Компот, una bevanda casalinga

maxresdefault

È molto comune, nelle cucine, nelle cantine e nei ripostigli di Russia, Ucraina e di tutti i paesi del blocco sovietico, trovarsi di fronte dei grandi barattoli ripieni di frutta sbiadita e denso succo.

Cosa contengono? Molto semplice: компот (kompot). Si tratta di una bevanda dolce preparata facendo bollire vari tipi di frutta e aggiungendo zucchero. Vanta una lunghissima tradizione: ancora ai tempi della Русь (Rus’) era diffuso l’узвар (uzvar), a base di сухофрукты (frutti secchi) portati all’ebollizione (il nome deriva infatti dal verbo варить, bollire).

kompot-iz-zemlyaniki

È anche questa una buona tradizione contadina: d’estate si raccolgono frutta e verdura e si preparano консервы (conserve) in modo tale che possano essere consumate nel corso dell’inverno. Se la verdura viene messa sotto sale, dalla frutta si ottengono i vari tipi di компот (tra cui il морс – mors – a base di bacche rosse) e di варенье (marmellata – anche qui il nome viene dal verbo варить).

Qualsiasi хозяйка (padrona di casa) ve ne offrirà una bella caraffa!

Возвращение домовенка – il ritorno di Кузя

Questo è il quarto e ultimo episodio della serie di cartoni animati Домовенок Кузя (Domovyonok Kuzya). Si chiude così l’avventura di Кузя (Kuzya), con il suo ritorno nella nuova casa (il titolo, Возвращение домовенка, significa “il ritorno del domovyonok).

In questo breve episodio, Кузя si comporta ben diversamente da come si comporta a casa di Наташа (Natasha). Nel corso della sua permanenza contro voglia nella изба (izba) di Баба-яга (Baba Yaga) fa infatti tutto quello che ci si aspetta da un домовой malintenzionato, e anche qualcosa di più. Anche qui infatti Кузя ha il controllo della изба di Баба-яга, la избушка на курьих ножках (piccola izba dalle zampe di gallina) della mitologia slava e russa, e le comanda di partire in marcia.

Il significato della избушка на курьих ножках nella tradizione russa è simbolico: è il luogo di passaggio tra il mondo terreno e quello dei morti. In questo cartone animato per bambini, però, questa particolarità è comprensibilmente tralasciata.

Buona visione!

Петергоф – la Versailles russa

1771

Петергоф (Peterhof) si trova nelle vicinanze di Санкт-Петербург (San Pietroburgo), sulla sponda meridionale del Финский залив (Golfo di Finlandia). Come dice il suo nome, nome composito olandese (dalla liberazione nel 1944 fino al 1997 la città stessa si chiamava proprio Петродворец), è sede del Palazzo di Пётр I (Pietro I) e di un enorme complesso di parchi e musei costruiti a partire dal XVIII° secolo.

L’obiettivo di Пётр I era proprio quello di costruire una residenza imperiale che potesse superare in bellezza Versailles, ed è per questo che si ideò un sistema di fontane e giochi d’acqua di grande complessità e difficile realizzazione. Sebbene Пётр I avesse deciso di costruire questa meraviglia a Стрельна (Strel’na), l’ingegnere a capo del progetto Буркхарт Христофор фон Миних (Burkhard Christoph von Munnich) lo convinse a spostarsi qualche chilometro più a ovest, in una località molto più adatta al progetto studiato, che aveva nei giochi d’acqua e nelle fontane il suo fiore all’occhiello.

 

956357502

Петергоф è oggi un enorme parco, la cui parte centrale costruita nel XVIII° secolo si suddivide in Верхний сад (Giardino superiore), Большой Петергофский дворец (Grande palazzo di Peterhof) e Нижний парк (Parco inferiore). Non è però tutto: a sud si trovano Ольгин пруд (Stagno di Olga) e la (allora) riserva di caccia Александровский парк (Aleksandrovskiy Park).

Questi splendidi parchi e le costruzioni ivi contenute sono tuttora oggetto di restauri cominciati nel 1944: nel corso della Seconda Guerra mondiale, infatti, Петергоф rimase a lungo sotto il controllo delle forze naziste. Teatro di battaglia, fu in gran parte distrutto dai colpi di artiglieria.

Петергоф è una gita imperdibile per chi dovesse passare anche solo due o tre giorni a Санкт-Петербург!

 

Кузя e una fiaba per Наташа

Nel terzo e penultimo episodio di Домовенок Кузя (Domovenok Kuzya), Баба-Яга (Baba Yaga) arriva in città per rapire ancora una volta Кузя. Ad aprirle la porta è Наташа (Natasha), la bambina di casa, che pensa sia la nonna di Кузя: “К тебе приехала бабушка!” (“È venuta a trovarti la nonna!”), dice Наташа.

