l’indirizzo web di una vera agenzia matrimoniale, con sede vicino a Milano a Locate Triulzi ma che opera in tutta Italia. È gestita dalla titolare Roksolana e da altre ragazze fidate che mettono in contatto con persone vere e da loro conosciute:

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Усатый козел! – Capra baffuta!

L’анекдот in lingua russa altro non è che la nostra barzelletta.

Ci sono barzellette su di qualsiasi tema e, come da noi, al fine di sdrammatizzare si ride anche di tematiche serie se non tragiche. Vi proponiamo ad esempio questo sketch ambientato nel momento peggiore (1942) della Seconda Guerra Mondiale:

Lo sketch inscena questa barzelletta:

Генерал выходит от Сталина и бурчит «Усатый козел! ». Адъютант мигом это Сталину донес, тот вернул генерала: « Кого это Вы имели в виду, товарищ генерал? » « Гитлера, конечно ». Сталин – адъютанту: « А ты на кого подумал? »

Un generale esce dall’ufficio di Stalin e borbotta “Capra baffuta!”. L’assistente riferisce subito a Stalin, che fa tornare il generale: “A chi si riferiva, compagno generale?” “A Hitler, ovviamente”. E Stalin chiede all’assistente: “E tu a chi hai pensato”

Il secondo episodio di Винни Пух

Nel secondo episodio dell’edizione sovietica (1971), Винни Пух (Winnie Pooh) e Пятачок (Pimpi) vanno a visitare Кролик (Tappo).

Il regista è Фёдор Хитрук (Fyodor Khitruk), un grandissimo del cartone animato sovietico attivo fin dal 1938. Per realizzare il cartone animato ha utilizzato degli sfondi disegnati con stile infantile, sui quali l’azione si svolge in due dimensioni (come è solito nelle sue opere). A dare la voce a Винни Пух e Пятачок sono rispettivamente Евгений Леонов (Evgeniy Leonov) e Ия Саввина (Iya Savvina), entrambi attori tanto di cinema quanto di teatro.

In questo video, come nel primo, anche se non sapete la lingua russa potete approfittare dei sottotitoli in inglese.

Ma quali patatine? Таранка!

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Passeggiando per un qualsiasi mercato russo o ucraino, una delle cose più curiose che noterete sicuramente sono dei banconi interamente ricoperti di pesci essiccati. Cosa sono? Si mangiano? Come?

Si tratta di таранка (taranka), termine con cui si indica genericamente qualsiasi tipo di pesce salato ed essiccato. La più diffusa è quella ottenuta dalla вобла (vobla), un pesce originario del mar Caspio ma che si trova anche nei grandi fiumi come il Волга (Volga) e l’Урал (Ural), ed un’altra varietà piuttosto conosciuta si ottiene dai più piccoli бычки (bychki). Dato che il pesce, dopo essere rimasto immerso in рассол (salamoia) per qualche giorno, deve essere essiccato all’aria aperta per una o due settimane, è generalmente prodotto nelle zone meridionali (e quindi più calde) di Russia e Ucraina.

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Come si mangia? Si mangia inevitabilmente come snack per accompagnare la birra (anche perché salata com’è fa venire una certa sete): si rimuove la pelle e si mangiano tanto la carne quanto il caviale rappreso.

Curiosi? Certo, può fare senso, ma quando è buona è veramente eccezionale.

Шериф Тирасполь, il calcio in Transnistria

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Si parla poco di Приднестровье (Transnistria): è una repubblica che ha dichiarato la sua indipendenza dalla Moldavia all’inizio degli anni ’90, e che ad oggi è riconosciuta solo da tra altre repubbliche nella medesima situazione.

Lo Шериф Тирасполь (Sheriff Tiraspol) gioca però nel campionato moldavo, di cui è indiscusso dominatore fin dal 2000. Vi segnaliamo un interessantissimo articolo su di questa squadra e sulla sua storia:

http://nogometni.it/2014/08/04/la-squadra-piu-misteriosa-deuropa/

Памятник апельсину – il monumento all’arancia

Одесса (Odessa) non solo è la più grande città ucraina che si affaccia sul Черное море (Mar Nero), ma è anche l’unica città del mondo a poter vantare un monumento… all’arancia.

