Конь бледный, il cavallo pallido di Савинков

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Борис Савинков (Boris Savinkov) è uno dei personaggi più controversi della storia russa di inizio XX° secolo. Prima революционер (rivoluzionario) contro lo царь (zar), poi oppositore dell’Unione Sovietica, sempre террорист (terrorista). Oltre a ciò, писатель (scrittore).

L’opera di cui parliamo, Конь бледный (Cavallo pallido), è il suo primo повесть (racconto lungo) pubblicato nel 1909. Basato su di fatti realmente accaduti, narra la preparazione di un attentato dal punto di vista del suo organizzatore Жорж (George, lo stesso Савинков): gli incontri con i complici (tra di loro Эрна – Erna – che lo ama senza essere corrisposta), il timore di essere scoperti, l’attesa. La scrittura di Савинков è asciutta e per questo poetica, e molto spazio è lasciato alle riflessioni del protagonista, intrise di nichilismo.

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La versione in foto contiene anche Конь вороной (Cavallo nero), pubblicato 14 anni più tardi: ambientato ai tempi della guerra civile, vede Савинков ormai dall’altra parte della barricata.

È un libro non troppo difficile da leggere, anche se non è adatto a chi ancora sta imparando il russo.

 

Чёрный паук, il ragno nero

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Лев Яшин (Lev Yashin) è sicuramente il calciatore russo più famoso di sempre, e forse il portiere più leggendario della storia del calcio.

Noto come чёрный паук (ragno nero) per le sue braccia che arrivavano ovunque, ma anche come чёрная пантера (pantera nera) per la sua agilità, i suoi balzi e la tenuta da gioco (perennemente di quel colore), ha ricevuto non solo i più importanti premi sportivi ma anche premi nazionali quali l’Орден Трудового Красного Знамени (Ordine della bandiera rossa dei lavoratori), l’Орден Ленина (Ordine di Lenin) e il titolo di Герой Социалистического Труда (Eroe del lavoro socialista).

Vi proponiamo un articolo che vi aiuterà a conoscere non solo la sua leggenda, ma anche l’attitudine sovietica al calcio:

Perché in URSS il portiere è un eroe: l’origine del mito di Lev Yashin

Бриллиантовая рука – Il braccio di diamante

Oggi vi proponiamo una commedia estremamente popolare del 1968, opera di Леонид Гайдай (Leonid Gaidai).

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Il film si chiamava inizialmente Контрабандисты (contrabbandieri), dato che di contrabbando si parla: un’organizzazione criminale cerca sfruttare una зарубежный круиз (crociera internazionale) per importare illegalmente in СССР dei diamanti, facendoli passare inosservati nel гипс (gesso) di uno di loro.

Ma qualcosa va storto nei loro piani: a pronunciare la parola d’ordine “Чёрт побери!” (“Maledizione!”) davanti a loro è un semplice cittadino caduto inciampando su di una buccia di арбуз (cocomero). E sarà così questo comune cittadino, interpretato da Юрий Никулин (Yuri Nikulin) a portare il carico di diamanti.

Inizia così la sua avventura, con Андрей Миронов (Andrey Mironov, poi straordinario nel ruolo di Остап Бендер – Ostap Bender – nella versione del 1977 di 12 стульев) a dargli la caccia per cercare di recuperare i diamanti.

Per vedere il film, apritelo in un’altra finestra e attivate i sottotitoli con il pulsante in basso a destra.

Buona visione!

Живой – un reduce (2006)

Vi abbiamo già proposto diversi film della cinematografia sovietica, ma oggi vogliamo darvi un esempio di cinematografia russa contemporanea.

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“Живой” (“Vivo”) è un film del 2006 di Александр Велединский (Aleksandr Veledinskiy), che racconta la storia di Кир (Kir, interpretato da Андрей Чадов – Andrey Chadov), un soldato russo reduce dalla guerra in Cecenia.

Кир in Cecenia ha lasciato una gamba e due commilitoni, morti per portarlo in salvo. Era partito per la Cecenia come soldato sotto contratto, per guadagnare i soldi per sposarsi, ed ora non capisce perché è rimasto in vita. Si trova ormai solo quando gli appaiono i призраки (fantasmi) dei suoi commilitoni.

È un film, come si sarà capito, drammatico, ma non solo: è allo stesso tempo commovente e leggero, e molto interessante nello scorcio di vita vissuta che ci offre (specie per quanto riguarda il trattamento dei militari e certe dinamiche di corruzione).

Potete attivare i sottotitoli in inglese cliccando su “Subtitles/closed captions” in basso a destra.

Buona visione!