Anche in questa puntata possiamo imparare qualcosa della mitologia russa, ed in particolare del домовой (domovoy): Кузя conta allarmato le provviste, temendo un inverno di stenti. Questo perché, nella tradizionale vita di villaggio, oltre ad occuparsi delle bestie (che in città non ci sono) il домовой aiuta anche in questo importantissimo compito: contare quello che si ha in casa, assicurarsi che sia abbastanza e che non si rimanga senza nel corso dell’inverno.

Contribuirono al successo di questo cartone animato anche gli eccelsi doppiatori: è ad esempio Георгий Вицин (Georgiy Vizin, che potete vedere qui come Трус – Trus, letteralmente fifone) a dare la voce a Кузя.

Buona visione!

La Roma Imperiale di Брюсов

BR_18

Валерий Брюсов (Valeriy Bryusov) è un prolifico poeta e romanziere vissuto a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo. Vero erudito, esperto di storia e di letteratura mondiale (fu anche traduttore dal francese, dall’inglese e dal tedesco), ebbe una produzione letteraria eclettica nel corso degli anni: fu uno dei capostipiti del simbolismo russo, ma a partire dal 1910 virò verso temi classicisti.

A questa sua fase appartiene l’исторический роман (romanzo storico) Алтарь Победы (L’altare della Vittoria), ambientato nella Roma del IV° secolo. Lavoro meticoloso e impressionante per la quantità e la qualità dei dettagli, questo исторический роман ci porta indietro nel tempo a un’epoca in cui il cristianesimo iniziava ad imporsi sulle altre credenze religiose.

1011416

La vicenda vede il giovane protagonista, un provinciale arrivato a Roma per studiare ed ospite di suo zio senatore, viaggiare per l’Italia di allora in un’atmosfera apocalittica, in balia di un turbinio di religioni e cospirazioni. Questo ci permette non solo di vivere la decadente Roma tardo imperiale, ma anche la grandiosa Milano (all’epoca capitale dell’Impero) e addirittura i dintorni del Lago di Como. Sorprendentemente, è un autore russo a portarci per mano per le strade dell’Italia di 1600 anni fa!

Приключения домовенка – le avventure di Кузя

Proprio ieri  vi abbiamo proposto il primo episodio di Домовенок Кузя (Domovyonok Kuzya). Oggi continuiamo con la rassegna, che purtroppo non sarà lunghissima (sono in tutto quattro episodi), mostrandovi il secondo episodio: Приключения домовенка (Le avventure del domovyonok).

Sebbene questo sia il secondo episodio, in realtà vi si narra quello che succede anteriormente al primo, quando Кузя ancora viveva in una изба (izba) di legno. Questa volta Кузя si ritrova suo malgrado ostaggio di Баба-Яга (Baba Yaga), la strega per eccellenza delle fiabe russe.

Ma diciamo qualcosa di più di questo spirito della tradizione russa: come già detto il домовой è lo spirito della casa, secondo alcuni un antenato che per i suoi peccati è lasciato sulla terra a servire i suoi discendenti, secondo altri è una creazione di Dio che ne assegna uno ad ogni casa.

Un домовой amorevole porta счастье (felicità), protegge la casa ed aiuta i suoi abitanti. Li difende dai ladri, li avverte dei pericoli e si prende cura dei loro cavalli (ma solo se gli piacciono!). Un домовой maligno, invece… rompe i piatti e pizzica gli abitanti della casa nel sonno, lasciando lividi dolorosi. Ma questo non è il caso di Кузя: anche se sta ancora imparando a fare il suo “lavoro”, è un bravo домовой!

 

La fortezza di Белгород-Днестровский

bd

Белгород-Днестровский (Belgorod-Dnestrovskiy), fino al 1944 nota con il nome di origine turca Аккерман (Akkerman), è una città del sud dell’Ucraina che vanta la fortezza più grande non solo di tutto il paese ma di tutta l’Europa dell’est.

Oltretutto, come potete vedere dalle foto, la Белгород-Днестровская крепость (fortezza di Belgorod-Dnestrovskiy) si trova in una posizione incredibilmente scenica, sulla riva di un лиман (laguna). Il panorama dalle sue mura in una bella giornata è straordinario, ma attenzione a dove mettete i piedi! Sebbene la крепость sia in discrete condizioni, lo stesso non si può dire per i camminamenti.

vid-sverhu-2

Questa enorme крепость fu costruita nel XIII° secolo da Берке (Berke), Khan dell’Orda d’oro che all’epoca controllava tutto il sud delle attuali Ucraina e Russia. Nel corso degli anni passò di mano tra i vari governanti locali: cavalieri moldavi, genovesi, turchi. Teatro delle guerre tra Turchia e Russia, passò definitivamente all’Impero Russo nel 1812 con il Бухарестский мирный договор (Trattato di pace di Bucarest), assieme a tutte le terre della regione.