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Одесса venne fondata dall’imperatrice Екатерина II (Caterina Seconda) nel 1794, e crebbe molto velocemente fino a che l’imperatrice rimase in vita. Dopo la sua morte, però, salì al trono Павел I (Paolo Primo), il quale non mostrava alcun interesse per la nuova città. Proprio per questo interruppe il finanziamento di tutti i lavori. Visto che le disgrazie non vengono mai sole, negli anni successivi ci furono anche una grave siccità ed un terremoto che minacciarono la stessa esistenza di Одесса.

I membri della magistratura cittadina capirono che l’unica salvezza per la città poteva essere il suo porto, ancora in costruzione. Proprio per questo nel 1800 decisero di chiedere un enorme prestito (250.000 rubli di allora) a Павел. Sapendo che quest’ultimo non vedeva di buon occhio la città e difficilmente avrebbe concesso il prestito, si decise di accompagnare la richiesta con un regalo molto particolare: 3000 arance. Le arance volevano anche convincere l’imperatore dell’utilità del porto di Одесса: un frutto proveniente dai paesi caldi, che sarebbe stato più facile portare fino alla capitale dell’impero San Pietroburgo costruendo un grande porto in un mare caldo.

Il regalo sortì l’effetto sperato, il prestito venne concesso e Одесса fu salva, si sviluppò e fiorì nel corso del secolo successivo.

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Il monumento è molto recente (risale al 2004), si trova ora in бульвар Жванецкого (boulevard Zhvanezkogo) in centro città (non lontano dalla famosa Потёмкинская лестница, la scalinata Potemkin) e ritrae l’imperatore Павел che rimira un’arancia all’interno di un’arancia trainata da cavalli.

 

Петербургские повести di Gogol

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Gogol è uno dei mostri sacri della letteratura russa del XIX° secolo, e non ha bisogno di presentazioni.

Anche i suoi “Racconti di Pietroburgo” sono noti ai più. Sono racconti di varia fatta (grotteschi,  fantastici e anche drammatici) accomunati dal luogo in cui si svolgono le vicende: San Pietroburgo.

Oltre al loro valore letterario e al fatto che si tratta di racconti relativamente brevi, sono particolarmente adatti per chi si avvicina alla lettura in lingua russa anche per un’altra circostanza: sono disponibili in un’edizione con il testo a fronte! Un libro in russo con il testo italiano a fronte è un toccasana per vincere la pigrizia che provoca la necessità di cercare le parole sconosciute o non ancora fissate nella propria memoria. Si potrebbe addirittura parlare di un vero e proprio salvagente per chi si avvicina alla lettura in russo!

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L’edizione in questione è quella della BUR di cui potete vedere la copertina qui sopra.

Софийский собор a Kiev

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La Cattedrale di Santa Sofia è uno degli edifici più straordinari di tutta Kiev, ed infatti è stato il primo sito ucraino ad essere inserito dall’UNESCO nel patrimonio dell’umanità.

Fondata e costruita nell’XI° secolo, è composta da una struttura molto complessa e, si direbbe, quasi confusa: 13 cupole, 5 navate e 5 absidi. Se il suo aspetto esteriore è curioso, l’interno è assolutamente mozzafiato: le sue pareti sono interamente ricoperte di affreschi e mosaici eseguiti da maestri bizantini nell’XI° secolo.

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È particolarmente consigliato visitarla di sera, quando l’atmosfera alla luce delle candele è ancora più coinvolgente.

La Cattedrale di Santa Sofia si trova in Volodimyrska uliza, a pochi minuti a piedi dalla piazza principale di Kiev (Maidan Nezalezhnosti) prendendo Sofiyvska uliza. Uscendo dalla Cattedrale, direttamente davanti a voi oltre la statua di Bogdan Khmelnitsky (eroe cosacco del XVII° secolo), vedrete un’altra costruzione estremamente interessante: Михайловский Златоверхий монастырь (il Monastero di San Michele dalle Cupole Dorate), di origine altrettanto antica ma in realtà ricostruito solo pochi anni fa (era infatti stato demolito negli anni ’30).