Кысь di Татьяна Толстая

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Татьяна Толстая (Tatyana Tolstaya) è un personaggio poliedrico, che oltre ad essere una scrittrice formidabile è anche giornalista, insegnante e conduttrice televisiva.

Nata nel 1951 a Ленинград (Leningrado), iniziò a scrivere quando, dopo un’operazione agli occhi, rimase bendata un mese intero. Non potendo leggere, diede sfogo alla sua fantasia, ed ebbe le idee per i suoi primi racconti (poi raccolti in “На золотом крыльце сидели…” – tradotto anche in italiano come “Sotto il portico dorato”).

“Кысь” (“Kys'”è invece il suo primo romanzo, pubblicato nel 2001, che Татьяна Толстая ha scritto in un periodo di ben 14 anni. Il romanzo è ambientato in uno scenario post-apocalittico, in cui le persone sono vittime di mutazioni e la conoscenza umana è regredita di centinaia di anni, tanto che Татьяна Толстая utilizza un linguaggio corrotto tra il dialettale e l’ignorante. Nel buio si aggira il Кысь, un mostro mai visto da nessuno che urla in modo terribile e si nutre della ragione di chi rimane solo. In questo scenario disperato, però, Татьяна Толстая ambienta un romanzo non tanto drammatico quanto satirico.

Кысь è un libro di difficile lettura, ma incredibilmente profondo. Purtroppo non è stato tradotto in italiano, ma se ne può trovare la versione inglese, “The Slynx”.

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A chi volesse leggere qualcosa di Татьяна Толстая in italiano, tuttavia, non possiamo che consigliare il bellissimo “Sotto il portico dorato”, straordinaria raccolta di racconti disponibile anche in Italia.

Le distanze nella Первенство Футбольной национальной лиги

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Basta guardare una qualsiasi cartina per vederlo: la Russia è sterminata, e dire “над Россией солнце никогда не заходит” (“il  sole non tramonta mai sulla Russia”) non sarà assolutamente corretto, ma nemmeno è poi lontano dalla verità. Per di più oltre alle distanze ci si mettono anche le condizioni delle strade e delle ferrovie, che passano in territori con un clima estremo.

Oggi queste distanze si possono percorrere via aria, ma dato che i ritmi sono cambiati i problemi rimangono. Tra chi viaggia di più ci sono le squadre della Первенство Футбольной национальной лиги (Campionato della lega nazionale calcio), l’equivalente della Serie B nostrana. Se qualche volta avete pensato con compassione alle vicende dei giocatori delle squadre sarde per i viaggi che si devono sobbarcare ad ogni trasferta, ripensateci dopo aver letto questo bellissimo articolo di Nogometni:

http://nogometni.it/2015/09/05/le-distanze-della-seconda-divisione-russa/

Салат оливье – l’insalata russa

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L’insalata russa è in realtà un po’ diversa da quella che prepariamo qui in Italia.

Nei paesi dell’Ex Unione Sovietica viene chiamata салат Оливье (insalata Olivier, pronunciato “Alivié”), ed è il più tipico dei piatti che si possono trovare su di una tavola imbandita per Новый год (capodanno, nella tradizione dei paesi sovietici più importante e festeggiato dello stesso Рождество – Natale, che per gli ortodossi secondo il calendario giuliano cade il 7 gennaio).

Si narra venne creata nel XIX° da un famoso cuoco francese, ma la ricetta popolare tramandata fino ad oggi poco ha a che vedere con il piatto originale. Potete vederne una ricetta qui sotto:

http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=184540

Consigliamo solo (un’altra volta!) di utilizzare non solo la maionese ma anche la сметана, in parti uguali.

Una curiosità: nel 2009 il giornale Труд (Lavoro) iniziò a pubblicare un индекс оливье, indice dei prezzi che misura il livello dell’inflazione degli alimentari. Pare questo indice sia molto più affidabile degli indici statistici ufficiali. E non è difficile a credersi, dato che questo indice big-mac russo si fonda su di prodotti di consumo comune quali patate, carote, carne, uova, cetrioli sotto sale, piselli in scatola, maionese e сметана.

Храм Покрова Пресвятой Богородицы

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Di solito si consiglia di visitare templi antichi, edifici che hanno una loro storia, o altrimenti edifici nuovi decorati o costruiti con uno stile innovativo.

Oggi faremo un’eccezione: la Храм Покрова Пресвятой Богородицы (Chiesa della Protezione della Madre di Dio) di Ясенево (Yasenevo, nella periferia di Mosca). È un edificio nuovissimo, consacrato solo lo scorso 27 dicembre 2015 e costruito nel giro di soli 7 anni, e dalle forme e decorazioni più che classiche (con il chiaro intento di imitare l’arte bizantino-normanna).