Белгород-Днестровский è raggiungibile da Одесса (Odessa) in маршрутка (minibus) in circa 1 ora e mezza. Vale assolutamente la pena di passarci una mezza giornata, ed oltretutto è poco distante da località balneari quali Каролино-Бугаз (Karolino-Bugaz) e Затока (Zatoka).

 

Тургенев sulla lingua russa

2589

Иван Тургенев (Ivan Turgenev) è uno dei capisaldi della letteratura russa della seconda metà del XIX° secolo. Non solo fu poeta, romanziere e critico letterario, ma fu un vero e proprio propagandista della cultura e della lingua russa.

Basti pensare alla seguente composizione del 1882, intitolata proprio Русский язык (La lingua russa):

Во дни сомнений, во дни тягостных раздумий о судьбах моей родины, — ты один мне поддержка и опора, о великий, могучий, правдивый и свободный русский язык! Не будь тебя — как не впасть в отчаяние при виде всего, что совершается дома? Но нельзя верить, чтобы такой язык не был дан великому народу!

(Nei giorni di dubbio, di angosciose riflessioni sul destino della mia patria, – solo tu sei per me appoggio e sostegno, o grande, potente, veritiera e libera lingua russa! Se non ci fossi tu – come non cadere nella disperazione al vedere tutto quello che accade a casa? Ma non si può credere che una tale lingua non sia stata data a un grande popolo!)

Già nobile, Тургенев ebbe un successo che andava ben al di là dei confini della Russia. Tanto da suscitare un’irresistibile invidia in Достоевский (Dostoevskiy), con il quale ebbe alcuni attriti.

n-ge-portreti-s-turgeneva

Nei suoi molti romanzi spicca la frequente presenza di protagoniste forti, onorevoli e sicure di sé, eroine così tipiche che la critica letteraria russa le ha battezzate тургеневские девушки (ragazze turgeneviane).

Perché leggerlo? Per innumerevoli motivi, ma concentriamoci su di quello didattico: la sua scrittura è pura, pulita e chiara, ideale per chi ha già un buon livello e vuole svilupparlo. Tra i suoi ammiratori troviamo anche Ленин (Lenin), che lo citava spesso e lodava il suo russo, “великий и могучий” (“grande e potente”). Non mancheremo di consigliarvi alcuni suoi romanzi nelle prossime settimane.

 

Паска – il dolce di Пасха

Пасха (Paskha) è alle porte. Come è noto, la confessione ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, e questo può portare a scostamenti anche importanti tra la Pasqua cattolica e la Пасха ortodossa. Quest’anno, ad esempio, da noi Pasqua è stata a marzo mentre Пасха sarà domenica prossima, l’1 maggio.

3309

Tra le varie tradizioni pasquali ortodosse, ce n’è una tipica del sud della Russia e dell’Ucraina che prevede la preparazione di piccoli panettoncini come quelli che vedete in foto. Questo pane pasquale, noto come паска (paska) o кулич (kulich), si prepara nel corso della settimana di Пасха, ma non si può preparare il giorno di Великая пятница (Venerdì Santo). Secondo la tradizione, va mangiato solo dopo averlo fatto benedire in chiesa: anche la cuoca evita accuratamente di assaggiarlo dopo averlo cotto, altrimenti è грех (peccato)!

Qui sotto la ricetta:

http://www.stranieriinitalia.it/l-esperto-risponde/cucina-etnica-e-ricette-etniche/cucina-europea/la-paska-simbolo-della-pasqua-ucraina.html

Домовёнок Кузя – lo spiritello casalingo

Oggi vi proponiamo il primo episodio di una serie di cartoni degli anni ’80, estremamente popolare e capace di portare ai giorni nostri il домовой (domovoy), figura della mitologia russa che sorveglia la casa e protegge la famiglia.

Домовёнок Кузя (Domovyonok Kuzya) è una creazione della scrittrice Татьяна Александрова (Tatyana Aleksandrovna), probabilmente ispirata dalle fiabe raccontatele durante l’infanzia dalla sua няня (tata), una vecchia contadina della regione del Волга (Volga). Tutte le sue avventure sono state messe in scena dalla compagnia cinematografica Экран (Ecran) con regia di Аида Зябликова (Aida Ziablikova), utilizzando la tecnica della кукольная мультипликация (animazione a passo uno).

Кузя è un giovane домовой, ha solo 700 anni. In Дом для Кузьки (Una casa per Kuzya) la sua vecchia casa viene abbattuta, e lui si trasferisce in uno dei palazzi che le sono stati costruiti attorno.

Di corta durata, è estremamente divertente e aiuta ad imparare tutta una serie di espressioni che nel corso degli anni sono diventate крылатые выражения (espressioni popolari). Godetevi Кузя e il suo сундучок (piccolo scrigno) pieno di fiabe!