È interessante anche sapere come e da chi è stata costruita: i fondi si sono trovati senza grandi mecenati, ma grazie a piccole donazioni di oltre 800.000 persone, e i mosaici sono stati progettati ed assemblati non da professionisti ma da 225 volontari, persone comuni dalle professioni più disparate, sotto la guida di un mosaicista pensionato che ha insegnato la tecnica a chiunque si presentasse e volesse lavorare.

A questo indirizzo potete farne un giro virtuale:

http://www.hrampokrov.ru/virtour/vtupper201501/

Per arrivarci, potete scendere a Ясенево sulla linea Калужско-Рижская (Kaluzhsko-Rizhskaya) della metro moscovita.

Служебный роман – commedia con Мягков

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Abbiamo già parlato delle commedie sovietiche, molto amate ancora oggi da generazioni e generazioni di russi, ucraini, bielorussi e chi più ne ha più ne metta.

Uno dei più grandi interpreti della commedia sovietica, conosciuto veramente da tutti, è Андрей Мягков (Andrey Myagkov), protagonista di parecchi capolavori della cinematografia soprattutto negli anni ’70 (oltre a Служебный роман non mancheremo di proporvi Ирония судьбы, или С лёгким паром! e Гараж). Con il suo caratteristico aspetto (gli occhiali spessi, i baffi e l’ampia fronte), la sua è un’immagine familiare per chiunque nei paesi dell’Ex Unione Sovietica. 

Interpreta spesso (ed è il caso in questo film) personaggi confusionari, inaffidabili, goffi, ed è impareggiabile nel rappresentarne la timidezza.

In questo film potrete anche godervi una straordinaria Алиса Фрейндлих (Alisa Freyndlich), oltre che la bellissima colonna sonora di Андрей Петров (Andrey Petrov), con esibizioni canore tanto di Мягков quanto della Фрейндлих!

Aprite i link in un’altra finestra per vedere il film. Potete attivare i sottotitoli in inglese cliccando su “Subtitles/closed captions” in basso a destra.

Buona visione!

Дом Павлова – il condominio fortezza

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Nel settembre del 1942 le strade e gli edifici sventrati di Сталинград (Stalingrado, oggi Волгоград – Volgograd) erano il teatro di terribili battaglie. Città simbolo (portando il nome del capo di stato Сталин) e al contempo ultimo baluardo sul fiume Волга, Сталинград era diventata l’oggetto di una vera e propria ossessione di Hitler, che voleva conquistarla ad ogni costo.

I difensori della città, guidati da Василий Чуйков (Vassiliy Chuykov, generale della 62esima armata), si asserragliavano in qualsiasi costruzione particolarmente solida, organizzandovi delle guarnigioni difensive capaci di attaccare tutt’attorno sulle posizioni dei nazisti.

La più famosa di queste strutture difensive divenne la Дом Павлова (letteralmente la casa di Pavlov), un condominio di quattro piani posizionato tra площадь Ленина (ploshad’ Lenina) e Советская улица (Sovietskaya uliza), in un punto tatticamente importantissimo che permetteva di controllare tutta l’area circostante e difendere l’accesso al Волга. Su ordine del colonnello Иван Елин (Ivan Elin), venne conquistata e poi difesa da un manipolo di soldati sotto il comando del sergente Яков Павлов (Yakov Pavlov).

Nonostante i continui attacchi dei nazisti, la Дом Павлова resisteva come una fortezza, proteggendo inoltre dei civili che vivevano ancora allora nelle cantine. Era una fortezza armata, per di più, dato che i soldati sovietici sparavano dalle loro posizioni dietro ogni finestra e ogni squarcio nelle mura. La Дом Павлова resistette ben 58 giorni, dal 23 settembre al 25 novembre del 1942, fino a che la linea del fronte venne finalmente spostata a ovest dal vittorioso contrattacco dei sovietici (che come è noto si concluse solo 2500 chilometri più in là, a Berlino).

La Дом Павлова è stata poi restaurata ed è oggi un monumento a ricordo delle gesta dei 31 soldati sovietici che la difesero, come potete vedere nella foto qui sotto.

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La scritta recita:

“В доме этом слились воедино подвиг ратный и трудовой” (“In questa casa si sono fuse in uno le prodezze dei soldati e dei lavoratori”)

Una curiosità: nelle sue memorie il generale Чуйков afferma

“Небольшая группа, обороняя один дом, уничтожила вражеских солдат больше, чем гитлеровцы потеряли при взятии Парижа” (“Un piccolo gruppo, difendendo una sola casa, ha distrutto più soldati nemici di quanti i nazisti ne abbiano persi per conquistare Parigi”)

Ma in realtà questa frase non ha nessun significato, dato che Parigi si arrese senza combattere!